Per alcuni è stato il miglior Bond di sempre, ma diversamente da 007, Moore è stato bullizzato da alcune delle sue donne.
Trovare un punto d’incontro su chi sia il miglior James Bond è come discutere del sesso degli angeli, ognuno ha la sua versione e tenderà a portarla avanti con dovizia di dettagli e prove a supporto.

Sean Connery parte avvantaggiato perché è il primo e quindi tutti i successivi Bond hanno dovuto misurarsi con lui. A Fleming non piaceva particolarmente, pare che l’autore avesse in mente Richard Todd, mentre i produttori avrebbero voluto Cary Grant, che però, per questioni anagrafiche era un po’ fuori tempo massimo.
Altri riescono a trovare punte di eccellenza in George Lazenby e Timothy Dalton, altri amano l’ironia di Pierce Brosnan e, i più giovani, l’aria truce e l’atteggiamento muscolare di Daniel Craig, a cui si unisce una virata verso il sentimento e il buonismo. Personalmente ritengo che l’ultimo film di Bond sia, come diceva l’immenso Fantozzi, una ca*ata pazzesca oltre che un polpettone mortalmente noioso, ma sono opinioni, ognuno ha le sue.
Roger Moore
Roger Moore ha raccolto il testimone bollente mollatogli da Sean Connery, dopo il fallito tentativo di George Lazenby.

L’unico modo per riuscire a far dimenticare Connery o quantomeno farsi accettare dai Bond-addicted era quello di cambiare totalmente il carattere del personaggio. Del resto, quando Moore è entrato nella saga aveva quarantacinque anni e il suo punto di forza erano gli outfit, l’humor britannico e la mitica alzata di sopracciglio.
Non era nuovo a ruoli d’azione ed era conosciuto al grande pubblico grazie a fortunate serie televisive, come The Saint (Il Santo) e The Persuaders (Attenti a quei due). In particolare, nel ruolo di Sir Brett Sinclair in The Persuaders, aveva sperimentato quello che sarebbe stato il carattere del suo Bond. Per chi non lo ricordasse, in quel serial il futuro 007 disegnava i suoi abiti, “vizio” che in parte mantenne anche per la spia al servizio di Sua Maestà.
Molto meno “fisico” rispetto a Connery e poco amante delle armi, Roger Moore conquistò il pubblico.
Le Bond-mogli
Ben lontano dall’essere un “farfallone” come 007, Roger Moore ha portato all’altare ben quattro mogli. E non è stata una passeggiata, soprattutto con le prime due, come lui stesso confessò in un’intervista televisiva.
La sua prima moglie, Doorn Van Steyn, impalmata quando lui aveva appena diciannove anni, aveva un carattere alquanto aggressivo. Doorn era una pattinatrice divorziata con figlio quando i due si incontrarono.
Dal punto di vista emotivo era lei la parte dominante, più adulta e con maggiore esperienza era un faro per il giovane Roger. L’attore aveva un ottimo rapporto con il figlio della donna, come ha ammesso lui stesso.
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Ma le cose non funzionarono, Doorn non credeva nella possibilità di Moore di diventare attore e non mancava di dirglielo, lo picchiava e lo graffiava. Un giorno, mentre lui era in piscina, praticamente in mutande, lei gli lanciò una teiera. Roger decise che era finita, ma lei gli aveva messo tutti i vestiti nella vasca. Moore dovette aspettare che qualcosa si asciugasse per vestirsi e andare via.
Con la seconda moglie non andò molto diversamente. Dorothy Squires era una cantante ed aveva dodici anni più di Roger. Carattere sanguigno anche Dorothy, non mancò di maltrattare il povero Moore, soprattutto quando venne a conoscenza delle sue infedeltà. L’ex 007 ha ricordato due episodi in particolare. Una volta, lei stava urlando contro di lui per qualche motivo e Moore, per evitare il confronto diretto si era messo a suonare la chitarra. Chitarra che dopo qualche minuto gli fu strappata dalle mani e suonata in testa.
L’altro episodio risale a quando Roger aveva già cominciato la relazione con la sua terza moglie, l’italiana Luisa Mattioli.
I due si erano conosciuti nel 1961 sul set, ma riuscirono a sposarsi solo nel 1969, quando finalmente Dorothy concesse il divorzio. Squires, quando la relazione tra Mattioli e Moore era ancora clandestina, li rintracciò e lanciò un mattone contro la finestra della casa nella quale si trovavano, infrangendola. Dopo di che introdusse il braccio tra i vetri, ferendosi, per afferrare il marito per la camicia.
La polizia, arrivata per sedare gli animi, fece notare alla signora che stava sanguinando copiosamente. La sua risposta fu: ‘It’s my heart that’s bleeding’.
C’è da comprendere perché James Bond non si è mai sposato, versione Moore, obviously.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®
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