Prendiamo in prestito Marzullo per affermare che i film sono, a volte, sogni che aiutano a vivere. E certi abiti vestono perfettamente questi sogni.
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Ci sono diversi modi di concepire il cinema. I film possono essere di evasione, denuncia, commedie, d’azione o opere d’arte.

Ognuno ha la possibilitร di scegliere quello che in un dato momento si avvicina al suo personale sentire.
Per forza o per amore?
Si puรฒ decidere, come con i libri, di piantarlo a metร se non ci piace, ci fa sentire a disagio o semplicemente ci annoia. Bisognerebbe essere forti abbastanza da dire che ci si รจ addormentati durante un Fellini o un Wim Wenders e che ci si รจ divertiti da morire guardando Fantozzi o chi per lui.
Io ho fatto pace con le mie aspirazioni intellettuali o intellettualistiche che dir si voglia. Al terzo sbadiglio, film finito. Se dopo trenta pagine di un libro mi viene il male a pensare di arrivare alla fine pianto, lรฌ. Non l’ha ordinato il medico. Non tutto ciรฒ che รจ culturalmente rilevante riesce ad affascinare e le cose fatte per forza, per dovere o per far vedere, raramente lasciano traccia.
Roba da film
I film dovrebbero lasciarci qualcosa e/o affascinarci. A questo sforzo contribuiscono (oltre a plot, sceneggiatura e ai fondamentali) in ordine sparso location, atmosfere e, non ultimi, i costumi, gli abiti indossati dai protagonisti.

Qui su Boomerissimo abbiamo parlato del fascino e dell’eleganza di alcuni personaggi, un paio di James Bond ad esempio, con stili anche parecchio diversi.
Ma quando si parla di abiti non si puรฒ non parlare dell’universo femminile. Siamo onesti, il guardaroba maschile รจ (o perlomeno รจ stato) molto piรน limitato, anche se, personalmente, di fronte a certe innovazioni nella gamma dell’indossabile maschile resto un po’ perplessa, ma io, come giร affermato, sono antica.
Gli abiti da film poi, meritano un’attenzione particolare. Ci sono momenti di una pellicola che sono illuminati da un abito, lo fissano nella memoria, per sempre. Un’attrice, un abito, un momento.
Ognuno avrร in mente i suoi, naturalmente. Io ne ho scelti tre. Tre che trovo straordinari, non solo perchรฉ fantastici come oggetto da indossare, ma perchรฉ si sono legati al personaggio e l’hanno arricchito di charme.
Non mi piacciono le classifiche, le valutazioni, per cui l’ordine sarร solo temporale.
Audrey Hepburn e l’abito nero di Colazione da Tiffany
Essenza di eleganza, allure e sprechiamole tutte le parole per l’incedere naturale di Audrey Hepburn in quell’impossibile abito nero. Impossibile per camminare e impossibile da portare con la sua nonchalance, per le comuni mortali.

Disegnato da Hubert de Givenchy, smanicato in satin, lascia scoperte le spalle ed รจ corredato da lunghi guanti, viene completato da una collana importante a piรน giri di perle e da una spilla tra i capelli. Creato in tre esemplari, uno per Audrey, uno che รจ rimasto nella casa di moda ed uno attualmente esposto al museo del costume di Madrid.
Chi non ha sognato di indossarlo? Ma per ottenere lo stesso effetto bisogna avere il personale della Hepburn, che era alta un metro e settanta e non raggiunse mai i 50 kg di peso
Julia Roberts e l’abito rosso di Pretty Woman
Facendo un gran salto temporale arriviamo al 1990 e al film che ha consacrato Julia Roberts come star e come modello per milioni di ragazze. La storia della prostituta diventata Cenerentola continua a raccogliere pubblico ad ogni passaggio televisivo.
La storia รจ quella che รจ, ma sono gli attori che sono riusciti a farne un evergreen. Vivian non riesce neanche per un attimo ad essere volgare nonostante il suo sia il mestiere piรน antico del mondo. Ma il momento rivelatore in cui l’anatroccolo diventa cigno รจ quello in cui indossa l’abito rosso per andare all’opera. L’abito, seppur ispirato a Valentino, รจ una creazione della costumista del film, Marilyn Vance.
La produzione voleva un abito nero, ma Vance pensava che il rosso avrebbe avuto un impatto straordinario. Il vestito ha uno scollo bardot e mette in evidenza il punto vita. Osare il rosso era una scommessa. L’ensemble doveva risultare misurato per risultare sensuale, ma non eccessivo. Creato in tre tonalitร di rosso, dopo molte prove, fu scelta la nuance che meglio si accordava con l’incarnato e i capelli di Julia.
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E se avete voglia di farvi stupire da Edward con la parure di rubini e brillanti, ricordate che il rosso puรฒ fare effetto Babbo Natale, pancione compreso.
L’abito viola di Vesper Lynd in Casino Royale
La pellicola del 2006 ha inaugurato la versione Daniel Craig della spia con licenza di uccidere. Protagonista femminile nel ruolo di Vesper Lynd รจ Eva Green. Molto piรน di una Bond girl, perchรฉ il buon Jimmy perde la testa per lei.
Indimenticabile (iconico direbbero i tabloid) il momento in cui Vesper fa il suo ingresso nella sala in cui si gioca la partita con Le Chiffre. L’abito รจ stato scelto dallo stesso Bond e dovrebbe distrarre i giocatori dalle carte, ma il primo che perde, per un attimo, la bussola รจ proprio lui, l’agente doppio zero.
E anche qui la scelta del colore la fa da padrone. Si tratta di un abito di un viola cupo di Roberto Cavalli, con una profonda scollatura ed effetto seconda pelle. Il viola รจ un colore di cattivo auspicio per il mondo dello spettacolo, ma qui ha sortito l’effetto contrario. Il film รจ stato uno dei piรน visti di quell’anno e con un incasso decisamente importante.
Tra viola, scollatura e aderenza, anche questo non รจ proprio semplicissimo da indossare.
Il mio preferito รจ…no, non lo dico. Ma il vostro? Il sondaggio รจ d’obbligo.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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