Frank Sinatra e Dean Martin. Quanto si assomigliavano, e quanto invece erano l’opposto l’uno dell’altro? Una storica sfida ci aiuta a gettare luce su questo dilemma. E a scegliere il nostro vincitore della contesa.
Frank Sinatra e Dean Martin: per chi osserva le cose da lontano, senza farsi coinvolgere troppo, sono una coppia quasi sovrapponibile. Se poi non ami il genere, sono solo due tizi in smoking che cantano canzoni antiquate.

Come diceva un mio vecchio amico, che pur essendo una decina di anni più vecchio di me non riusciva a capire la mia passione per “The Voice”, era “roba da cinquantenni”. Ai tempi in cui facevamo di questi discorsi si trattava più o meno di un insulto. Cinquant’anni sembravano l’età di Matusalemme e nessuno avrebbe voluto condividere nulla con qualcuno nato in un’era geologica così distante. Mi venivano i brividi a pensarci.
Scontro di carisma: Dean vs. Frank
L’insulto non riuscì comunque ad appannare la mia passione giovanile per Frank Sinatra, né quella per il suo degno compare di Rat Pack: Dean Martin. Col tempo scoprii che, pur senza contare su un seguito paragonabile a quello dei Pooh, la pattuglia dei Frank-maniaci non era decisamente esigua.
Ci scambiavamo dischi, VHS import. A volte la sera ci si trovava e ad un certo punto fu evidente che la vicenda stava imboccando una strada ai limiti del settario, quando in surreali serate d’ascolto cominciammo a discutere chi fosse meglio tra Frank e Dean. O perlomeno qualcuno cominciò a sostenere che Dino avesse una personalità altrettanto fascinosa ma completamente diversa, e che il confronto tra i due non fosse affatto scontato. Non erano un sole e un pianeta, ma due mondi diversi e in realtà opposti. Dino e Frankie erano le colonne del Rat Pack. Erano qualcosa in più dei due giganti che tenevano insieme il mondo. Erano due caratteri, due voci, due stili di interpretazione e due cariche magnetiche totalmente diverse anche se del tutto complementari. Erano due personalità che giocavano a rimpiattino da due lati opposti del campo.
Dean, con il suo tocco pigro, disinvolto e rilassato faceva innamorare il pubblico senza fare praticamente nulla. Sinatra era l’opposto, sempre alla carica, sempre in cerca della luce dei riflettori, sempre a caccia del colpo con cui stendere il suo pubblico, e pure i suoi colleghi-amici. Non avrebbero potuto essere più diversi, eppure cantavano le stesse canzoni, recitavano negli stessi film, avevano formato una squadra inseparabile. Erano come un piede e un comodo stivale: un’unità di diversi completamente indivisibile. Chi fosse il piede e chi lo stivale resterà per sempre oggetto di dibattito. Anche se alcune sfide epocali tra i due ci aiutano a gettare un po’ di luce in più su questo straordinario scontro di personalità.
La battaglia degli hamburger
I due tenevano entrambi alla loro forma fisica, pur coltivandola in maniera curiosa. Il mestiere di cantante non è il più indicato per seguire gli orari di un atleta scrupoloso. Un problema che entrambi acuivano con un consumo abbondante di whiskey, e specialmente del loro nettare preferito, il vecchio Jack Daniel’s No.7. Una compagnia inseparabile che abbiamo raccontato con ampiezza qui. Bevevano anche molto tè freddo, per fare un po’ di scena (e anche perché diversamente non sarebbero durati così a lungo). Ma di giorno e di notte il Jack scorreva copioso. Un’abitudine che non deve essere stata del tutto del tutto estranea ad uno dei loro duelli più curiosi: la sfida degli hambuger.
Nel 1967 l’amica Dinah Shore, un’altra cantante dalla vivace personalità, si era lanciata in un’impresa letteraria che avrebbe dovuto garantirgli sia la gratitudine dei posteri che un certo immediato vantaggio economico. Si trattava di “The Celebrity Cookbook”, una specie di rassegna Instagram in anticipo di qualche decennio, in cui star dello spettacolo (e non solo) avrebbero offerto al pubblico le ricette dei loro manicaretti migliori. Frank e Dean furono invitati entrambi, e lo sapevano. Decisero di inviare entrambi la ricetta di un hamburger. La sfida cominciava subito nel più divertente dei modi.
Dino contro Frank: chi ha vinto
Dean Martin, l’italiano era piuttosto famoso nell’ambiente per i suoi hamburger, tanto semplici quanto buoni. Esibì tutta la sua noncuranza e la sua pigrizia in una ricetta alquanto basic, e deliziosamente umoristica.
L’hamburger di Dean
Ingredienti:
1 lb di manzo macinato
2 oz di bourbon (ghiacciato)
Metodo: preriscaldare una padella pesante, cospargerla di sale, maneggiare con leggerezza la carne per formare quattro polpette e grigliare ogni lato per circa 4 minuti. Servire con un bicchierino di bourbon ghiacciato su un vassoio da televisione. Set e partita? Manca ancora l’hamburger di Frank.
L’hamburger di Frank
Dean Martin aveva studiato a lungo con Bruce Lee (anche se pare non con i migliori risultati, come abbiamo raccontato qui). Ma a esibire il colpo da Kung Fu fu il suo amico Sinatra, che sfruttò la fama degli hamburger del rivale per far pubblicare questa ricetta.
Istruzioni
Chiamare Deano e dirgli di farvi un hamburger
Bere il suo bourbon
Decisamente una ricetta molto Frank
Chi vince e chi perde la sfida della padella
Così erano gli incontri di due giganti come Frank SInatra e Dean Martin: humour, voglia di giocare, sottili prese per i fondelli per la gioia del pubblico, scambi di ruoli. Dribbling ubriacanti (e talvolta non solo per la qualità del gioco).

Il loro hamburger è un esempio dalle promesse gustose. Possiamo continuare a immaginarlo e sorriderne. Gli ingredienti sono sempre lì, gustosi come non mai, anche se non molto a portata di mano. Al supermercato biologico, per esempio, non si trovano.
Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it


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