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Imelda e i Beatles

Imelda Marcos contro i Beatles: terrore e vendetta

La storia è fatta dalle persone, alcune grandi, alcune malvagie, alcune, come si usa dire, discutibili

Se c’è una cosa su cui penso siamo tutti d’accordo è che l’umanità ha la memoria corta o quantomeno selettiva. Se la storia si ripete è certo che in pochi la ricordano ed ognuno tende ad interpretarla a modo suo, un po’ come quando si indossavano gli occhiali della ditta Same. 

Imelda e i Beatles
Imelda Marcos- Boomerissimo.it

Faccio mia una citazione di Margaret Atwood:

C’è la storia, poi c’è la vera storia, poi c’è la storia di come è stata raccontata la storia. Poi c’è quello che lasci fuori dalla storia. Anche questo fa parte della storia.

La “grande” donna dietro un dittatore

Le consorti dei dittatori non sono persone innocenti, se non sono state complici, perlomeno sono rimaste in silenzio davanti a nefandezze di varia natura. 

Anche il grado di complicità varia, c’è chi è stato per così dire stravagante e chi ha usato il potere, per quanto di riflesso per fare la propria parte di atrocità. Parliamo di Imelda Marcos.

Imelda e Ferdinand neosposi – Boomerissimo.it

Chi ha l’età e la cultura storica per ricordarla, probabilmente rammenterà l’immensa collezione di scarpe di lusso trovata nella sua residenza quando fu costretta ad andare in esilio alle Hawaii con il marito, il presidente Marcos, per l’appunto. Oltre duemilacinquecento paia di calzature di grandi stilisti e artigiani, molte delle quali sono finite in un museo poco fuori Manila.

Ma Imelda è stata molto più di questo.

La dittatura di Ferdinand Marcos nelle Filippine rappresenta uno dei periodi più bui della storia del paese, in cui un ruolo significativo fu svolto proprio da Imelda.

Ferdinand Marcos fu eletto presidente nel 1965, presentandosi insieme alla moglie Imelda come figure complementari di forza e bellezza, paragonati spesso ai Kennedy americani. Dopo due mandati, non potendo candidarsi per un terzo (vi ricorda qualcuno?), il 21 settembre 1972 Marcos dichiarò la legge marziale in tutto il paese. 

Durante i 14 anni di dittatura, il regime Marcos fu responsabile di 3.257 uccisioni extragiudiziali, 35.000 torture documentate, oltre settecento sparizioni forzate e decine di migliaia incarcerazioni. Molte vittime furono torturate e mutilate prima che i loro corpi venissero abbandonati in luoghi pubblici per seminare il terrore tra la popolazione – una tattica nota come “salvaging”.

Marcos attuò anche un massiccio rimpasto delle forze armate, sostituendo molti ufficiali con persone provenienti dalla sua regione natale, l’Ilocos, in particolare familiari e fedelissimi.

Imelda non si accontentò di essere semplicemente la moglie del dittatore. Durante il regime, ricoprì importanti cariche governative:  ambasciatrice plenipotenziario e straordinario, governatore della Regione Capitale Nazionale, e Ministro degli Insediamenti Umani.
Imelda definì il regime “legge marziale con un sorriso” e si impegnò a distrarre l’opinione pubblica dalle brutalità del regime organizzando concorsi di bellezza e incontri di boxe. 

I Marcos accumularono una fortuna personale stimata tra i 5 e i 10 miliardi di dollari, rubando miliardi di pesos al popolo filippino. 

La dittatura Marcos terminò nel febbraio 1986 con la “Rivoluzione del Potere Popolare”. Dopo l’assassinio del leader dell’opposizione Benigno “Ninoy” Aquino Jr. nel 1983 (presumibilmente ordinato dai Marcos) e le contestate elezioni del 1986, centinaia di migliaia di persone scesero in piazza chiedendo le dimissioni di Marcos.

La “triste” infanzia di Imelda

Nata nell’importante famiglia Romualdez, Imelda visse paradossalmente in povertà come membro della “parte sbagliata” della famiglia. Dopo la temporanea separazione dei genitori, Imelda, sua madre Remedios e i suoi fratelli si trasferirono a vivere nel garage della proprietà di famiglia, mentre i parenti bene occupavano la “casa grande”. 

Dopo essere diventata First Lady e aver conquistato la sua posizione di potere, Imelda prese provvedimenti drastici per cancellare questo capitolo imbarazzante della sua vita. Nel 1972 ordinò ai bulldozer di demolire il garage in cui aveva vissuto. Voleva  cancellare le sue umili origini dalla memoria pubblica. Tuttavia, durante i suoi successivi problemi legali, strategicamente esaltò questa stessa narrazione della povertà, usandola per ottenere simpatia.

Imelda e i Beatles

Nel luglio 1966, i Beatles arrivarono a Manila per due concerti al Rizal Memorial Football Stadium previsti per il 4 luglio.

Beatles
Il poster del concerto dei Beatles nelle Filippine (ebay.com.au) – Boomerissimo.it

All’insaputa della band, Imelda Marcos aveva organizzato un ricevimento per colazione al Palazzo Presidenziale proprio la mattina del 4 luglio. Al ricevimento erano stati invitati trecento figli di alti ufficiali dell’esercito e fedelissimi del regime. Brian Epstein, il manager dei Fab Four, aveva già declinato l’invito aderendo alla loro politica di non accettare di prendere parte a ricevimenti ufficiali durante i tour.

I membri della band non erano a conoscenza dell’invito e dormirono fino a tardi nelle loro stanze d’albergo. Si presentarono in tempo per i due concerti, uno al pomeriggio ed uno alla sera. Epstein, però, aveva sottovalutato la permalosa Imelda.

Imelda e i Beatles – Boomerissimo.it

Il Manila Times pubblicò un articolo in prima pagina in cui accusava i Beatles di aver “snobbato la First Lady e i tre figli dei Marcos”.

Le ripercussioni furono gravi. I media controllati dal dittatore dipinsero l’incidente come un insulto deliberato, suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica. Le scuse televisive di Epstein vennero stranamente disturbate da una interruzione del segnale. I Beatles affrontarono l’ostilità per il resto del loro soggiorno nelle Filippine. Il 5 luglio, mentre si preparavano a lasciare il Paese, si resero conto di quanto poteva essere vendicativa la First Lady.

Il loro albergo ritirò l’assistenza e la sicurezza, fu loro presentato un conto delle tasse sui guadagni dei concerti, all’aeroporto furono accolti da una folla inferocita, che li insultava e sputava loro addosso. Furono costretti anche a portarsi i bagagli da soli, le scale nobili, curiosamente, avevano smesso di funzionare. Il manager dell’aeroporto, Willy Jurado, si vantò in seguito di aver preso a pugni John Lennon e Ringo Starr.

Nessuno degli ex Beatles tornò mai nelle Filippine. A posteriori, Paul McCartney ha dichiarato di essere “contento di aver fatto quello che abbiamo fatto”, considerando le rivelazioni successive sulla corruzione e le violazioni dei diritti umani del regime di Marcos.

Le amicizie pesanti di Imelda – Boomerissimo.it

Imelda, la “madre della nazione”, con la sua benevolenza controllata non era che una maschera elegante sulla brutalità del regime. Giustificò le spese sfarzose con progetti per “abbellire la nazione”, progetti che servivano come strumenti di clientelismo per i lealisti.

La vedova Marcos è ormai ultranovantenne, ma il suo (e non solo suo) modus operandi continua ad essere molto in voga. 

Conoscete politici che usano la retorica nazionalista e basano la popolarità su una sorta di personal branding piuttosto che sulla profondità delle politiche? Vi viene in mente qualcuno che faccia leva sul carisma populista per proporsi come salvatori anti-establishment?

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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