E apriamo il dibattito. Se Sean Connery è resterà sempre il primo ed ineguagliabile Bond, Roger Moore ne ha stravolto il carattere, anche nell’outfit.
Polemica time. Quando si parla di James Bond si mettono le mani in un vespaio. Ognuno ha il suo preferito e per ragioni che non sempre hanno a che fare con la capacità attoriale.

Fuori concorso è Sean Connery, il primo amore non si scorda mai, ma tra gli altri, in parte sottovalutato nell’apporto che ha dato alla spia al servizio di Sua Maestà è Roger Moore.
Roger Moore prima di Bond
Nonostante l’aspetto elegante e raffinato, la perfetta padronanza della sua postura, Moore era uomo della middle-class.
Il suo incontro con la recitazione, come lui stesso riconobbe, fu facilitato dalla bella presenza e dalla prestanza fisica. In una intervista dichiarò:
“I spent my life playing heroes because I looked like one. Practically everything I’ve been offered didn’t require much beyond looking like me. I would have loved to play a real baddie.”
–Roger Moore
Noi boomer lo ricordiamo perfettamente sia nei panni del ladro Simon Templar che nel ruolo di Lord Brett Sinclair, la metà nobile britannica dei Persuaders, in Italia Attenti a quei due.
Quella serie così ben assortita finì, pare, proprio, per la decisione di Moore di darsi allo spionaggio nelle vesti di Bond.
Lo stile di Roger “Bond” Moore
Dopo Connery e Lazenby, raccogliere il testimone non era semplice.
Moore decise di portare sé stesso nel personaggio, con quel sorriso ironico sempre pronto e il sopracciglio alzato. Quando ottenne la licenza di uccidere, l’attore aveva quarantacinque anni e l’idea che non avrebbe mai potuto essere un freddo, calcolatore ed atletico agente segreto.
Non era uomo d’azione Moore, soffriva di vertigini e non amava le armi, ma era perfetto nei suoi completi sartoriali, scelti per accordarsi con il suo incarnato e i suoi capelli di un bel castano dorato.
Stylish sin dagli esordi, Moore non si accontentò di quanto potevano offrire i costumisti al suo personaggio. Chiese ed ottenne di avere al suo fianco i suoi sarti, Douglas Hayward e Cyril Castle che gli confezionavano camicie e completi su misura e su sua richiesta. Cosa che infastidiva Broccoli e non poco.
Sir Roger preferiva i colori della terra, i vari toni di marrone, in quanto riteneva che esaltassero il suo personale. Perfettamente agghindato in ogni occasione, si presentava elegante anche agli appuntamenti con la morte. E’ indimenticabile legato alla sedia in Live and let die, mentre aspetta di essere torturato. Cravatta impeccabile e giacca perfettamente abbottonata, non regala neanche una stilla di sudore ai suoi nemici. Si permette anzi il lusso del polsino fuori dalla giacca e del Rolex in evidenza. Lo stile non ammette eccezioni.
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Nulla a che vedere con il Daniel Craig di Casino Royale, nudo, madido di sudore, legato alla sedia senza il fondo, che sopporta malamente che gli percuotano i gioielli di famiglia.

Roger – Bond era anche molto attento alle proporzioni. Avendo il collo lungo posto su un petto abbastanza ampio, la sartorialità per lui era un obbligo. Uno dei suoi completi preferiti era quello indossato in L’uomo dalla pistola d’oro. Si tratta di un mezzo peso di colore grigio in cui la giacca dall’ampio bavero e il pantalone si accordano in perfetta armonia con la figura dell’attore.
A lui si deve anche il ritorno della sahariana, a lungo snobbata per i suoi riferimenti coloniali. Nella versione Moore, Bond la indossa molte volte, soprattutto in contesto esotico ed estivo. Non c’è mai una buona ragione per essere vestiti in modo non adeguato. Ma è così che l’attore vedeva il personaggio, più che un sicario, un avventuriero. La sua arma migliore era l’ironia e il sigaro Montecristo, che per contratto, non doveva mai mancare nel suo camerino.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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