Roger Moore incontrò James Bond molti anni prima del suo debutto al cinema
Nell’attesa che arrivi il Salva… no, il nuovo James Bond targato Amazon, qui a Boomerissimo continuiamo a concentrarci sui Bond del passato che, a nostro insindacabile giudizio, restano i più iconici (qua la trita parola ci sta tutta). In buona sostanza ci fermiamo a Pierce Brosnan, Daniel Craig non è neanche un’opzione.

Se sono quelli che non dimenticheremo il motivo risiede ovviamente nella loro collocazione storica, ma anche perché sono quelli liberi dalle pastoie della cancel culture. In poche parole, fumavano, bevevano, usavano parole ora abolite e si comportavano da caxxoni. Agivano liberamente da bel fumettone quale 007 è. Oggi anche gli Avengers devono mantenersi entro i binari di ciò che è corretto. Certo, il mondo cambia, bisogna stare al passo.
Roger Moore prima di Bond
Uno dei nostri Bond preferiti è Roger Moore, l’uomo che prima di uccidere con la sua Walther PPK, era in grado di metterti KO con il suo sopracciglio alzato. Estremamente cool con i suoi outfit, il suo sigaro e i suoi orologi, Moore ha interpretato un Bond che palesemente non si prendeva troppo sul serio. Il suo prendere il giro la spia al servizio di Sua Maestà è ben più antico della sua prima interpretazione di tesserato dell’MI6.
Il primo incontro di Roger Moore con James Bond avvenne in una trasmissione televisiva del lontano 1964 in piena era Sean Connery. Si trattava di un varietà della televisione britannica. Conduttrice del programma era l’attrice e cantante Millicent Martin. Lo show era un classico contenitore che alternava numeri musicali, sketch comici e ospiti di rilievo dello spettacolo inglese dell’epoca.
La primissima volta
Nel 1964, Moore era già un volto noto della televisione britannica grazie a The Saint, dove interpretava il raffinato Simon Templar. La fama di James Bond era da poco esplosa grazie ai film Dr. No e From Russia with Love. Gli autori del programma misero in scaletta una numero che fosse una parodia del più famoso agente segreto del cinema. Roger Moore sembrò la scelta più giusta. Del resto il suo Simon Templar era un avventuriero molto simile a 007. Lo sketch fu girato negli studi ATV di Elstree, gli stessi in cui veniva registrato The Saint e utilizzando il guardaroba di Moore per confondere ancora di più i confini tra Templar e Bond.
Lo sketch, di circa sette minuti, “Episode dated 17 July 1964”, mostrava il Bond versione Moore, vestito con una giacca di tweed grigia, che si imbatteva nella spia russa Sonia Sekova (interpretata dalla stessa Millicent Martin) in una località balneare. Entrambi sotto copertura, fingevano di essere in vacanza. Diffidenti e sospettosi davano vita a una serie di gag comiche, occhiate guardinghe, drink scambiati, baci al cianuro, insomma tutto il campionario. La gag si concludeva con la cravatta di Moore fuori posto e la sua dignità leggermente intaccata.
Il tono era molto lontano sia dai romanzi di Ian Fleming sia dalle interpretazioni di Connery. Moore aveva tutt’altro registro: sopracciglia alzate, battute taglienti ed estrema naturalezza. Il suo Bond scherzava sui drink, mentre si mostrava abilmente goffo tra le tipiche situazioni da spia. La gelida efficienza del Bond cinematografico sarebbe arrivata dopo. Alcuni dettagli, però, rimandavano all’originale letterario, la cravatta nera di seta lavorata, preferita anche dal Bond di Fleming e, appunto, la giacca di tweed grigia suggerivano una certa raffinatezza sotto la superficie comica.
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Lo sketch di Mainly Millicent fu, senza volerlo, una sorta di provino. La capacità di Moore di bilanciare il fascino tipico di Bond con un umorismo autoironico anticipava il tono che l’attore avrebbe portato da Live and Let Die in poi. Il Bond di Moore abbracciava consapevolmente l’assurdo, che si trattasse di sfuggire ai coccodrilli o di guidare un’auto sottomarina. Decenni dopo, la scenetta è stata recuperata come contenuto speciale nei DVD di Live and Let Die, offrendo ai fan la possibilità di vedere il “proto-007” di Moore, una sorta di capsula del tempo.
Il percorso di Moore mostra quanto il caso possa influenzare il casting. Il suo Bond non fu mai quello di Fleming, né quello di Connery, ma con la sua ironia e leggerezza, aprì la strada a nuove evoluzioni del personaggio. Come disse lo stesso Moore: “To me, the Bond situations are so ridiculous, so outrageous. I mean, this man is supposed to be a spy and yet, everybody knows he’s a spy. Every bartender in the world offers him martinis that are shaken, not stirred. What kind of serious spy is recognized everywhere he goes? It’s outrageous. So you have to treat the humor outrageously as well.”
Un personaggio da non prendere sul serio, un suggerimento ancora utile per tutti coloro che sono coinvolti nel franchise di Bond, attori, produttori e spettatori, decisamente.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®
Ora tocca a te: Sei un agente 007-Moore?
Risultati
Congratulazioni! Sei il Bond che Roger Moore approverebbe: eleganza senza sudare, humour da manuale e un sopracciglio allenato a sollevarsi al momento giusto.Moore ti avrebbe offerto un Martini (agitato, non mescolato) e una risata compiaciuta. Sei la persona che alla domanda “Live and Let Die?” risponde: “1973, regista Guy Hamilton, budget 7 milioni, incassi 126”
Dr. No(pe)
Confondi Moonraker con un tutorial di makeup e pensi che “Q” sia la lettera prima di R.
Consiglio: Ritirati in un bunker a binge-watchare The Saint. Potresti salvarti.
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