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Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo

Pippo Baudo, da giovane leone a Super Pippo

Da studente indisciplinato a Mr. Televisione: la vita, i Festival, le passioni, le donne, le foto, i segreti, gli errori e i successi del Grande Pippo Nazionale

La storia della televisione italiana ha un nome, e quel nome è Pippo Baudo. Potete amarlo, potete odiarlo, potete entusiasmarvi per il suo carisma, ricordarlo nei suoi Festival. Oppure potete cercare di dimenticarlo, e illudervi che il mondo sia andato avanti, che la TV non abbia più bisogno di eroi come lui. Anche perché la Tv non c’è più.

Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo, anzi Super Pippo – Boomerissimo.it

Ci sono i canali Youtube, gli streaming, l’on demand. Forse non ci saranno più trasmissioni che fermano il traffico e la vita di un paese, come sono stati certi Festival di Sanremo. Forse. Ma se quella tivù volete conoscerla, capirla e ricordarla, Pippo Baudo non potete evitare di studiarlo. E noi di Boomerissimo siamo qui per questo. Non solo per celebrare un mito, ma per raccontarvi anche quello che forse non conoscete.

Il giovane Pippo: tutto cominciò con una rivolta

Pippo Baudo, nato Giuseppe Raimondo Vittorio, non era destinato secondo la sua famiglia a diventare un divo della televisione. E questo anche per un motivo, diciamo così, pratico. Quando Pippo venne alla luce a Militello, in provincia di Catania, era il 1936. La televisione doveva essere ancora inventata. Al massimo c’era la radio, e pure quella da pochissimo tempo.



Si chiamava Eiar. Con il nuovo nome di Rai sarebbe un giorno diventata il regno di Baudo. Ma per il momento, mentre l’Italia era alla ricerca del suo Impero, quell’ingombrante e gracchiante strumento non pareva destinato a un grande futuro. Non certamente per il figlio di una dinastia di avvocati, che da Lentini era arrivata ad esercitare al Foro di Catania. Quel Foro a cui era destinato, per il prestigio proprio e della famiglia, il giovane Giuseppe Raimondo Vittorio.

Il giovanissimo Baudo – Boomerissimo.it

Pippo, consapevole delle aspettative paterne, alla laurea ci arrivò anche. Ma stava già pensando ad altro. e lo dimostra la storia rocambolesca del suo giorno di laurea, che potete leggere in questo articolo.

Gli inizi al pianoforte e il primo difficilissimo rivale

Negli anni dell’università, fatta diligentemente per non sfidare le ire del padre, ma senza troppa passione, il cuore di Pippo Baudo batte per il palcoscenico. Sorprendentemente i suoi primi successi e la sua prima apparizione televisiva non sono ancora in veste di presentatore, ma di pianista dell’Orchestra Moonlight. A ospitarlo è Enzo Tortora, nel suo programma La Conchiglia d’Oro.



La sua prima occasione come presentatore di un programma tutto suo si presenta nel 1966. Si tratta di una formula originale, che avrà un grande futuro: è il primo talent show. Si tratta di Sette Voci, ma la sua gestazione è lunga e complicata e per arrivarci, Pippo Baudo dovrà affrontare un rivale difficilissimo. Rin Tin tin.

Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo ai tempi di Sette Voci (1967) – Photo Wikipedia – Boomerissimo.it

Rin Tin Tin è un vero divo, uno dei programmi di maggiore successo della televisione italiana del tempo. La sfida mozzafiato di Baudo l’abbiamo raccontata in questo articolo-retroscena.

Il drammatico Sanremo del 1968: lo scontro con Louis Armstrong

La carriera di Baudo decolla dopo Sette Voci. Nel giro di due anni quello che non è ancora il re della televisione si trova a presentare il suo primo Festival di Sanremo. Quella trasmissione che proprio lui, conduzione dopo conduzione contribuirà a far diventare il simbolo della televisione “nazionalpopolare”, un termine coniato proprio pensando a lui.



Ma quel tempo, nel 1968, è ancora molto lontano. E per il suo primissimo Festival, Baudo si trova a gestire una situazione difficilissima. la partecipazione di Louis Armstrong, il re del jazz, che non ha la minima idea di partecipare a una competizione, e ha anche una scarsissima conoscenza della lingua italiana.

Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo presenta il Festival del 1968 (screenshot YouTube) Boomerissimo.it

Baudo si trova nella condizione di dover sbrogliare una matassa che sarebbe stata difficile per tutti, ma che lui affronta con tipico piglio baudiano, e guadagnandosi l’odio perenne di Louis Armstrong. Una situazione incredibile che abbiamo raccontato in questo articolo.

La prova di Carosello: Pippo diventa un testimonial… meneghino

Alla fine degli anni ’60, Baudo è già un grande personaggio della televisione. Mentre il suo incarico a Sanremo è ancora in discussione, i suoi successi di presentatore ne fanno già una delle personalità più contese della pubblicità.



Il destino è quasi ovvio. La televisione non è quel marasma di canali satelliti, streaming e Youtube che ci allieta oggi. Ha un solo canale, che vedono tutti. Praticamente obbligatorio. Chi ci lavora guadagna immediatamente la notorietà universale. Lo stesso vale per la pubblicità. Non ci sono spot, break, banner.

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C’è solo Carosello. Un programma insieme pubblicitario e di intrattenimento, che assicura alle poche aziende che riescono ad entrare nel suo ristrettissimo giro una notorietà che, come sappiamo oggi, attraverserà le generazioni. Non succederà lo stesso al Carosello di Pippo Baudo, benché realizzato da grandi firme della pubblicità e del cinema. I filmati sono girati bene, informativi, persino interessanti. Mancano forse del guizzo creativo che tanti altri Caroselli ci hanno regalato. O forse è l’idea di usare Pippo Baudo, siciliano doc di Militello per propagandare il prodotto più milanese di tutti ad essere troppo avventurosa.

Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo davanti agli studi Rai, nei primissimi anni ’70 – Instagram @radiolabuonamusica – Boomerissimo.it

Coraggiosa certamente, forse persino educativa alla ricchezza delle differenze. Visionaria nel raccontare una milanesità cosmopolita che arriuverà a compiersi con la “Milano da Bere” di Marco Mignani e della sua RSCG. Ma prematura. Pochi ricordano ancora il Pippo Baudo di Motta, e per questo abbiamo voluto raccontarvelo in questo curioso articolo con video, che vale certamente la pena di leggere.

Tredici Festival di Sanremo

Molto ha fatto Pippo Baudo in televisione, ma se dovessimo scegliere una sola realizzazione per definirlo, diremmo: “tredici Festival di Sanremo”. Una quantità strabiliante, che fa perdere la testa e che segna un vero e proprio binomio indissolubile, il cardine di un’epoca della televisione.



Del primo festival di Baudo abbiamo già parlato. Ma la lista merita di essere data per esteso, perhé è impressionante: 1968, 1984, 1985, 1987, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 2002, 2003, 2007 e 2008. Dietro Pippo c’è Mike Bongiorno, non certo l’ultimo arrivato delle storia della televisione. Ma Mike ne conta “solo” undici.



Tra i grandi personaggi lanciati da Pippo nelle sue innumerevoli conduzioni, tanto per non smentire la nostra vocazione alla ricerca, ne abbiamo scelti due meno ovvi della media: Giorgia Fiorio (la cui seconda apparizione del 1984 avviene sotto l’egida baudesca e…

Da giovane Pippo a Super Pippo
Tre signori della televisione e di Sanremo Corrado (Sanremo 1974), Mike Bongiorno (undici Festival) e Pippo Baudo (13 festival) – IBoomerissimo.it

No, non vogliamo rovinarvi la sorpresa, perché un Super Ospite che si rispetti si attende col fiato sospeso, anche fino alle due di notte. A voi basterà leggere questo articolo.

Tutte le donne di Pippo (o quantomeno una discreta approssimazione)

Pippo Baudo ha avuto un fascino impossibile da comprendere per chi non lo subisce nella sua intera potenza seduttiva. C’è stato anche qualcuno (o qualcuna) a cui Pippo Baudo non è mai piaciuto. L’Italia è tutto sommato un paese libero e alcuni di noi hanno goduto di questa posizione di infima minoranza: gli antipippo.



Per il resto del pubblico, le cose sono andate diversamente. Ma non solo, la potenza magnetica del Super Pippo nazionale è stata capace di attrarre a sé, oltre ad audience sterminate, anche legioni di bellissime e talentuose donne (Pippo non è mai stato un tipo da veline) che hanno fatto della sua vita un romanzo amoroso ricchissimo. e a puntate, che vi abbiamo raccontato in questo articolo.

La storia professionale di Pippo Baudoi è una catena praticamente ininterrotta di successi professionali e di cuore, con solo un imbarazzante inciampo, che vedete nell’immagine qui sotto.

Pippo Baudo, da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo, Silvio Berlusconi e Raffaella Carrà: immagine d’esordio di una collaborazione mai decollata – Instagram @primarepubblica – Boomerissimo.it

E no, non stiamo parlando di possibili love story con Raffaella Carrà, delle quali nulla sappiamo e che semmai ci fossero state nessuno conoscerebbe. Ma della mancata seduzione del pubblico di Canale 5, l’unico che Pippo Baudo non sia mai riuscito a conquistare. Una storia che forse racconteremo in futuro, condita di gustosi retroscena.

Una sola rivale: Jessica Fletcher

Da giovane presentatore a re della televisione incontrastato, imperatore anzi, uomo dal potere sconfinato. e assoluto, il passo non è stato breve. Oltre sessant’anni di carriera vissuti nel piccolo schermo, senza pause, senza fermarsi mai. Pochi personaggi del mondo della tv, e intendiamo del mondo intero, si possono paragonare a Pippo Baudo, per longevità e successo.



Ma una c’è: Jessica Fletcher: un’altra incredibile storia di televisione che è stata capace di segnare ben più di un’epoca. Due personaggi tanto diversi quanto lo si può essere, Angela Lansbury, l’interprete della Signora in Giallo e il Grande Pippo, Zar di tutte le tv. Due personaggi che proprio per la difficoltà di essere paragonati a chiunque altro hanno finito per scontrarsi tra loro in questo articolo di Boomerissimo, che è un omaggio ad entrambi e ai loro diversissimi talenti.

Pippo Baudo da giovane a Super Pippo
Pippo Baudo qualche anno fa: 84 candeline (Instagram @ferdinandocodognotto) Boomerissimo.it

Abbiamo chiamato ad esprimersi anche i nostri lettori, con un referendum. E conosciamo il risultato. Ma non lo diffonderemo mai: imperatori e imperatrici meritano un trattamento di riguardo (e comunque meglio non contrariarli, che sono sempre tipi piuttosto particolari).

Vada pertanto ad entrambi il nostro più riverente e discreto saluto.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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Rispondi

Comments (

4

)

  1. Demonio

    Non l’ho amato ma è stato interessante leggere tutte queste storie. Soprattutto è stato divertente scoprire che è stato addirittura giovane! E questo è qualcosa che accade quando un personaggio diventato famoso lo associ ad un volto e quello sembra eterno, come sospeso nei tempo, volti immutabili che sembrano infiniti!

    1. Antonio Pintér

      In effetti “Pippo Baudo giovane” è un tema ai confini della immaginazione. Eppure lo è stato :-). Per quanto si riesce a capire spigolando e incrociando, non era poi un pippo così diverso da quello che ci ricordiamo tutti in azione, solo con qualche anno di meno e il potere ancora da prendere…

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