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La baronessa di Carini: quella mano da’ ancora i brividi

La liturgia della domenica, Messa, Tutto il calcio minuto per minuto e la sera, lo sceneggiato

Non dirรฒ che la televisione di una volta era migliore, oddio per certe cose sรฌ. Cโ€™erano autori che scrivevano e non lasciavano tutto al maledetto โ€œbello della direttaโ€ e cโ€™era voglia di pensare.

la baronessa di carini
Janet Agren e Ugo Pagliai – Boomerissimo.it

Oggi si guardano le tv degli altri paesi alla ricerca di format da importare. Massima resa con poco impegno. 

Lo sceneggiato

La televisione dโ€™antan aveva la settimana in gran parte codificata. E quindi se giovedรฌ era gnocchi e telequiz, il sabato varietร , la domenica era il giorno dello sceneggiato. Famiglia riunita davanti alla trasposizione televisiva di qualche opera letteraria piรน o meno polpettonesca. Alcuni avevano unโ€™ottima riuscita, altri conciliavano il sonno.


alberto lupo
Alberto Lupo ne La cittadella (Di Sconosciuto – RAI – Radiotelevisione Italiana, Pubblico dominio, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=99799105)- Boomerissimo.it

Maestro assoluto del genere รจ stato Anton Giulio Majano. Il regista tra il 1954 e il 1986, trasferรฌ sul piccolo schermo opere come Piccole donne, La cittadella, e La freccia nera con una giovanissima Loretta Goggi, da lui scoperta (e non, per una volta, da Pippo Baudo).Per molti spettatori, quei teleromanzi, erano il primo e forse unico approccio con lโ€™alta letteratura. Erano gli anni in cui gli italiani combattevano con lโ€™analfabetismo reale e non funzionale come le attuali generazioni. Le persone con analfabetismo funzionale sono in grado di leggere e scrivere in modo basilare, ma faticano a comprendere testi complessi come articoli di giornale, bollette o istruzioni, o  eseguire calcoli semplici, senza lโ€™aiuto di un โ€œdeviceโ€. Ognuno di noi ha impressi alcuni di questi sceneggiati. Io ricordo molto bene La freccia nera, I fratelli Karamazov (mia mamma diceva sempre che Orsini era fidanzato con una delle gemelle Kessler) e il Conte di Montecristo (mia zia piccola adorava Andrea Giordana), ma nessuno mi ha impressionato piรน de La baronessa di Carini. 

La baronessa di Carini

Cominciamo dalla storia, quella fatta di date e personaggi reali. La storia della Baronessa di Carini รจ una delle piรน celebri vicende della Sicilia rinascimentale, evolutasi poi in leggenda.  Il 7 ottobre 1529 nacque, nel castello di famiglia, Laura Lanza di Trabia, figlia primogenita di Cesare Lanza, barone di Trabia e conte di Mussomeli. Il 21 settembre 1543, a soli 14 anni, fu data in sposa per volere del padre al sedicenne Vincenzo II La Grua-Talamanca, barone di Carini.

Baronessa di Carini
La baronessa di Carini immaginata da Boomerissimo – Boomerissimo.it

Il matrimonio fu, come capitava spesso, un’alleanza economica. Laura portรฒ in dote ben 4.400 onze, oltre a biancheria e gioielli di grande valore. 

La giovane sposa si sentรฌ presto trascurata dal consorte, iniziรฒ una relazione con Ludovico Vernagallo, cugino del marito e signore del feudo di Montelepre. La relazione durรฒ diversi anni, con incontri frequenti nel castello di Carini. La notte del 4 dicembre 1563, il padre, informato della relazione da un frate del convento locale, si recรฒ al castello di Carini accompagnato da una compagnia di cavalieri. Sorprese i due amanti e li uccise con colpi di archibugio. Laura, colpita mortalmente, si appoggiรฒ al muro lasciando l’impronta della sua mano insanguinata (che continua a perseguitarmi). I corpi dei fedifraghi furono esposti nella chiesa madre di Carini. Nessuno pagรฒ per quei delitti. Cesare Lanza fu scagionato dalle accuse grazie alle leggi dell’epoca che permettevano il delitto d’onore. Dopo la morte di Laura, i figli superstiti furono disconosciuti dal padre.La vicenda aveva tutti gli ingredienti per colpire la sensibilitร  popolare e divenne il soggetto di una ballata tramandata dai cantastorie. Salvatore Salomone-Marino, medico e antropologo palermitano, sentendo alcuni versi cantati dalla madre, iniziรฒ nel 1870 accurate ricerche sulla vicenda.  Una delle strofe recita:

La bella barunissa di Carini
Stava affacciata ‘ndi lu sรฒ barcuni
Chi arrimirava li rosi e li ciuri
Cu l’occhi an’cรชlu e la menti all’amuri
Viju vininri ‘na cavalleria
Chistu รฉ me’ patri chi veni pi’ mia
Tuttu vestutu alla cavallerizza
Chistu รฉ me’ patri chi veni e m’ammazza

Secondo la tradizione popolare ogni 4 dicembre, anniversario del delitto, la macchia di sangue, ancora presente nel castello, assumerebbe la forma di una mano e diventerebbe rossaโ€‹. 

Lo sceneggiato RAI del 1975

La storia uscรฌ decisamente dai confini siciliani grazie allo sceneggiato L’amaro caso della baronessa di Carini. Diretto da Daniele D’Anza, fu trasmesso dal 23 novembre al 14 dicembre 1975. Aveva un cast, per i tempi, stellare: Ugo Pagliai, Janet Agren, Adolfo Celi, Enrica Bonaccorti e Paolo Stoppa.

La sigla dello sceneggiato – Boomerissimo.it

Lo sceneggiato fu girato interamente a colori su pellicola cinematografica anche se la RAI nel 1975 trasmetteva ancora in bianco e nero. Il regista era stato lungimirante: sapeva che il colore sarebbe arrivato presto nelle case degli italiani e non voleva che la sua opera invecchiasse male. Gli spettatori italiani dovettero aspettare le repliche del 1ยฐ febbraio 1977 per vedere il colore vermiglio del sangue della baronessa. Per attualizzare la storia fu usato lโ€™espediente narrativo di intrecciare la storia antica con una vicenda del XIX secolo.  Lo sceneggiato ebbe dei collaboratori davvero eccezionali. Ben prima della nascita del Commissario Montalbano e la creazione di Vigร ta e del vigatese, Andrea Camilleri fu scelto come consulente per la lingua siciliana dello sceneggiato. Il suo apporto fu fondamentale per rendere autentico il dialetto parlato dai personaggi. Camilleri lavorรฒ fianco a fianco con Otello Profazio per perfezionare la ballata popolare che dร  il titolo allo sceneggiato. La canzone che apre lo sceneggiato, cantata in siciliano, fu interpretata, come รจ giusto che fosse, dal romanissimo Gigi Proietti. Per prepararsi allโ€™arduo compito, lโ€™attore studiรฒ per intere settimane. 

Lโ€™epilogo

Nel 2010, il sindaco di Carini incaricรฒ un team di criminologi internazionali di riaprire ufficialmente il caso. Nuove ipotesi sono state fatte sul movente del delitto. Oltre allโ€™onore, ci sarebbero state questioni di vile denaro. Vincenzo La Grua sospettava che alcuni figli avuti con Laura non fossero suoi e temeva che l’ereditร  passasse a un figlio illegittimo.

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Il luogo di sepoltura della baronessa non รจ mai stato identificato, anche se alcuni sostengono che una tomba senza nome nella cripta di San Mamiliano a Palermo potrebbe contenere le sue spoglie.
Per quanto mi riguarda, dopo cinquantโ€™anni dalla sua messa in onda, se mi capita di ascoltare la ballata, sento un brivido salire per la schienaโ€ฆ
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ

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