La lite epica tra Vittorio Sgarbi e Mike Bongiorno a Telemike inventò la “tv del conflitto”. Si parlava di Etna e l’eruzione fu incontrollabile.
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Potete amarli o detestarli, e se li detestate è peggio per voi, perché Mike Bongiorno e Vittorio Sgarbi sono due personaggi che ognuno a modo suo hanno cambiato l’Italia.

Sgarbi ho avuto la fortuna di incontrarlo, in una riunione a Palazzo Marino, in cui si trattava di una mostra su mio padre, che il Comune stava pensando di organizzare.
Il carattere focoso di Sgarbi credo sia stato responsabile non solo della interessante idea, che avrebbe reso omaggio a un altro uomo che ha segnato decenni di cultura popolare italiana con le sue copertine Mondadori (appunto, mio padre), ma anche del suo fallimento.
Da lì a poco, Sgarbi fu licenziato da Letizia Moratti e si trovò altre strade culturali e politiche. Peccato per Milano. Di quell’incontro mi rimase l’impressione di un uomo molto diverso (e forse più interessante) di quanto apparisse sul piccolo schermo (eravamo nel 2008, oltre 15 anni dopo gli eventi che narreremo in questo articolo. Lo Sgarbi che in una epica, e sussultoria puntata di Telemike si scontrò con il monumento televisivo per eccellenza, Mike Bongiorno era invece proprio la versione Mr Hyde, quella che gli avrebbe dato la fama.
L’eruzione dell’Etna
Non si può dire che il panorama televisivo dei primi anni Novanta assomigliasse al Mare Della Tranquillità. Ma forse lo era, in confronto a quello che è arrivato dopo. In quel territorio, già burrascoso si leva come un monolite un episodio che quella TV già non più sonnachiosa, finì per cambiare per sempre.

Parliamo, ovviamente, della furiosa lite tra Vittorio Sgarbi e Mike Bongiorno durante una puntata di Telemike nel 1991. Uno scontro, che sarebbe diventato leggendario per la sua intensità, per la violenza verbale, e quasi anche fisica. Dopo venticinque anni, e nonostante tutto quello che è stato fatto per coltivare risse e trash, resta un momento ineguagliato. Forse perché i protagonisti non erano influencere, personaggetti plasticosi e patetici che rescitano una parte, ma due uomini veri, due giganti, e due campioni di due modi opposti di intendere la TV. Fu da questa guerra dei mondi che nacque una televisione nuova, lontanissima da quella che Mike aveva creato, che mamma Rai aveva perfezionato e che Re Silvio aveva reso una incredibile macchina da soldi (di potere lo era già). Nacque quella sera la “tv del conflitto“.
L’origine della discussione non poteva essere più adatta. Si parlava della drammatica eruzione dell’Etna del 1991-1992, che minacciava le abitazioni (invero oggettivamente bruttine, ma forse questo non era il vero problema) di Zafferana Etnea. Fatto sta che Sgarbi, da poco eletto in Parlamento, aveva sorvolato in elicottero la zona del vulcano e preso da una forma per lui non nuova di integralismo estetico, aveva fatto dichiarazioni piuttosto discusse sui giornali, sostenendo che la lava avrebbe fatto bene spazzare via quelle case perché “erano brutte e meritavano di essere cancellate”. Sgarbi, nella sua furia distruttiva, aveva particolarmente a cuore le costruzioni abusive che si estendevano alle pendici del vulcano, “incuranti del pericolo”. Su questo, e sul caso ancora più grave della abitazioni alle pendici del Vesuvio, uno scandalo ch dura da decenni e che prima o poi, fatalmente, diventerà una tragedia, Sgarbi non aveva tutti i torti.
Ma sono ragionamenti da tempo di pace, non per quando il fuoco lambisce già le case, e la gente fugge disperata. L’estetica è importante, ma l’umanità vuole la sua parte, e forse Mike, al momento in cui fu distribuita, ne ricevette una dose un po’ maggiore del focoso critico. L’uomo Mike, quello che abbiamo raccontato con la sua mostra-biografia era anche lui qualcosa di più del personaggio, pur grandissimo della TV.
Lo scontro in diretta
Quando Sgarbi fu invitato a Telemike per discutere della vicenda, la tensione che era nell’aria, esplose immediatamente. Mike Bongiorno, da grande professionista cercò inizialmente di sciogliere la tensione e mantenere la calma, ma la situazione degenerò rapidamente, anche perché Sgarbi aveva nel suo DNA le pulsioni esattamente opposte.

Dalla trascrizione del dialogo, che resterà negli annali, emerge la violenza esplosiva dell’evento: Sgarbi, contraddetto nella sua furia devastatrice, accusò Bongiorno di rappresentare “L’ITALIA FASCISTA DEI BARBATO, L’ITALIA FASCISTA DI QUELLI CHE VOGLIONO I POVERI NEL BRUTTO E I RICCHI NEL BELLO!”. Mike aveva tante carattestiche, ma non certo quella di essere fascista (era scampato miracolosamente alla prigionia e alla morte mentre il fascismo, da americano, lo combatteva). Provo quindi a interloquire, a dire delle cose. Ma Sgarbi era inarrestabile.
Il critico furioso rispose a Mike “Non puoi dirle perché dici delle caxxate!”,. Punto sul vivo, specialmente nel suo ruolo di Gran Sacerdote del Quiz e di padrone di casa indiscusso e indiscutibile, Mike rispose voltando le spalle. “Le caxxate semmai le dici tu, va bene?”. La cosa usci allora del tutto di controllo.
“Vuoi fare a pugni con me?”
–Vittorio Sgarbi a Mike Bongiorno, Telemike
Mike, visibilmente irritato, lo spinse via, fisicamente. Cacciò Sgarbi in un angolo dello studio come si fa con gli scolari caratteriali, mentre Vittorio continuava ad alzare la voce e puntare il dito contro il presentatore. Miracolosamente non esplose nel suo classico “Capra! Capra!”.
Una rissa che non fu solo rissa
Sembrava una rissa, e lo era. Ma quella eruzione selvatica di caratteri era anche molto di più. Sgarbi lo spiegò come “il conflitto generazionale tra un padre e un figlio”. Io che di quegli scontri ne ho vissuto più d’uno con la mia già ricordata figura paterna, posso dire che a Sgarbi andò piuttosto bene. Il mio ultimo “confronto” del genere si concluse con un uppercut sotto il mento, che mi sollevò da terra e mi spedì dall’altra parte della cucina, come in un cartone animato (benché allora fossi già 100 Kg abbondanti).

Bongiorno era forse più posato, o comunque consapevole del ruolo delle telecamere. Le minacce di pugni di Sgarbi non vennero ricambiate, come a volte succede. Era comunque nata, ancora una volta grazie a Mike Bongiorno, anche se con la partecipazione straordinaria e fondamentale di un “figlio” particolarissimo, una televisione del tutto nuova. L’epoca del telequiz, del grande gioco TV del varietà, cominciava a lasciare spazio a una nuova formula, quella della TV dello scontro. Sugli schermi di Telemike, del tutto involontariamente, ma quindi genuimente, stava nascendo il reality. Era ancora fatto di cose vere e di gente che sapeva quello che stava facendo, almeno finché per davvero non lo sapeva più.
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Da allora in poi, di plastica ne abbiamo mangiata parecchia. Ma non ne darei la colpa né a Mike Bongiorno né a Vittorio Sgarbi, che di quella nuova TV furono i padri, e magari un giorno capiremo quanto consapevoli.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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