Prima che esistessero i reality costruiti a tavolino, un quiz televisivo e un professore di Carpi tenevano in scacco l’Italia intera
Bisogna andare indietro di un poโ di tempo per trovare dei โcasi televisiviโ che non siano stati costruiti ad arte per vendere meglio un programma.

Di uno abbiamo parlato anche qui, dalle pagine di Boomerissimo. Riguardava Mike Bongiorno e il caso della concorrente Maura Livoli. Curioso รจ che il primo caso che scosse una ancora ingenua Italia televisiva, sia avvenuto al cospetto dellโuomo che รจ stato il quiz: Mike Bongiorno.
Lascia o raddoppia?
Il primo quiz ad essere pensato e trasmesso dallโunico canale televisivo italiano degli anni Cinquanta fu Duecento al secondo. Il format era statunitense, Dollar a second, ma la versione italiana fu messa insieme da Garinei e Giovannini e la conduzione affidata a Mario Riva. Il programma, iniziato a giugno 1955, terminรฒ a settembre, anzi fu sospeso. Il meccanismo del gioco era complesso e prevedeva una serie di penitenze. Chi doveva abbaiare, chi mettersi in mutande, insomma il pubblico e la politica italiana non erano ancora avvezzi a tali perdite di dignitร . Programma interrotto e tanti saluti.

Archiviato il primo tentativo, il canale nazionale mise in cantiere, a novembre dello stesso anno, un programma che avrebbe fatto la storia della televisione italiana: Lascia o raddoppia? Derivato anchโesso da un format statunitense The $64.0000 Question non era basato sulla cieca fortuna, ma sulla conoscenza e la memoria in una qualche materia. Il montepremi partiva da 2500 lire e, raddoppiando raddoppiando, si poteva arrivare allโiperbolica cifra di 120000 lire. Le prime due puntate vennero trasmesse senza particolari scossoni, in fin dei conti a metร degli anni Cinquanta gli apparecchi televisivi non erano in ogni casa, lโaudience dei bar era piuttosto distratta. LโUnitร del tempo definรฌ il programma โpoco educativoโ. Ma lโinteresse cresceva fino al punto che al sabato sera, per entrare nei bar dotati di apparecchio a tubo catodico, cโera la ressa. Lโente televisivo fu costretto ad allungare la durata del quiz. Dai venticinque minuti dellโesordio, aumentรฒ prima a quarantacinque minuti fino a raggiungere lโora nella puntata dellโultimo dellโanno. Il successo del programma fu attribuito in buona parte anche al presentatore Mike Bongiorno, che a differenza di Mario Riva non era invadente e mostrava rispetto per i concorrenti.
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La trasmissione fu subissata di candidature. Mike Bongiorno, in seguito dichiarรฒ che la cernita veniva fatta non solo sullโabilitร , ma anche sulla possibilitร che il concorrente diventasse un personaggio, qualcuno che il pubblico avrebbe seguito, sul quale si potesse costruire una storia.
Lando Degoli
Alla prima puntata partecipรฒ Lando Degoli, professore di matematica di Carpi. Rispondeva a domande sulla musica lirica. Riuscรฌ ad arrivare alla terza puntata con la cifra esagerata di 1.280.000 lire, soldi veri per lโepoca. Invece di โlasciareโ e tenersi la cifra, Degoli decise di raddoppiare. In cabina, Mike gli rivolse la seguente domanda: โNella partitura dei suoi melodrammi Verdi usรฒ mai il controfagotto? Se sรฌ, in quale opera?โ Degoli confessรฒ di non conoscere la risposta e buttรฒ lรฌ un Falstaff. La risposta di Mike fu piรน dispiaciuta che altro: “No, signor Degoli, รจ il Don Carlos. Mi spiace, Degoli. Sono spiacente. Questo รจ il nostro gioco.” La delusione del pubblico fu enorme, anche perchรฉ gli italiani sapevano ieri (come oggi) veramente poco del controfagotto.
Si alzรฒ un polverone. Esperti musicologi si interrogavano circa lโastrusitร della domanda. Ci fu uno schieramento bipartisan (democristiani e comunisti) in favore di Degoli.LโUnitร gridรฒ al presunto inciucio, parlando di โmonopolio inconcusso di un gruppo di fanatici e incompetenti fanfanianiโฆโ Lombardo Radice si disse scandalizzato che tanto denaro finisse ai quiz invece che ai maestri e alla ricerca. Mentre infuriava la rissa sui giornali, tal Giuseppe Tenaglia, milanese, possessore di partiture originali di Verdi, si buttava nellโagone quizzarolo affermando che il grande musicista aveva giร usato lo strumento incriminato nel Macbeth, cioรจ due anni prima di Don Carlos. La RAI nominรฒ una commissione di esperti per capire come procedere dinanzi allโevidenza. Il responso sarebbe stato comunicato nella puntata dellโultimo dellโanno. Il verdetto fu a favore di Degoli, che Mike invitรฒ a tornare nella puntata post Befana e, in una sorta di scuse per lโerrore, gli fu concesso di esprimersi nuovamente se lasciare o raddoppiare. Mentre lโItalia (al solito) si divideva in due fazioni contrapposte e facinorose, i โlassistiโ e i โraddoppistiโ, Degoli passava alcuni dei giorni piรน difficili della sua vita.
Entrรฒ in trasmissione sudato e visibilmente provato. Dichiarรฒ di lasciare, perchรฉ ormai era in una posizione senza uscita. Fece un discorso piuttosto assurdo, citando i napoletani e il detto โcca nisciuno รจ fessoโ. Mike rimase perplesso, cosรฌ come il pubblico. I primi a dargli addosso furono gli abitanti di Carpi che si sentirono traditi, tirando fuori ogni sorta di malignitร in puro stile italico. Tornato alla vita normale Lando Degoli continuรฒ a insegnare, ottenne una cattedra universitaria a Bologna prima e a Modena poi. Dal suo matrimonio con Adriana non nacquero figli. Alla sua morte, Degoli cadde in uno stato di prostrazione tale da portarlo al suicidio nel 1991. Lasciรฒ la sua ingente ereditร al comune di Carpi. Un campione vero.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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