Gheddafi aveva un’insana passione per le donne. Ma di una non lo avremmo mai sospettato
Gheddafi era sensibile al fascino femminile. E’ un dato di fatto, basta pensare alle sue guardie personali.

Il suo amore per le donne percorreva vie assurde, le vie di un dittatore, narcisista, egocentrico e con una certa predilezione per la violenza.
Le virtù del dittatore
Secondo il dott. Aubrey Immelman (College of St. Benedict) il profilo MIDC di Gheddafi mostra elevazioni estreme di dominante-sadico (30/30), paranoide (31/31), narcisistico (30/30), antisociale (25/30). Gheddafi era un leader predatorio, brutale, privo di empatia e resistente alle sanzioni (solo la forza lo fermava).

C’è anche da aggiungere, che, come sempre accade, c’è chi dice che “ha fatto anche cose buone”, la bonifica della palude pontina… Ah no. Alcuni biografi ed esperti affermano che negli anni ’70, all’incirca nel primo decennio del suo potere, le condizioni di vita dei libici in termini di ricchezza e influenza internazionale aumentarono notevolmente. Le organizzazioni umanitarie non appoggiano tali risultanze. Parlano di esecuzioni extragiudiziali, torture, detenzioni arbitrarie, massacri (ad esempio quello nel carcere di Abu Salim nel 1996, con 1.270 prigionieri uccisi), e omicidi di dissidenti anche all’estero. Ciononostante, la Libia è stata presidente della UN Human Rights Commission nel 2003 senza tener conto di violazioni sistematiche e conclamate dei diritti umani.
Muammar e Condy
L’autore del libro verde non aveva passione solo per donne appariscenti esteticamente. Ma si sa, le vie dell’amore sono tortuose e inesplicabili. E lui aveva sviluppato una vera ossessione per Condoleeza Rice. Per i troppo giovani e per quelli con la memoria labile offriamo un breve ritratto della signora Rice.

Nata in Alabama (il peggio del segregazionismo americano), suo padre era John Wesley Rice Jr., pastore presbiteriano e poi consigliere universitario e sua madre, Angelena Ray, insegnante di musica. Quel nome così particolare, Condoleezza, è una storpiatura dall’italiano “con dolcezza”. La nonna le insegnò a suonare il pianoforte a 3 anni; a 5 anni leggeva le note meglio di molti adulti. A 12 anni visitò Washington e disse: «Un giorno sarò nella Casa Bianca». Non scherzava. I genitori erano gente in gamba. Suo padre organizzava gite per ragazzi neri a musei e concerti e sua madre ne aveva fatto una studentessa brillante. Condy saltò una classe, imparò il francese, lo spagnolo, il balletto, il pattinaggio artistico. I genitori volevano che il colore della pelle non le impedisse alcunché. Laureata alla University of Denver in Relazioni Internazionali, Master in Economia, dottorato in Studi Internazionali, specializzazione in Europa dell’Est, Unione Sovietica e strategia nucleare. Il suo curriculum la vede professore a Stanford dal 1981, poi Provost della stessa università. Con George Bush padre è consigliere per gli Affari Sovietici e dell’Est Europa al National Security Council durante il crollo dell’URSS e la riunificazione tedesca. Con Bush figlio è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di consigliere nazionale e prima donna afroamericana, seconda donna assoluta (dopo Madeleine Albright) ad essere segretario di stato. Ed è in questa veste che nel 2008 incontra Gheddafi per una storica visita di stato, nel suo compound. In precedenza Gheddafi aveva fatto ad Al Jazeera dichiarazioni accorate nei confronti di Concoleeza: «I support my darling black African woman… I admire and am very proud of the way she leans back and gives orders to the Arab leaders… Leezza, Leezza, Leezza. I love her very much. I admire her and I’m proud of her because she’s a black woman of African origin».
Un vero e proprio colpo di fulmine. Durante la visita a Tripoli la ricopre di doni per un valore di 212.225 dollari (anello di diamanti, liuto, medaglione con la sua foto). Cenano insieme per Iftar (il pasto che segna la fine del digiuno del ramadan). In accordo con le prescrizioni del Corano non le stringe la mano. Le mostra un video, un montaggio con foto di Rice con leader mondiali (Putin, Hu Jintao, Bush) e una canzone che ha fatto comporre per lei: Black Flower in the White House. Del video, di cui non sono rimaste tracce, così come della canzone, ahinoi, l’ex segretario di stato ha detto che era “innocent” e “weird but at least it wasn’t raunchy”. La visita, le sue impressioni dell’incontro con Gheddafi sono scritte nero su bianco nel suo libro di memorie No Higher Honor, 2011 e chiarite in interviste successive. Tutto l’incontro lo ha definito “eerie” e che durante la cena pensava: «How quickly can I get out of here?».
Sapere che il dittatore aveva una cotta per lei era «weird and a bit creepy». Come non essere d’accordo?Quando il regime è crollato, nel 2011, i ribelli hanno trovato a Bab al-Aziziya, il quartier generale di Gheddafi, un album pieno di foto di Rice in eventi pubblici, ritratti durante suoi discorsi. Chi lo ha visto lo ha definito alquanto bizzarro. Non c’è nulla di più deprimente della storia di un amore non corrisposto.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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