Alison Arngrim è stata l’interprete perfetta della pura dispettosità e cattiveria dentro La Casa nella Prateria. Era solo abilità di recitazione o c’era dietro qualcosa di più? La risposta, purtroppo, è terribile.
Nellie Oleson. Il suo solo nome evoca immagini di capricci, intrighi. Una cattiveria quasi perfetta, con pochissime sfumature. Un piccolo ritratto del male, anche se trattato con sorriso e ironia, che spezza l’atmosfera idilliaca di Walnut Grove e getta ne “La casa nella prateria” un lampo quasi luciferino.

Per quasi un decennio, Alison Arngrim ha incarnato questo ruolo con una tale abilità da diventare un simbolo: è lei il “cattivo” di cui tutte le grandi storie hanno bisogno. È lei il cattivo esempio che Michael Landon ha voluto mostrare al suo pubblico, e che si è trasmesso generazione dopo generazione ai fan di questa serie unica al mondo, che dal 1974 non è più uscita dalla programmazione delle TV di tutto il mondo.
Da sempre gli amanti di questa serie si chiedono che cosa si nasconde dietro questa perfidia quasi perfetta. Da dove nasceva la cattiveria di Nellie? Un mistero che sarebbe rimasto irrisolto, se non ci avesse pensato proprio Alison Arngrim a illuminarlo, con una toccante intervista che ha squarciato il velo del non detto e messo tutti davanti a una verità difficile.
Quando il dolore diventa arte
L’arte è un modo di affrontare i propri incubi, superarli e trasformarli. La storia del rock e del jazz, per esempio sono piene di capolavori nati da ferite e da traumi. Gli appassionati lo sanno. Meno noto è che anche per molti attori, l’interpretazione è stata un modo per trasformare esperienze personali, dolori profondi e talvolta dimenticati, in un’energia capace di parlare al mondo. Lo abbiamo raccontato per Paul Newman, Marlon Brando, Jack Nicholson.
È vero anche per Alison Arngrim. Per lei, la spietatezza di Nellie è stata tanto una maschera quanto una valvola di sfogo. Potevamo sospettarlo, ma è diventata una certezza durante un’intervista con Larry King, nel famoso talk show “Larry King Live”. Qui, davanti al famoso anchorman, l’attrice ha rivelato la sua terribile verità. Una verità purtroppo comune a molte famiglie, e che è stata capace di devastare innumerevoli esistenze: tra i sei e i nove anni, la Arngrim è stata vittima di molestie sessuali da parte di un parente stretto.
La rivelazione è scioccante ma non del tutto inaspettata. La Casa nella Prateria è un mondo perfetto, nato per trasmettere valori e certezze a cui ancorarsi, in un mondo che a metà degli anni ‘70 sembrava destinato al disfacimento. Nasce anche dalla lotta personale di Michael Landon con i suoi limiti, con le sue imperfezioni. E forse il suo successo è dovuto anche al nostro bisogno di trovare in quelle puntate, dove il bene vince sempre, un’alternativa a un mondo reale in cui queste certezze non sono poi così certe.
A suo modo La Casa nella Prateria è uno sforzo gigantesco per trasformare il bene in male, per dare a tutti, e in primis ai suoi protagonisti, la forza di combattere e vincere contro i propri fantasmi. E’ stato vero soprattutto per il personaggio che sullo schermo rappresenta più di ogni altro l’ostacolo, la sfida continua, il lato oscuro che tutti devono affrontare ogni giorno.
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Per Alison Arngrim interpretare Nellie è stato anche qualcosa di più: una specie di terapia, un modo sicuro per esprimere la rabbia e ostilità che aveva dentro e che altrimenti sarebbero rimaste soffocate. Era quello che la sceneggiatura le chiedeva, e la sua interpretazione di Nellie, ha saputo renderlo come pochi altri avrebbero saputo fare. Oggi sappiamo anche perché.
La performance di Alison Arngrim non era solo recitazione; era un grido liberatorio.
“Interpretare qualcuno di così brutto mi ha eccitato: aumentavo le vibrazioni, diventavo una persona calma per la fine della giornata,”
–Alison Arngrim
La trasformazione in Nellie ha permesso a una bambina che aveva sofferto un trauma terribile di affrontare il proprio dolore quotidiano. Senza drammi, senza piagnistei, ma con un’energia che è diventata sorriso, ironia e gioia per chi ama La Casa nella Prateria. La grandezza della Arngrim è stata la capacità di essere cattiva in modo delizioso e le è valsa una nomination agli Young Artist Awards come migliore giovane attrice in una serie televisiva drammatica.
Alison Arngrim dopo La Casa nella Prateria: l’impegno sociale
Dopo aver appeso al chiodo i riccioli dorati di Nellie, la vera natura di Alison Arngrim ha dovuto trovare nuovi modi di esprimersi e di contribuire a rendere il mondo un posto almeno un po’ migliore.

Le cicatrici della sua storia personale, ma anche l’entusiasmo che Michael Landon aveva saputo trasmettere alla sua grande famiglia sul set, hanno fatto della ex piccola e terribile Nellie Oleson una sostenitrice appassionata di cause sociali e una appassionata attivista dei diritti. Succede spesso a Hollywood, ma in certi casi l’impegno è più vero che in altri.
Purtroppo altre ferite e altre tragedie hanno colpito la giovane Alison, in un mix quasi inestricabile tra realtà e fiction. Steve Tracy era l’attore che interpretava Percival, il marito di Nellie nella serie. Un marito solo nella storia, ma un’amicizia vera. E anche la sua morte per AIDS fu vera. Un nuovo dolore, che Alison Arngrim ha affrontato, fatto proprio e trasformato, in una lotta senza quartiere contro l’AIDS.
Non e stato il suo unico impegno sociale: la Arngrim ha scelto di battersi anche sul campo per lei più difficile, quello degli abusi sui minori, sostenendo PROTECT, l’associazione che se ne occupa negli Stati Uniti, e lavorando per leggi più attente ai diritti dei bambini, e più capaci di difenderli dagli stessi abusi che lei aveva subito. Il suo impegno coriaceo e testardo, come quello della piccola Oleson, ha portato alla riforma della legge che, incredibilmente, prevedeva sconti di pena per gli abusi sui minori, quando vengono commessi da un parente stretto. Un’assurdità agghiacciante che la testardaggine e la visibilità della Arngrim ha contribuito a scardinare.
È stata una vera e propria metamorfosi, quella di Alison Arngrim. La sua maschera di cattiva della scena è pian piano caduta, rivelando la donna, e prima ancora la bambina che c’era dietro. Era la sua storia, erano i suoi traumi quelli che aveva raccontato. Quando sono venuti alla luce hanno contribuito a trasformare la realtà, e non solo la fantasia di chi ha amato, ama e amerà sempre questo show leggendario, e la cattivissima bambina che lo ha reso così bello.
Nellie Oleson è stata così cattiva non solo perché è una attrice di immenso talento ma anche perché qualcuno di molto vicino era stato cattivo con lei, e aveva reso la sua vita un luogo doloroso, difficile da vivere.
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La sua interpretazione e il suo impegno sociale aiuteranno altri bambini a soffrire di meno. Sembra il lieto fine di una delle mille puntate della “Prateria”. Invece, stavolta, è una storia vera.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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