Telefono…casa. Una battuta buona per lo spot dell’allora Sip, ma che ci ha intenerito tutti all’epoca del grinzoso e decisamente bruttino essere venuto dallo spazio.
Una favola di buoni sentimenti, di inno alla diversità che tanto piacerebbe oggi.

Di E.T. non fu mai fatto il seguito, o forse sì? Diciamo quasi.
E.T.
E.T nasce come evoluzione dell’amico immaginario che Spielberg bambino si era creato a seguito del divorzio dei suoi genitori. Una storia strappalacrime che è diventata sin da subito un blockbuster acclamato da pubblico e critica. Nel 1982 la storia dell’alieno di denaro ne aveva incassato un bel po’. Spielberg aveva superato il collega George Lucas, titolare sinora del primato con Star Wars che a sua volta aveva scavalcato il suo Jaws e lo avrebbe detenuto sino ad un altro suo film, una cosetta dal titolo Jurassic Park.
Una delle scene più famose del film – Boomerissimo.it
All’epoca c’era una sorta di delirio collettivo. Trovavi gadget dell’alieno macrocefalo ovunque. Io stessa ne presi uno, che ho conservato per decenni. Il mio però aveva un difetto. Progettato per avere il collo telescopico con un semplice meccanismo a scorrimento, aveva il marchingegno bloccato. Avevo l’unico E.T con il collo rincagnato.
Il secondo capitolo
Succede in tutte le case che avanzi qualcosa del pranzo e/o della cena. Ovviamente nulla si spreca e la pietanza in surplus viene riportata in tavola al pasto successivo.
Mio nonno, che del pianeta, del riciclo e dello spreco se ne fregava altamente, quando ritrovava a cena lo stesso cibo, peraltro non più appena cucinato e ben presentato, aveva un solo commento: Oggi si mangia “ripetete”.
Ecco, i ripetete, le minestre riscaldate al cinema, i sequel, prequel, ma presentati dopo l’originale, come ho avuto già modo di scrivere, non mi prendono. Sanno di facile consumo, di modo facile per incassare soldi. A parte alcune fortunate eccezioni.
Inutile dire che a gran voce veniva richiesta una evoluzione della storia del piccolo alieno, sia dal pubblico e sia da chi da quella storia aveva modo e voglia di guadagnarci qualche milioncino di dollari.
Spielberg alla fine ci aveva pensato e con la sceneggiatrice Melissa Mathison, all’epoca signora Harrison Ford avevano prodotto un treatment, un riassunto, un abstract del sequel.
Melassa e zucchero filato a profusione? Tutt’altro.
Spielberg e la sua creatura – Boomerissimo.it
Il titolo del soggetto era E.T. II: Nocturnal Fears. La storia vede degli alieni arrivare sulla Terra, in risposta al segnale di soccorso mandato da E.T.. Questi alieni però sono una variazione albina e malvagia della “specie” di E.T. ed in guerra perenne con quelli buoni.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link
I genitori di Elliott hanno divorziato e la mamma si è fidanzata con il dottor Keys. Elliott, Michael e Gertie stanno trascorrendo la loro prima estate senza il loro amico extraterrestre, quando gli alieni malvagi, guidati dall’albino Korel, li rapiscono e li torturano per ottenere informazioni su E.T. buono (il cui vero nome è Zrek). L’intera storia si svolge senza Zrek, che compare solo alla fine quando risponde alle grida di aiuto di Elliott attraverso lo spazio. Il suo intervento si risolve con il salvataggio dei bambini e la messa al bando dei malvagi.
E.T. allora saluta per la seconda volta i suoi amici terrestri e torna nello spazio.
Chi volesse leggere le nove pagine del treatment può trovarlo qui: https://genius.com/Steven-spielberg-et-ii-nocturnal-fears-annotated.
Spielberg però non andò mai oltre nella realizzazione per tutta una serie di motivi. In primis voleva mantenere l’integrità dell’originale: il regista riteneva che un sequel avrebbe potuto “privare l’originale della sua verginità” e compromettere la verità artistica del primo film.
In più, la natura cupa e spaventosa del sequel proposto si discostava in modo significativo dal tono rasserenante dell’originale e non avrebbe incontrato il gusto di un pubblico familiare.
Il finale proposto, con E.T. che lascia di nuovo la Terra, era troppo simile alla conclusione del film originale. Alla fine Spielberg decise che E.T. funzionava meglio come film singolo. Posizione che ha mantenuto sinora e di cui gli siamo grati.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


Rispondi