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Nilsen, Gacy, Dahmer

Dennis Nilsen, il serial killer della porta accanto

Dennis Nilsen non cercava vittime, cercava compagnia. Ma solo i morti non lo avrebbero mai lasciato

Come chi segue Boomerissimo sa, chi vi scrive รจ unโ€™insegnante. Lungi da me produrmi in una serie di aneddoti alla โ€œIo speriamo che me la cavoโ€, ma di tanto in tanto i ragazzi propongono, a volte involontariamente, degli spunti di riflessione.

Nilsen, Gacy, Dahmer
Dennis Nilsen – Boomerissimo.it

Durante una normalissima lezione di educazione civica, incentrata sulla conoscenza di sรฉ e lโ€™autostima, ho chiesto loro di dirmi cosa li metteva a disagio. A parte le risposte ovvie, la scuola, il compito, qualcuno ha fornito risposte, per me del tutto inaspettate. Qualcuno ha parlato della ciabatta volante della mamma (e ci sta), ma un ragazzino, anni dieci, mi ha stupito con il suo personale disagio: le persone LGBTQ, detto proprio in questi termini. Non so se fossi piรน stupita dalla nomenclatura perfetta o dal fatto che un bambino di dieci anni, nel 2025, indichi come massimo suo turbamento, lโ€™essere in prossimitร  di persone di questo genere (o non genere, vedete voi). Per quanto mi riguarda, non mi sento affatto a disagio con persone che hanno gusti sessuali diversi dai miei. Ognuno, purchรฉ adulto e consenziente, ha diritto a fare in camera da letto quello che piรน gli aggrada. Lโ€™unica cosa che mi sento di dire รจ che, come io non racconto i fatti miei a chicchessia, mi piacerebbe che altri mi usassero la stessa cortesia. Il mondo sarร  davvero piรน libero e felice quando non ci sarร  piรน bisogno di picchetti, esternazioni non richieste e similari. Io sono io, indipendentemente dalle persone che mi piacciono. Forse per questo lโ€™affermazione di questo imberbe ragazzino mi ha fatto paura. Siamo lontanissimi dalla libertร , anzi, ho come la sensazione che stiamo facendo un balzo allโ€™indietro.

Muswell Hill Murderer

Da appassionata di crime non mi sono lasciata sfuggire il workshop della societร  umanitaria di Milano sul tema., tenuto da Cristina Brondoni. Cโ€™รจ sempre da imparare. Il primo incontro รจ stato sui vicini assassini. Credo che chiunque frequenti le riunioni di condominio abbia avuto, almeno per un attimo, il desiderio di falciare qualcuno degli astanti. Comunque sia, tutti abbiamo o abbiamo avuto, nella nostra storia personale, un vicino di casa molesto. A volte i molesti siamo noi. E tra i vicini-assassini uno dei piรน prolifici รจ stato il britannico Dennis Nilsen. La sua storia, le sue motivazioni e il suo modus operandi sono particolarmente disturbanti e hanno le loro radici nella profonda difficoltร  di Nilsen nel gestire la propria sessualitร .

Dennis bambino – Boomerissimo.it

Dennis รจ nato sul finire della guerra da madre scozzese e padre norvegese, un soldato della Free Norwegian Forces. Il padre abbandonรฒ la famiglia quando lui aveva quattro anni, lasciando la madre a occuparsi da sola dei figli. Fu il nonno quindi a prendere il posto del padre. Quando anche lui venne a mancare, Dennis era ancora un bambino. La madre, cattolica, obbligรฒ il figlio a vedere il nonno morto. Una visione che lo traumatizzรฒ profondamente. In seguito Nilsen disse che la sua morbosa fascinazione per la morte e i cadaveri era nata proprio da lรฌ. Nilsen divenne ben presto consapevole di essere โ€œdiversoโ€ sentendo il peso della vergogna per la propria omosessualitร . Il momento storico non era quello giusto. La sua infanzia fu segnata dallโ€™isolamento sociale che sfociรฒ nell’alcolismo. Il fratello maggiore non perdeva occasione per umiliarlo. Niente di strano che il ragazzo abbia sviluppato una personalitร  disturbata e antisociale.

La paura dellโ€™abbandono

La sua vita ha molti punti di contatto con quella di un altro noto serial killer, Jeffrey Dahmer. A 16 anni si arruolรฒ nellโ€™esercito. La sua mansione era quella di cuoco, grazie alla quale apprese abilitร  di macelleria, che in seguito gli furono utili per smembrare i corpi delle sue vittime. Lasciato lโ€™esercito, Nilsen lavorรฒ come poliziotto per un breve periodo. Ma per cominciare ad uccidere dovette arrivare a trentatrรฉ anni. 

David Gallichan
David, il fidanzato di Nilsen (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it

Nel 1975, Nilsen conobbe lโ€™amore della sua vita, David Gallichan. Erano fuori da un pub, due ubriachi stavano picchiando David e lui, il salvatore, intervenne. Gallichan era un giovane affascinante, poco piรน che ventenne. Dennis ne fu subito preso. Pochi giorni dopo, i due si trasferirono insieme all’appartamento al 195 di Melrose Avenue a Cricklewood. Quello fu il periodo piรน felice della sua vita. Vivevano insieme, decoravano l’appartamento, si occupavano dei loro animali domestici, il cane Bleep e il gatto Dee-Dee.Ma non durรฒ. Gallichan era infedele, beveva e David diventava sempre piรน geloso, possessivo e incline a scatti di rabbia. Nel 1977, Gallichan abbandonรฒ Nilsen e si trasferรฌ altrove. Il trigger. L’uomo ebbe un crollo. Incapace di elaborare il rifiuto e l’abbandono, si isolรฒ fisicamente, iniziรฒ a bere pesantemente, solo in casaโ€‹.Tornarono a galla le sue fantasie di morte, le usava come “conforto” psicologico nell’isolamentoโ€‹. Sviluppรฒ un’ossessione per il controllo: durante questo anno di profonda depressione, la sua mente elaborรฒ un meccanismo psicologico distorto: se poteva “possedere” qualcuno per sempre (tramite la morte), non avrebbe dovuto affrontare nuovamente un abbandono.

La prima vittima

Il Natale per molti (mi ci metto anche io) รจ un momento difficile, per Dennis, quello del 1978, sancรฌ quello del non ritorno. Nilsen trascorse il Natale e i giorni precedenti completamente solo nel suo appartamento, precipitando in una spirale depressiva. Il 30 dicembre 1978 andรฒ al pub Cricklewood Arms dove, dopo una giornata passata a bere, incontrรฒ il quattordicenne Stephen Holmes.โ€‹ Il mattino seguente, Nilsen si svegliรฒ e vide il ragazzo addormentato nel suo letto e fu sopraffatto dal terrore di essere di nuovo lasciato. Per evitarlo, strangolรฒ Stephen con una cravatta mentre dormiva, quindi lo annegรฒ in un secchio d’acqua per assicurarsi che fosse davvero morto.โ€‹

John Wayne Gacy il serial killer
John Wayne Gacy – Boomerissimo.it

Dopo l’omicidio, portรฒ il corpo in bagno per lavarlo, quindi lo ripose nel letto, trovava il cadavere “bello”. Tentรฒ senza successo di avere rapporti sessuali con i resti e trascorse la notte dormendogli accanto. Successivamente, alla stregua di John Wayne Gacy e la sua intercapedine, lo nascose sotto le assi del pavimento dove rimase per sette o otto mesi. Poi, ne bruciรฒ i resti in decomposizione nel giardino sul retro.โ€‹

Gli altri

Cominciรฒ a prendere di mira giovani uomini, spesso homeless, ragazzi vulnerabili o emarginati dalla societร , in particolare omosessuali in difficoltร  o persone bisognose di compagnia o riparo.  Li avvicinava nei locali, li invitava a casa con offerte di cibo, alcool o un letto per la notte. Una volta dentro li strangolava e conservava i cadaveri per giorni. Dormiva con loro, li lavava, li vestiva e si intratteneva con loro. Commise atti di necrofilia su almeno sei corpi. Conservava i resti in vari luoghi dellโ€™appartamento, sotto il pavimento, negli armadi. Quando era soddisfatto, li smembrava e cercava di disfarsene bruciandoli o, nellโ€™ultima residenza, gettandoli nello scarico.

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Nilsen elencรฒ quindici vittime, molte delle quali sono rimaste senza nome. Tra quelle identificate oltre a Stephen Holmes, ci sono Kenneth Ockenden, Martyn Duffey, Billy Sutherland, Malcolm Barlow, John Howlett, Graham Allen, Steven Sinclair. I primi omicidi avvennero al 195 di Melrose Avenue, Cricklewood, le ultime al 23 di Cranley Gardens, Muswell Hill.

Scoperta, arresto e processo

Un freddo pomeriggio di febbraio del 1983, una ditta specializzata in spurghi idraulici, la Dyno-Rod, ricevette una chiamata dai residenti del 23 di Cranley Gardens, un piccolo condominio a nord di Londra. Le tubature dell’edificio erano intasate da giorni e nessuno riusciva a sbloccarle. Gli inquilini si lamentavano anche di un odore terribile che proveniva dagli scarichi.โ€‹ Michael Cattran, operaio della ditta incaricata, si recรฒ al tombino esterno per una ispezione. Sollevato il coperchio, trovรฒ qualcosa di terribile: resti di carne umana in decomposizione intasavano il condotto. Scioccato, ma non ancora sicuro di ciรฒ che aveva visto, si consultรฒ con il suo superiore e decisero di tornare il mattino dopo per fare un controllo piรน accurato.โ€‹

La casa di Nilsen
La casa degli orrori (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it

Nilsen, che viveva all’ultimo piano, aveva osservato tutto dalla finestra. Capรฌ immediatamente che avevano scoperto i resti. Durante la notte cercรฒ di rimuovere i pezzi di carne umana dagli scarichi.โ€‹ Ma la sua attivitร  non passรฒ inosservata. Fu visto dagli altri inquilini. Il giorno dopo, gli operai della Dyno-Rod tornarono per continuare l’ispezione. La maggior parte dei resti era stata rimossa, ma quello che rimase era ancora sufficiente per confermare che si trattava di resti umani: un collo con segni di strangolamento, un occhio, una mano.โ€‹ A questo punto, gli idraulici chiamarono direttamente la polizia.โ€‹ Gli agenti si resero conto che tutto il materiale proveniva dallโ€™ultimo piano, dall’appartamento di Nilsen. Quando lโ€™uomo tornรฒ a casa dal lavoro, trovรฒ la polizia ad aspettarlo. Proprio quella mattina, sapendo che la polizia avrebbe probabilmente scoperto tutto, Nilsen disse ad un suo collega, ridendo: “Se non mi vedrai domani, sarรฒ malato, morto o in prigione”.โ€‹

Dennis Nielsen – Boomerissimo.itยฎ

Gli agenti lo accompagnarono all’interno. Un odore nauseabondo permeava tutta la casa.โ€‹ Nilsen capรฌ che non poteva negare. I poliziotti gli domandarono se c’erano altri cadaveri in casa. Il serial killer rispose con sorprendente calma: “รˆ una lunga storia. Risale a molto tempo fa. Vi racconterรฒ tutto. Voglio togliermi questo peso dal petto. Non qui, alla stazione di polizia”.โ€‹ La sua confessione andรฒ avanti per delle ore. Descrisse con precisione  gli omicidi che aveva commesso, fornendo nomi, date, circostanze e dettagli macabri di come aveva ucciso, dissezionato e smaltito i corpi.โ€‹ Raccontรฒ che da quando si era trasferito a Cranley Gardens, non avendo piรน nรฉ giardino, nรฉ assi del pavimento, aveva dovuto elaborare una nuova metodologia per smaltire i cadaveri. Iniziรฒ quindi a bollire le teste e gli arti nella sua cucina per ridurli in piccoli pezzi, che scaricava nel water.โ€‹ Durante il processo, Nilsen fu accusato di sei omicidi e due tentati omicidi. Cercรฒ di difendersi invocando la “diminuita responsabilitร ” per un presunto disturbo mentale. I periti e le testimonianze (comprese quelle di tre sopravvissuti) smontarono la difesa. Il 4 novembre 1983 fu condannato allโ€™ergastolo con minimo 25 anni da scontare, pena convertita in “whole life tariff” (ergastolo senza possibilitร  di liberazione) nel 1994.โ€‹

Il carcere e la fine

La sua vita in carcere non fu semplice. Fu aggredito da un compagno di cella, Albert Moffatt, che lo sfregiรฒ con una lametta da barba. L’attacco gli procurรฒ 89 punti di sutura sul viso e sul torace.

Nilsen in custodia, รจ visibile una profonda cicatrice sulla guancia, “regalo” di un compagno di cella – Boomerissimo.it

Nel 1990, dopo il suo trasferimento a HMP Full Sutton nello Yorkshire, si verificรฒ un altro tentativo di aggressione: una notte, due uomini incappucciati irruppero nella sua cella con una ciotola di acqua bollente mescolata con zucchero (che aumenta la temperatura dell’acqua e la rende piรน aderente alla pelle, causando ustioni piรน gravi). Ma Nilsen riuscรฌ a sottrarsi allโ€™attacco. A seguito di quest’ultimo tentativo di aggressione, fu trasferito nella โ€œsegregation unitโ€ per la sua incolumitร , dove rimase per diversi mesi. Nel 1991, le autoritร  carcerarie lo trasferirono definitivamente nell’unitร  per detenuti vulnerabili, un reparto che ospitava principalmente criminali sessuali e detenuti a rischio di aggressioni.โ€‹โ€‹Nilsen, pur essendo considerato un prigioniero modello, evitava di entrare in relazione anche con il personale carcerario. Morรฌ di cause naturali (aneurisma addominale) il 12 maggio 2018, dopo ore di sofferenza, da solo, nella propria cella. La solitudine e il controllo fino alla fine. 

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ

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