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Spielberg sbranato dallo squalo

Lo Squalo, il mostro che stava per sbranare Steven Spielberg

Ci sono film la cui storia sembra già un film. Uno di questi è “Lo Squalo”: un grandissimo disastro che solo un miracolo trasformò nel più grande successo di tutti i tempi.

Gli anni ’70 sono stati anni rivoluzionari e turbolenti, non solo nel costume e per la strada. Anche l’industria fabbrica sogni per eccellenza, Hollywood, decise che molto di quello che aveva funzionato fino a quel momento doveva drasticamente cambiare.

Spielberg sbranato dallo squalo
Un giovane Spielberg: Lo Squalo stava per costargli la carriera – Boomerissimo.it

Una nuova generazione di produttori con capelli lunghi e idee piuttosto folli si stava affermando. Se la musica si era trasformata radicalmente, poteva il cinema rimanere immutato?

La folle idea de “Lo Squalo”

Nella storia del cinema i grandi film di marina non mancano, navi e barche alla deriva, pescatori, ammutinamenti. La ricetta sperimentata per realizzare scene marine a costi sostenibili era sempre la stessa: una piscina e un bello schermo alle spalle su cui proiettare avvincenti scene di onde e burrasca, per dare l’illusione del mare, senza il rischio, i costi e i tempi necessari a trasportare macchine da presa e luci in acqua. Nice ‘n easy.

Il finale de Lo Squalo – Boomerissimo.it

Ma era il principio degli anni ’70, a Hollywood, e la Universal aveva vinto l’asta miliardaria per il libro “Lo Squalo”. Dalla quella storia spaventosa, un grande squalo bianco che si aggira tra le spiagge di una tranquilla località atlantica mietendo vittime, doveva nascere un film capace di scassare ogni record di incasso ai botteghini. Il film doveva essere assolutamente terrorizzante, doveva seminare il panico dello squalo, una vera psicosi. A qualcuno venne in mente che per questa sconvolgente prima volta occorreva la verità vera, non la sua riproduzione in scatola (ovvero in piscina). Bisognava buttare troupe, macchine da presa, regista, luci e tutto quanto necessario alla produzione cinematografica in acqua. Non in una piscina di Hollywood ma tra le onde, le barche, l’acqua salata. E occorreva naturalmente uno squalo, possibilmente vero.

Un kamikaze di nome Steven Spielberg

Hollywood brulica di registi di varia esperienza e successo. Ma trovare il candidato al suicidio su un progetto di tale follia, capace di lanciare, ma molto più probabilmente stroncare una carriera, non deve essere stato facile.

Alla fine la scelta cadde su un giovane regista che una carriera da stroncare non l’aveva, Steven Spielberg: ambizioso giovanotto con qualche buona produzione televisiva alle spalle (il biglietto da visita peggiore per la snobberia hollywoodiana) e un solo lungometraggio all’attivo: Sugarland Express. Il film era stato un disastro al botteghino.

Steven Spielberg non aveva nulla da perdere, salvo il suo futuro, quando accettò la sfida de “Lo Squalo”.

No, lo squalo vero no

Benche le idee della Universal fossero radicali, Spielberg riuscì quantomeno a convincere la produzione che addestrare un grande squalo bianco non era solo un’impresa rivoluzionaria, ma anche impossibile. Si decise di ripiegare su un mostro meccanico di gomma e motori elettrici che avrebbe dovuto essere identico allo squalo vero. Doveva nuotare, guardare con occhi feroci, attaccare e sbranare proprio come un vero squalo.

Nessun mago degli effetti volle accettare la sfida. Spielberg dovette ripiegare su un “mago” in pensione: Bob Mattey, già famoso per il calamaro gigante di “20.000 Leghe Sotto i Mari”. Uno che ormai la carriera l’aveva già fatta: anche lui non aveva più nulla da perdere.

Il pupazzo che stava per mangiarsi Spielberg

L’ impresa, partita nelle condizioni più difficili continuò a procedere di male in peggio. Ai normali scherzi del set, disaccordi tra attori, bizze, problemi e ritardi, si aggiunse il moltiplicatore del mare. E’ facile proiettare onde su un trasparente, decisamente più complesso è gestire il meteo e il traffico marittimo che fermavano continuamente le riprese, prolungando spese e tempi.

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Ma c’era un problema ancora più grave: lo squalo di Mattey. Il grande specialista in pensione aveva costruito i suoi vecchi mostri al tempo delle piscine. Non aveva minimamente considerato il fatto che il suo squalo non avrebbe dovuto diguazzare nella placida acqua dolce di uno studio, ma muoversi nell’ oceano. Che, sfortunatamente, è noto per essere salato.

I due problemi di “Bruce”, lo squalo d’acqua dolce

La mostruosa creatura era stata battezzata Bruce, in omaggio al legale di Spielberg, noto per la sua natura famelica. Il pupazzone di gomma e motori aveva davvero un bell’aspetto ma appena messo alla prova della reale vita sul set si dimostrò ben più spaventoso per il giovane e già disperato regista di quanto sarebbe mai stato per gli spettatori del film.

Bruce, squalo d’acqua dolce – Boomerissimo.it

Al primo giorno di riprese, affondò, andando a visitare i fondali sabbiosi della baia di Nantucket. Recuperato e rimesso in moto cominciò immediatamente a denunciare il suo rifiuto per l’acqua salata, che lo corrodeva e rendeva inservibile. In pochi giorni i motori elettrici gettarono la spugna e dovettero essere sostituiti (con ulteriore dispendio di tempo e denaro) con un sistema pneumatico. Bruce lo squalo terminava ogni giornata di riprese appiccicoso e scolorito, devastato dalla salsedine e durante la notte andava riportato a nuovo e ridipinto da capo. Altri soldi, altro tempo che andavano in fumo mentre il film era ormai in ritardo incolmabile, la popolazione dell’isola era in rivolta. Spielberg si aspettava da un momento all’altro di essere fermato e sostituito,

Una carriera mai iniziata, sbranata da un mostro di gomma e da un progetto impossibile.

Steven Spielberg salvato da Alfred Hitchcock

In tutte le storie di tutti i grandi film, l’eroe sprofonda di sconfitta in sconfitta fino al disastro più totale. Il dramma finale destinato a mettere fine al suo sogno, se non alla sua esistenza. Spielberg conosceva molto bene questo meccanismo, di cui era finito prigioniero.

Spielberg e lo squalo
Furono le idee di Hirchcock a salvare il giovane Spielberg – Boomerissimo.it

Il film più costoso della storia, che doveva fermare il mondo e cambiare Hollywood, era ormai vicinissimo al collasso economico e sarebbe affondato insieme allo squalo di gomma che non amava il sale e a tutto quello che la sua carriera avrebbe potuto essere ma non sarebbe mai stata. La colossale risata dello show business avrebbe sepolto per sempre Steven Spielberg, il ragazzo del famoso disastro de “Lo Squalo”.

Racconta Spielberg che al fondo della disperazione di questi momenti drammatici un pensiero balenò nella sua mente:

Che cosa farebbe Alfred Hitchcok al mio posto?

— Steven Spielberg

L’ appello al re del brivido fu l’idea che lo salvò. Spielberg tornò con la mente a come il maestro inglese del brivido aveva costruito nelle sue storie la suspence e perfino il terrore. raramente mostrando, sempre suggerendo e lasciando che fossero la mente e le paure dello spettatore a completare il quadro.

Il film fu salvato da questa idea. Anziché mostrare gloriose riprese di uno squalo che non voleva saperne di funzionare e mettersi in acqua, sarebbe stato una storia girata dal punto di vista dello squalo. Una storia di avvicinamenti, di schizzi, di gambe che nuotano ignare, sempre più vicine agli occhi e quindi alla bocca famelica della Bestia.

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Fu questa idea disperata, nata dai capricci di “Bruce”, lo squalo che odiava il mare, a rendere Lo Squalo il film terrificante e memorabile che è. Un film in cui il terrore viene da dentro di noi, molto più che da effetti speciali che non c’erano e non hanno mai voluto funzionare.

Un giovane e promettente regista, quasi sbranato da Bruce fu infine salvato dal genio di Hitch. Che fece del film il più grande successo mai visto e diede a Hollywood la folle rivoluzione che stava cercando.

Antonio Pintér

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Comments (

3

)

  1. Steven Spielberg rifiutato da James Bond: la spia che non lo amava – Boomerissimo

    […] questo fu chiamato a fare un film che nessuno aveva il coraggio di prendere in mano: Jaws / Lo Squalo. Ma non era quello il suo sogno al quale Spielberg lavorava instancabilmente, prendendosi rischi su […]

  2. Steven Spielberg, quel ragazzino incastrato dal Tenente Colombo – Boomerissimo

    […] Steven Spielberg è diventato Steven Spielberg passando di fallimento in fallimento, e proprio grazie ai suoi fallimenti si trovò almeno un paio di volte a essere la persona giusta al posto giusto, per fare il film che nessun regista di successo sarebbe stato così pazzo da fare. […]

  3. Steven Spielberg e lo squalo vero: terrore sul set di Jaws – Boomerissimo

    […] lo pagava (e rischiò di non vedere mai concluso il film). Ma anche per la sua stessa carriera, che rischiò di morire molto prima di nascere. Un problema che i produttori che lo avevano convocato avevano messo tranquillamente in conto. Il […]

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