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Milly D'Abbraccio a Colpo Grosso

Milly d’Abbraccio e il colpo grosso di Colpo Grosso

C’era un’Italia televisiva in cui il confine tra il cinema per adulti e il quiz del venerdì sera era molto più sottile di quanto si ricordi. Milly d’Abbraccio lo attraversò in una sera sola

C’è stato un tempo in cui l’Italia scanalava a notte alta alla ricerca del soft core (o meglio, se arrivava il colpo di fortuna). E ad orchestrare tutto ciò era un tal Belusconi Silvio, dalle antenne di TeleAlto Milanese. Circa dieci anni dopo, la Tv era già cambiata, qualcuno dei vecchi nottambuli era uscito dall’adolescenza ormai da tempo, ma la TV continuava a spostare i suoi confini, e sempre con lo stesso Deus Ex Machina.

Milly D'Abbraccio a Colpo Grosso
Milly D’abbraccio, colpo grosso – Boomerissimo.it®

Lui, il genio indiscusso della TV per tutti. Anche per chi non si interessa di commedia dell’arte, di prediche domenicali, ma più semplicemente, apprezza un bel paio di tette e ancor più se sono circondate dal thriller e dal mistero, se non sai se le vedrai oppure no. 

Colpo Grosso

Umberto Smaila suona, le luci dello studio sono quelle calde di un casinò di lusso, e Milly d’Abbraccio — 25 anni, di Avellino, è una ragazza ancora molto diversa da quella che molti di noi hanno scoperto in seguito, senza che l’immaginazione dovesse lavorare più di tanto. Diversa fisicamente, soprattutto, come le immagini mostrano spietatamente, rivelando un decolleté con il suo fascino ma anche con qualche taglia in meno. È diversa, ma da pochi mesi è già nel roster di Diva Futura, un roster che gli spettatori di quella TV “normale” conoscono perlopiù molto bene, grazie alle videocassette in vendita dal loro giornalaio. Milly sta giocando a fiches contro Antonio Zequila e non è un’ospite da accomodare sul divano. È una concorrente vera, e – come nessuno dubita – sa esattamente cosa sta facendo.

Milly D'Abbraccio a Colpo Grosso
Berlusconi, un’altra trovata – Boomerissimo.it®

È marzo 1990, e quella puntata di Colpo Grosso sarà il suo personale colpo grosso. E non solo suo. Berlusconi, a metà degli anni Ottanta aveva già messo a punto la strategia di aggiramento che un pezzo alla volta avrebbe ottenuto ciò che nessuno credeva possibile: spodestare una Rai fortificata nel monopolio e armata dal canone. Berlusconi cominciò lasciando perdere le fasce orarie di punta, dove i varietà, le fiction e i telegiornali apparivano ancora difficili da contrastare. Le reti Fininvest cominciarono a rosicchiare share nel pomeriggio e nella prima serata. Ma restava una fascia ancora inesplorata, una vera terra di nessuno — un deserto che la Rai aveva riempito per decenni col suo monoscopio e ora lasciava abbandonato, tra repliche soporifere. Qualcuno prima o poi lo avrebbe colonizzato. Quel qualcuno lo conosciamo e la soluzione si chiamò Colpo Grosso: un quiz a tema casinò, erotismo soft, musica dal vivo, e un conduttore capace di tenere tutto insieme aggiungendoci quel tocco tra scherzoso e pecoreccio che è la firma della migliore commedia italiana scollacciata. Prodotto direttamente dalla Fininvest per Italia 7 — la sua rete syndication — andò in onda dal novembre 1987 con uno schema semplice e infallibile: quiz più spogliarello uguale audience. I picchi di audience furono impressionanti per una piccola emittente: oltre i due milioni di spettatori. Un programma realmente per tutti, anche per gli spettatori più insospettati. Gorbaciov, per esempio, in visita a Roma, si fece proiettare il programma in albergo e poi portò a Mosca venti videocassette. Reagan invece si irritò quando il formato arrivò negli Stati Uniti. Più pugnace la reazione di Gheddafi che, almeno secondo Smaila, voleva bombardare Lampedusa perché i libici facevano tardi la sera a guardarlo. Smaila aveva accettato il programma a una condizione: in cambio, voleva uno slot sulla rete regina. Glielo diedero — una trasmissione per casalinghe il pomeriggio su Canale 5 — ma gli fecero firmare un foglio con cui cedeva i diritti mondiali su Colpo Grosso, vita natural durante. Fu il peggiore affare della sua vita.

«Se avessi preso almeno mezza lira per ogni puntata trasmessa», dirà decenni dopo, «abiterei in via della Spiga a Milano». 

Il programma gli regalò però almeno l’immortalità televisiva. Al pianoforte, in smoking, con quella faccia bonaria da veronese di buona famiglia, Smaila divenne la voce e il volto di un’Italia notturna e allegra che non si sentiva in colpa per niente.

Milly d’Abbraccio

Milly d’Abbraccio non era una “brava ragazza” e non aveva mai provato ad esserlo. Personalmente, come “interprete” la trovo noiosissima ma il suo successo racconta che nel campo di questo tipo di cose i gusti di ognuno possono prendere vie poco razionali.

Milly D'Abbraccio a Colpo Grosso
Milly D’Abbraccio e Vittorio Sgarbi – Boomerissimo.it®

Ad ogni modo, in quel 1990, Milly aveva già un curriculum di un certo prestigio: Miss Teenager Italy nel 1978, un 45 giri inciso come Milli Mou, apparizioni negli show di Gianni Boncompagni (e come ti sbagli) tipo Galassia 2, Vedette. Nel 1985 Milly aveva puntato ancora più alto, con le selezioni di Miss Italia alle quali partecipò già incoronata Miss Selezione Fotografica Lazio. Forse la carriera cominciava ad arrancare senza produrre i risultati promessi quando, nel 1989, arrivò la svolta: entrò nel cinema hard, accettando le proposte di Riccardo Schicchi.  Firma con Diva Futura e subito i primi film, portando in edicola pietre miliari del genere come Sweet & Perverse Milly. Era giovane, non ancora formosa come l’abbiamo conosciuta in seguito, con un sorriso ancora da ragazzina (anche questo sarebbe evoluto parecchio) e quel tipo di carattere che ci vuole per fare strada nell’hard. Sono, ancora più di oggi, tempi in cui i confini sono sfumati. Certe cose in tv non si vedono, ma tutti le conoscono, anche chi esce dalla messa della domenica difficilmente può fare a meno di notare le copertine delle cassette appese sopra le testa del giornalaio. E a nessuno sembrano poi così strane. Forse sono tempi più semplici e meno contorti di oggi, dove si è liberi di identificarsi in un cane – essendo pienamente accettati come barboncino – ma il sesso è diventato più che altro materia per macro e micro aggressioni percepite, sanzionate, bruciate in effigie. Ma torniamo a noi. È in questo periodo che Schicchi porta la giovane promessa a una puntata del Maurizio Costanzo Show — Uno contro tutti, ospite Vittorio Sgarbi. Milly è scettica, Schicchi insiste. La serata finisce con un nuovo pastiche di generi: lei e Sgarbi che spariscono insieme dalla suite del Majestic. Qualche settimana dopo, Panorama pubblica un servizio fotografico: lui steso sul letto che legge il giornale, lei accovacciata ai suoi piedi che gli succhia l’alluce. L’Italia rimane a bocca aperta. Dal giorno dopo, le file ai suoi spettacoli si allungano immediatamente.

Dall’alluce in poi

È proprio in quel momento di transizione — quando il suo nome aveva appena sfondato nel mainstream grazie a un alluce e a un critico d’arte — che arriva l’invito a Colpo Grosso. Il guadagno è doppio. Appare su una rete Fininvest, anche in tarda serata, sfuma i generi, i pubblici e porta una visibilità che a sua volta esplode nel cinema per adulti, dove le celebrità bruciano le vendite. La cornice di Colpo Grosso le permette di fare quello che sa fare meglio, ma dentro un format “legittimato” dal quiz e dalla musica dal vivo. Nessuno scandalo. Nessuna censura. Milly vi entrava con naturalezza assoluta nel salotto di un pubblico normale, che aspetta l’ora tarda, ma nemmeno troppo, e risponde.

Colpo grosso a Colpo Grosso – Boomerissimo.it®

La formula si rivela fortunatissima e Colpo Grosso ospiterà nel tempo molte altre attrici del cinema per adulti — Deborah Wells, Esther Kooiman, Alma Lo Moro. Meno note di Milly, se non tra i cinefili di genere più specializzati, ma pur sempre star di quel momento.  È la nuova norma di quegli anni piuttosto spensierati: il confine tra pornografia e intrattenimento generalista è molto più sottile e poroso di oggi. Boncompagni lo attraversa con leggerezza, e con le sue vallette in costume minimo; Colpo Grosso non fa che portare il concetto al livello successivo, con concorrenti che si spogliano sul serio. Il programma sarebbe durato fino al 1992, poi i reality, la TV digitale, le polemiche più aspre avrebbero cambiato tutto.

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Milly d’Abbraccio ha lasciato il porno nel 2005, dopo una lunga e onorata carriera che l’ha portata fino ai limiti anagrafici estremi del territorio della MILF. Poi è scesa in un territorio simile, quello della politica, stavolta senza grande costrutto, Ha inciso dischi, è diventata nel tempo una figura più riflessiva, pur senza atteggiarsi come altre colleghe a maître à penser (una scelta apprezzabile) . Di quella puntata di Colpo Grosso conserva un ricordo positivo: un’esperienza divertente, un momento in cui il corpo era al servizio del gioco e non solo del cinema per adulti. Su Antonio Zequila, ha rilasciato nel tempo pareri divergenti, che concordano però sulle sue doti smisurate, e non quelle intellettuali. Chiamatelo pure un colpo grosso. Milly lo fece, Berlusconi anche. E forse anche il suo compagno di giochi.

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it®

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