Un mistero paranormale al telequiz che fermava l’Italia, e il sottile filo che lega Mike Bongiorno e Piero Angela, due divulgatori, ognuno a modo suo
La scuola italiana ha fallito. Eโ un dato di fatto. Le risultanze emerse dai rapporti del CENSIS sono ignobili.

I ragazzi ignorano date fondamentali della nostra storia recente, come la proclamazione dellโUnitร dโItalia, o quando รจ stato arrestato Benito Mussolini. Siamo abbastanza certi che sappiano invece il nome dei partecipanti ad Amici o a X-Factor, che poi sono la stessa sbobba.
Ha fallito una scuola che abbandonato la trasmissione di โnozioniโ, per arrivare al possesso di โcompetenzeโ. Date, nomi, capitali non sono importanti, รจ importante il percorso di evoluzione, la crescita del discente. Fa nulla se sarร un giovane incolto, รจ importante che si senta accettato per quello che รจ, ignoranza compresa.
Accettiamoli! Cosรฌ come faceva Rick Grimes con i walkers.
Divulgazione
La televisione italiana รจ nata in un periodo storico in cui lโanalfabetismo era ancora una piaga. Si era analfabeti per lโimpossibilitร di andare a scuola, non nonostante si fosse andati. Ci si vergognava di non sapere e si aveva rispetto per coloro, che per loro buona ventura, una cultura ce lโavevano.

Non รจ affatto strano che il programma Non รจ mai troppo tardi con il maestro Manzi abbia avuto un successo clamoroso e sia stato premiato dallโUNESCO. Ad adulti che ormai avevano superato abbondantemente lโetร scolare, venivano impartite lezioni sul leggere e scrivere. Veniva offerto a queste persone analfabete la possibilitร di essere liberi, piรน liberi, in grado di esercitare quel potere che la lettura fornisce: formarsi una opinione.
Forse anche per questo, i primi quiz televisivi hanno avuto un successo dirompente. Mike Bongiorno, che interpretava magistralmente lโuomo della strada, con i suoi quesiti e i suoi campioni offriva agli Italiani pillole di cultura, popolare finchรฉ si vuole, ma sempre un piccolo gradino per elevarsi.
Rischiatutto e il suo campione
Rischiatutto รจ il quiz di Mike che per ragioni anagrafiche ricordo di piรน. Il meccanismo era semplice. Ad ogni puntata prendevano parte tre concorrenti, esperti di un qualsivoglia argomento a loro scelta. La puntata prevedeva tre momenti: le domande preliminari, il tabellone e il raddoppio finale. Il tocco glam alla trasmissione รจ dato dalla โvallettaโ Sabina Ciuffini, allora studentessa che sapeva tenere testa a Mike.
Gli ascolti erano altissimi cosรฌ come gli indici di gradimento e i campioni diventano immediatamente veri e propri divi tv.
Uno dei campioni piรน noti dellโera Rischiatutto รจ stato Massimo Inardi.
Inardi si era presentato al quiz come esperto di musica classica del XVIII e XIX secolo nonchรจ della vita e delle opere di Brahms. Il suo intento era guadagnare abbastanza denaro per comprare un importante impianto hi-fi. Ma non era un musicista di professione. Era un medico, specializzato in medicina legale e medicina del lavoro che allโepoca della sua partecipazione a Rischiatutto lavorava come responsabile di psicotecnica per le selezioni attitudinali del Servizio Sanitario delle allora Ferrovie dello Stato. Inardi era anche appassionato e studioso di parapsicologia.
Nel corso della sua partecipazione il medico stabilรฌ il record di vincita in una sola puntata con 8.700.000 lire e vinse complessivamente, 48.300.000 lire (circa 400.000 euro attuali), un vero primato per gli anni Settanta.
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La sua perizia e la sua conoscenza della parapsicologia, fecero nascere il sospetto che fosse in grado di leggere nel pensiero del Bongiorno presentatore.
Per smentire le voci sui presunti poteri paranormali, la produzione decise che Mike Bongiorno avrebbe letto le domande senza conoscere le risposte. In una puntata, le risposte furono consegnate solo alla valletta Sabina Ciuffini, posta a grande distanza da Inardi. Inardi era un uomo spiritoso e lui stesso scherzรฒ sulla situazione, chiedendo a inizio trasmissione: “Allora cambiamo trasmittente?”
Tutto questo parlare di poteri telepatici spinse un altro grande divulgatore, Piero Angela, ad approfondire lo studio della parapsicologia e del paranormale, portando alla realizzazione di trasmissioni critiche sul tema nel 1977 e a fondare il CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze).
Il regno di Inardi crollรฒ giovedรฌ 27 gennaio 1972. La sua sconfitta avvenne su una domanda riguardante il numero d’ordine del Requiem di Mozart. Il campione si corresse immediatamente, ma il Signor No, Ludovico Peregrini, fu irremovibile: la prima risposta รจ quella che conta. Mike si spese per non fare eliminare il campione, ma non ci fu nulla da fare.
Solo anni piรน tardi si venne a sapere che Mike Bongiorno e i suoi autori avevano cercato attivamente di far cadere Inardi, poichรฉ stava vincendo una cifra considerata troppo elevata per gli anni dell’austerity.
Inardi dopo il quiz
Una volta sconfitto tornรฒ a Bologna, dove divenne un divulgatore di tematiche paranormali, pubblicando diversi libri sull’argomento e tenendo una rubrica sul periodico delle Ferrovie dello Stato: โVoci della rotaia”

Spesso era a Milano per seguire personalmente gli allievi della “Ami University”, un piccolo ateneo dedicato al paranormale. Divenne, quello che noi oggi chiameremmo un opinionista, partecipando a dibattiti, conferenze e trasmissioni televisive sulla parapsicologia.
Alla fine, Mike e Inardi hanno dato vita a uno dei piรน grandi spettacoli della TV italiana. Uno fingeva di non sapere le risposte, l’altro fingeva di non leggergli nel pensiero. Una perfetta commedia all’italiana che ha tenuto incollati milioni di spettatori. Allegria!
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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