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Gheddafi

Gheddafi, le sue amazzoni, la patacca: quanto valeva una donna

Gheddafi voleva divinità e devozione. Sceglieva personalmente le sue amazzoni, donne giovani con uniforme e rossetto. Come premio più che l’onore, una patacca

Se c’è un tratto che accomuna i vari dittatori è l’autocelebrazione. Prima che sia la storia a giudicarli, si autoproclamano grandi uomini, degni di essere ricordati.

Gheddafi
Generoso Gheddafi – Boomerissimo.it

Alla fine la storia finisce per ricordarli comunque, non nel modo però che sarebbe piaciuto loro.

Io sono, sono stato, sarò per sempre

Il tratto che accomuna tutti i dittatori è il culto della personalità, la concentrazione di tutto il potere in un singolo leader carismatico e nella sua quasi divinizzazione attraverso la propaganda di stato. Non è un caso che questa particolare espressione sia stata  coniata, dicono, da Nikita Chruščëv nel 1956 per denunciare il regno del terrore di Stalin.

Saddam Lotteria della morte
Un giovane Saddam (Public Domain) – Boomerissimo.it

Alcuni psicologi hanno ravvisato tre tratti, che definiscono la “triade oscura”, in molti dittatori del XX secolo: narcisismo, psicopatia e machiavellismo. Il narcisismo del leader autoritario si manifesta con senso superiorità sugli altri e la percezione di sé come destinato ad un luminoso destino. Saddam Hussein incarnava perfettamente questa forma di megalomania. Il culto intorno all’ex pastore di Tikrit assunse proporzioni sempre più grottesche col passare degli anni. Il suo ritratto era su ogni edificio pubblico e artisti finanziati dallo stato fornivano un’infinita scorta di busti, statue e simulacri di Saddam. Gli iracheni vivevano in tale paura del loro leader che alcuni si fermavano a salutare le sue statue anche quando non erano osservati.​ Saddam si identificava con Saladino e si paragonava a figure storiche come Hammurabi e Nabucodonosor. ​Robetta…

Gheddafi in abiti tradizionali – Boomerissimo.it

Anche Muammar Gheddafi sviluppò un culto della personalità pervasivo in Libia. Il suo volto appariva su un’ampia varietà di oggetti, inclusi francobolli, orologi e cartelle scolastiche. Citazioni dal Libro Verde apparivano ovunque, dai muri delle strade agli aeroporti e persino sulle penne. Le sue parole venivano anche usate come testo per musica pop.

Gheddafi e le sue donne d’elite – Boomerissimo.it®

Gheddafi si considerava un’icona della moda, dichiarando: “Qualunque cosa io indossi diventa una moda”. Il dittatore, pubblicamente, affermava di non gradire il culto intorno alla sua persona, ma lo tollerava perché sosteneva che il popolo libico lo adorasse. Era famoso per i suoi discorsi “lunghi e divaganti” che tipicamente coinvolgevano critiche a Israele e agli Stati Uniti.

L’Accademia Militare Femminile Libica e le sue guardie del corpo

Gheddafi, come parte della sua politica di emancipazione femminile e della costruzione della sua ideologia rivoluzionaria, fondò l’Accademia Militare Femminile Libica. L’Accademia vide la luce nel 1978/79 a Tripoli,  un’iniziativa rivoluzionaria per l’epoca nel mondo arabo. 

Il dittatore e un’amazzone – Boomerissimo.it

Il programma di addestramento era estremamente rigoroso. Le cadette iniziavano la giornata alle 4:30 del mattino con 90 minuti di esercizi fisici intensi, seguiti da corsi teorici su strategie di assalto e difesa. Il curriculum triennale comprendeva combattimento corpo a corpo, utilizzo di armi da fuoco (inclusi i kalashnikov), lancio di granate a razzo, e scuola di volo. Le studentesse ricevevano (ovviamente) istruzione sull’ideologia politica di Gheddafi, con letture dal Libro Verde, e sulla storia della Libia. L’accademia fungeva da vivaio per le “Revolutionary Nuns” (Suore Rivoluzionarie) o “Amazonian Guard”, il corpo di guardie personali di Gheddafi. Le amazzoni, come erano chiamate in Occidente (in arabo Haris al-Has), erano un’unità d’élite formata nei primi anni ’80. Gheddafi selezionava personalmente queste donne, che dovevano avere circa vent’anni, non essere sposate, avvenenti e vergini. Prima dell’addestramento ufficiale, dovevano fare voto di castità. Dopo la selezione, giuravano di proteggere Gheddafi a qualsiasi costo, anche a costo della propria vita. Le prescelte indossavano uniformi militari mimetiche, scarpe nere con tacco, cintura rossa e basco rosso. Potevano portare gioielli, rossetto rosso e avere le unghie laccate. Tuttavia, dietro questa immagine di empowerment si nascondeva una realtà ben più misera. Dopo la caduta di Gheddafi, molte di loro, ormai libere, raccontarono storie di abusi, violenze sessuali e coercizione da parte del dittatore, dei suoi figli e dei suoi collaboratori. Addio castità, ordunque.

Il “prezioso” dono alle prescelte 

Nel 1979 il dittatore decise di omaggiare le sue predilette con un dono unico e particolare: un orologio, marca Zodiac. Si trattava di un’edizione speciale commissionata ufficialmente per l’Accademia Militare Femminile. Si trattava di un modello da donna con movimento al quarzo, in una cassa bi-colore oro (placcato oro) e acciaio, con quadrante dorato recante l’emblema nazionale libico e il suo immancabile volto. La casa che lo produsse è un’azienda  svizzera fondata nel 1882 a Le Locle. Nel 1953, la casa presentò il Sea Wolf, uno dei primi orologi subacquei al mondo. Durante gli anni ’70, come molti produttori, Zodiac dovette affrontare una crisi dovuta alla enorme diffusione di orologi al quarzo e al loro prezzo altamente competitivo.

Il dono – Boomerissimo.it

Era un dono di valore? Beh, non particolarmente. Un orologio Zodiac, entry-level bi-colore con movimento al quarzo e quadrante dorato personalizzato, destinato a una commissione governativa, avrebbe probabilmente avuto un prezzo al dettaglio intorno ai 200 dollari. Gheddafi, avendoli presi in quantità considerevole e all’ingrosso, avrà sicuramente beneficiato di uno sconto notevole, almeno del 50%. Considerando che per il 40° anniversario della rivoluzione libica, il dittatore commissionò a Chopard 250 esemplari personalizzati con il suo ritratto, per un costo totale di 7,5 milioni di dollari e a Patek Philippe altri segnatempo per la Festa del Lavoro Libica del 1978 (esemplari rarissimi), si può avere una reale stima della effettiva considerazione che l’autore del Libro Verde aveva per quelle donne a cui chiedeva di immolarsi per lui. Alla fine, quello che hanno rimediato è stata una patacca, in ogni senso.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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