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Mike Bongiorno

Il giorno che Mike Bongiorno mi ha chiamata a Rischiatutto

Una mostra imperdibile per chi ha vissuto di una certa televisione. Toccare con mano i ricordi si può.

Milano in questi giorni regala una vera perla, la mostra a Palazzo Reale su Mike Bongiorno in occasione del centenario della sua nascita.

Mike Bongiorno
Mike e Rischioooo – Boomerissimo.it

Chi, come la sottoscritta, ha passato gran parte dei suoi giovanili giovedì in compagnia del re del telequiz, non può mancare a quello che non è un tributo solo alla persona, al presentatore, al caposaldo della televisione italiana, ma a tutti noi che per anni lo abbiamo considerato uno di famiglia.

La tv fatta persona

Non ho alcuna intenzione di raccontare la vita del personaggio, di scrivere l’ennesimo wikipedia sull’esistenza di una persona che è entrata nella storia, ma della gioia che da telespettatrice ho provato ad entrare in contatto con il Mike reale. Sì, perché l’amico Mike era sempre a dimensione dei pollici del televisore, un po’ sgranato a causa dei vecchi apparecchi a tubo catodico, un Mike di cui scoprivamo dai giornali che aveva degli splendidi occhi azzurri. Molte le foto in bianco e nero nell’allestimento della mostra e molti i documenti personali. Passaporti di Mike bambino, dei suoi genitori, del suo passaggio a San Vittore, nei campi di concentramento, le cartoline di rassicurazione a sua madre, un po’ in inglese e un po’ in italiano. La grafia regolare leggermente inclinata a sinistra e un po’ infantile.

Mike a Lascia o raddoppia – Boomerissimo.it

Ma Mike Bongiorno era tutt’altro che infantile. Era un professionista estremamente serio nel suo lavoro. Guardare i copioni, i fogli che aveva nella sua cartelletta (in cui all’epoca dei suoi quiz avremmo tutti voluto sbirciare) rivelano una precisione maniacale. Aveva schede per gli ospiti, appunti sulle domande da fare e sulla scaletta. Quell’aria da ingenuo, da persona semplice, non era simulata, non voleva fare l’intellettuale, ma era un professionista che lasciava  nulla al caso. Aveva la sua modalità di parlare con il pubblico. Non era ironico/sarcastico come Corrado, non accentratore come Pippo, era un mediatore e quello sapeva farlo bene. Il fatto che prendesse molto sul serio i suoi programmi è  testimoniato da una puntata di Telemike, in cui una maldestra concorrente pensava di occultare appunti da cui trarre le giuste risposte. Mike se ne accorse e fece una scenata di quelle che facevano i maestri di una volta ai bambini sorpresi a copiare. Le sue parole furono durissime senza scendere nella volgarità:  “signorina preferisco non parlare con lei, altrimenti diventerei villano”. L’integrità è tutto e di questo Mike è stato un esempio nel lavoro e nella vita. In tempi in cui si afferma che patteggiare non è sinonimo di essere colpevole, è davvero tanta roba. Non per questo bisogna farne un santino. I santini poi, sono particolarmente stucchevoli e odiosi.

Rischiooooooooo

Non solo lo esclamava a gran voce nelle sue trasmissioni, ma un rischio, anzi più di uno lo ha preso in prima persona, il signor Bongiorno senza la U. Quando è passato dalla Rai a Telelombardia prima e a Mediaset poi, era uno che aveva tutto da perdere. Era un simbolo della televisione nazionale, ma nella Rai si sentiva non abbastanza stimato e soprattutto sottopagato. E’ impressionante leggere nella sua biografia l’immane mole di trasmissioni che ha presentato, anno dopo anno senza fermarsi mai. Un entusiasta del proprio lavoro, ma non per questo solo votato a quello. Mediaset lo trattò da fuoriclasse, soldi alla mano.

La sigla di Bis,una delle prime trasmissioni di Mike a Mediaset – Boomerissimo.it

Un uomo pieno di passioni, hobby, interessi, che amava la vita comoda, senza vergognarsene. Del resto quello che aveva era tutto lavorato.Mike passava dal quiz, a Sanremo, alla televendita, allo spot applicando la stessa abnegazione, lo stesso impegno. Alla mostra sono visibili anche le lettere di ringraziamento di aziende che grazie a Mike avevano migliorato la loro posizione sul mercato. A parte la famosa Grappa Bocchino sigillo nero, sempre più in alto, come dimenticare il prosciutto cotto di cui è stato capace di decantare virtù con una passione degna di un poeta laureato.

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Alla pubblicità dava dignità, non se ne vergognava affatto, forse per il suo imprinting americano. Di lavorare non si è mai stancato, anche quando è mancato stava mettendo in piedi una trasmissione con Fiorello, il suo ultimo “valletto”, dal titolo “RiSkytutto”.

Rischiatutto
Eccomi pronta a rispondere alla domanda – Boomerissimo.it

Andando alla mostra ho coronato un sogno. Sono entrata nella cabina di Rischiatutto e ho potuto ascoltare Mike che mi poneva la domanda finale. La mia risposta era corretta e sentire la sua voce che mi diceva “Risposta esattaaaaa” mi ha emozionato. Noi  boomer ci emozioniamo con poco, anzi no, Mike non era affatto poco.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®

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