Miami Vice ha avuto molto a che fare con il mondo del fashion, ma la connessione con un indimenticato stilista italiano va al di là degli abiti.
Abbiamo parlato ampiamente sulle pagine di Boomerissimo di Miami Vice e del perché è rimasta nell’immaginario collettivo di una generazione.

Non c’è un ragazzo/a degli anni Ottanta che non abbia visto almeno una puntata.
Breve riassunto
Al di là delle storie, ci fu un preciso studio dell’immagine della serie, un’immagine che doveva essere completamente diversa da quella di tutti i serial polizieschi trasmessi in precedenza.
Fu scelto di girare a Miami e non nelle solite New York o Los Angeles, o come succedeva spesso, di “camuffare” la California da Miami, come avrebbe fatto qualche decade più tardi CSI: Miami. Ma la svolta creativa più imponente venne dall’impianto cromatico che venne deciso per la serie, una scelta di “armocromia” ante litteram, fatta senza implicazioni politiche.

A questa scelta si uniformavano anche gli outfit dei protagonisti e il colore delle auto. Un’altra intuizione straordinaria fu quella di usare la musica come co-protagonista e non solo come sottofondo. Musica tratta dalle grandi hit di allora.
In breve divenne la serie dove tutti volevano lasciare la loro impronta. Tanti grandi della musica vi hanno preso parte come guest star, come abbiamo avuto modo di raccontare qui su Boomerissimo.
La tragica connessione
Miami, quindi. Tutta la serie fu girata in Florida, sia gli esterni che le scene in interno e precisamente ai Greenwich Studios. Solo la post produzione era fatta a Los Angeles.
Nell’episodio pilota della serie compare una villa che sarebbe diventata tragicamente nota anni dopo. Si tratta della casa sui cui gradini sarebbe stato ucciso Gianni Versace, il 15 luglio del 1997, per mano di un folle.

All’epoca di Miami Vice la villa in Ocean Drive non era in buone condizioni, lo stilista italiano avrebbe acquistato villa Casuarina solo nel 1992. Costruita nel 1930 per Adlen Freeman, figlio spendaccione di un potente (e ricchissimo) uomo d’affari della The Standard Oil Trust, fu completamente restaurata da Versace che ci investì più di trenta milioni di dollari.
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Gianni Versace amava molto quella casa e vi ospitava i suoi amici, tra cui Madonna e lo stesso Don Johnson, che smessi i panni di Sonny Crockett godette dell’ospitalità dello stilista.
Dopo la tragica fine di Versace, la magione fu acquistata da Peter Loftin, tycoon delle comunicazioni che la trasformò in un hotel di lusso. Loftin finì però in bancarotta. La villa, messa in vendita nel 2013 per 125 milioni di dollari non trovò acquirenti e venne messa all’asta. Attualmente è di proprietà della VM South Beach, LLC ed è un lussuoso boutique hotel con tanto di ristorante gourmet, il Gianni’s. Lì è possibile mangiare a bordo della piscina che Gianni Versace disegnò personalmente, il cui fondo, a mosaico, ha anche delle tessere in oro.
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Ma c’è un’altra connessione tra Miami Vice e Versace. A vari episodi della serie presero parte veri poliziotti di Miami come comparse. Tra questi c’era Greg Kral, che nel 1997 era un degli agenti che indagò sull’omicidio del grande stilista italiano.
Quello che si dice una storia circolare.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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