Non solo viaggiatore nello spazio e nel tempo. Harrison Ford ha viaggiato anche nella macchina del popolo.
Evergreen. Harrison Ford lo è decisamente. Come una canzone di Sinatra, come un film di Hitchcock. Un attore che ha avuto la fortuna di interpretare dei ruoli che non lo hanno sopraffatto, ma che ha fatto diventare parte di sé.

Han Solo e Indiana Jones sono gli alter ego di Ford, ma la carriera dell’attore è stata molto altro.
Una carriera costruita pezzo dopo pezzo
Harrison Ford non ha quella che si dice una carriera folgorante. Fatica a trovare la sua strada nel cinema. Già marito e padre, alla fine degli anni Sessanta, l’attore non riesce ad affermarsi ad Hollywood. Si costruisce (è il caso di dirlo) un piano B. Continua a fare provini, ma lavora anche come falegname.
Harrison Ford negli anni Sessanta – Boomerissimo.it
Il film che gli da’ l’affermazione definitiva è Star Wars, consolidata, qualche anno più tardi da Indiana Jones, il ruolo che gli viene “gentilmente” passato da Tom Selleck, che, incautamente lo rifiuta. Il resto è storia del cinema.
Nei suoi ruoli da eroe, Ford ha guidato praticamente di tutto, a cominciare dal Millenium Falcon, passando per aerei e cavalli. Ma quanti se lo ricordano al volante della macchina del popolo, la Volkswagen?
Witness
L’incontro avviene sul set di un film del 1985, Witness – il testimone. Ford interpreta John Book, un poliziotto che deve proteggere un bambino Amish, unico testimone di un omicidio. Book, nel tentativo di difendere il bambino e la madre (Kelly McGillis) resterà ferito, ma eroicamente riesce a portare tutti (momentaneamente) in salvo nella comunità Amish.


Gli Amish, per dirla in brevissima, sono un movimento religioso che segue i principi fissati alla fine del Seicento dal vescovo svizzero Jakob Ammann. I suoi seguaci lasciarono l’Europa per trasferirsi nel nuovo mondo. Vivono una vita semplice, rifiutano l’elettricità, credono nei valori di comunità e famiglia, rifiutano ogni forma di violenza e sono, di conseguenza, pacifisti.
Il film scorre inesorabilmente verso il lieto e corretto fine, tra immagini bucoliche della vita della comunità ed un Harrison Ford che dimostra le sue qualità di falegname. Piccola nota a margine, è anche l’unica interpretazione per cui l’attore abbia ricevuto una nomination agli Oscar.
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Ma a bordo di quale vettura ha tratto in salvo il testimone? Una Mustang? Una Corvette? Una Jeep?
Niente di tutto ciò. Si tratta di una VW Tipo 3 station wagon del 1971. Quell’auto, nascosta nel fienile, ha fatto anche da sfondo ad uno dei momenti più romantici del film, quando John Book e Rachel ballano sulle note di Wonderful World di Sam Cooke, che risuona proprio dalla radio dell’auto.
Volkswagen Tipo 3
Prodotta tra il 1961 e il 1973, nelle intenzioni della casa tedesca, la Tipo 3 doveva essere l’erede naturale del mitico maggiolino.

Furono apportati miglioramenti sia al sistema di raffreddamento del motore che ai freni, ma il modello non sfondò mai, non riuscì a soppiantare la popolarità del mitico beetle.
Negli Stati Uniti fu lanciata grazie ad uno spot interpretato da Dustin Hoffman che era costruito sul fatto che il motore fosse introvabile. Era infatti collocato sotto il pianale posteriore.

A guardarlo adesso appare davvero uno sgorbietto, adatto per essere usato in campagna e poco altro.
Qualche anno fa l’esemplare originale del film venne messo all’asta. Pare che il proprietario intendesse ricavarne 85.000 dollari, ma la cifra finale non è nota. Mai auto del popolo è stata venduta a tanto.
Antonietta Terraglia (Copyright Boomerissimo®)


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