Il Draghetto Five, il provino improvvisato e le cassette testate ad Arcore
Nei primi anni 80 la televisione italiana stava evolvendo. Le televisioni private si erano affacciate nel panorama striminzito della Rai e tutto era ancora in divenire. Le private avevano dalla loro quella di avere un capo, uno solo a cui fare riferimento, non a correnti politiche in netto contrasto tra lโuna con lโaltra.

E se una persona cโera che aveva fiuto, naso e la spregiudicatezza necessaria per inventarsi un nuovo modo di fare tv, quello era Silvio Berlusconi. Qualche maligno potrebbe anche dire che avrebbe dovuto fermarsi a quello.
Five
Nel 1981 Silvio Berlusconi si convinse che a Canale 5 serviva una mascotte per rafforzare lโidentitร di rete e animare i palinsesti pomeridiani. In realtร la sua nascita aveva due scopi, dare personalitร al marchio e lanciare โOperazione Fiveโ, un concorso a premi che invitava i telespettatori a sintonizzarsi sul canale a orari imprevedibili per rispondere a domande e dimostrare cosรฌ gli ascolti reali della rete. Berlusconi commissionรฒ inizialmente il prototipo a Maria Perego, la creatrice di Topo Gigio, ma il risultato non gli piacque. Niente timore reverenziale per lui.
Si rivolse allora al Gruppo 80, la compagnia di animazione fondata nel 1979 da Enrico Valenti e Kitty Perria. I due, che non navigavano nellโoro, ricevettero una telefonata dal Cavaliere in persona. Era unโofferta che non si poteva rifiutare. Si misero al lavoro e realizzarono il pupazzo in una sola notte. Il design non fu casuale. Five fu modellato sulla silhouette del biscione, il serpente alato presente nel logo di Canale 5 e ispirato allo stemma araldico dei Visconti. Il Gruppo 80 prese il biscione dello stemma e vi aggiunse braccia e gambe, completando la figura. Divenne un draghetto arancione impertinente e dispettoso. Il pupazzo, fragile e realizzato in piรน copie (circa dodici nel corso degli anni), fu animato con la tecnica del โteatro su neroโ: gli operatori in tuta nera scomparivano sullo sfondo scuro, dando lโillusione che il draghetto si muovesse senza aiuti. Debuttรฒ il 26 settembre 1981 nel contenitore *Pomeriggio con Five*, in onda il lunedรฌ, mercoledรฌ e venerdรฌ alle 16:30, affiancato da Fabrizia Carminati e dal maestro Augusto Martelli. Five introduceva cartoni animati e telefilm attraverso sketch comici e forniva la voce alla sigla del programma, cantata dallo stesso pupazzo.
Marco Columbro
A questo punto entrรฒ in scena tale Marco Columbro. Lโattore aveva giร doppiato sei pupazzi per il Gruppo 80 e conosceva Valenti e Perria dai tempi di TeleReporter. La chiamata per Five arrivรฒ mentre Columbro aspettava una possibile scrittura con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Da attore โserioโ e con una certa spocchia, la sua risposta iniziale fu un no, grazie. Stava lavorando nel teatro impegnato, dopo esperienze con Dario Fo alla Scala in โHistoire du soldatโ e โGli arcangeli non giocano a flipperโ, non poteva considerare il doppiaggio di un pupazzo. Negli anni Sessanta aveva militato in Lotta Continua mentre studiava alla scuola tecnica industriale di Pisa. Alla fine accettรฒ per le insistenze di Perria.
Si presentรฒ al provino senza particolare entusiasmo, diamine, lui era un attore da Piccolo, con un certo birignao. Al provino cโera Berlusconi in regia accanto ad Augusto Martelli. Descrisse con precisione come doveva essere il personaggio: simpatico ma petulante, donnaiolo, guerrafondaio e destinato a perdere quasi sempre. Columbro gli disse che sarebbe tornato a casa a prepararsi per il โruoloโ. Ma Berlusconi non era tipo da perdere tempo: ยซLei รจ un attore, lo improvvisiยป. E mentre Martelli suonava il motivetto โTorna a casa di tutta fretta cโรจ il biscione che tโaspettaโ Columbro partรฌ senza rete e improvvisรฒ una serie di battute taglienti, prendendo di mira Martelli con nomignoli come โCarciofoneโ o โMartellazzi con le mani da carciofoโ. Berlusconi scoppiรฒ a ridere. Il provino si chiuse lรฌ. Five aveva trovato voce e Columbro era entrato nel mondo di Canale 5.
Gruppo di controllo
Columbro registrava e poi una serata sรฌ e tre no, Berlusconi lo invitava a villa San Martino, come ha raccontato lo stesso attore. Si presentava con la cassetta VHS su cui aveva registrato il doppiaggio di Five.
Mentre lโattore aspettava in una stanza attigua, Berlusconi proiettava il nastro ai figli, alla moglie, alla cuoca, al giardiniere e al resto del personale di casa. Non si trattava di una proiezione formale: era una visione collettiva, con commenti ad alta voce e risate non pilotate. Berlusconi la definiva la sua โindagine di mercato casalingaโ. Nessun focus group costoso, nessun sondaggio telefonico. Se il pubblico domestico rideva, il contenuto era pronto per lโantenna.
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Da quel provino e da quelle proiezioni private nacque un rapporto professionale duraturo. Columbro passรฒ rapidamente da doppiatore di pupazzo a conduttore. Nel 1981 debuttรฒ in Buongiorno Italia, la prima trasmissione mattutina della tv privata italiana, in coppia con Antonella Vianini. Lโorario, dalle otto e mezza in poi, era una scommessa. La Rai lo considerava un momento morto, riservato ai notiziari e ai programmi educativi. Canale 5 lo riempรฌ di informazione leggera, sketch, musica e intrattenimento. Columbro portava in studio la sua esperienza dโattore, ma dovette adattarsi al ritmo televisivo, imparare a parlare guardando direttamente in camera, dosare i tempi, evitare di โrecitareโ troppo. Intanto continuava a doppiare Five. Il suo volto e la sua voce entrarono nelle case degli italiani definendo lโimmagine giovane e informale della rete.
Passato e presente (storico)
Il contrasto tra il passato di Columbro e il contesto berlusconiano era evidente ma non venne mai sottolineato in modo esplicito allโepoca. Lโattore veniva da un ambiente di sinistra militante e da un teatro politico; ora prestava la voce a un draghetto prodotto da una tv privata finanziata dalla pubblicitร . Columbro ha sempre parlato di quegli anni con distacco e autoironia, senza revisioni postume. Berlusconi, dopo aver lanciato Telemilano negli anni Settanta per i suoi complessi residenziali, puntรฒ sulla televisione nazionale. Le mascotte come Five rappresentavano una novitร : non erano loghi statici e istituzionali, ma personaggi vivi, con voce, personalitร e interazioni. Il Biscione aveva battuto Strehler a mani basse.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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