Mentre aspettiamo che venga dato un volto al nuovo Bond, ripercorriamo la storia degli animali della saga. Non sempre è stata a lieto fine.
Il buon vecchio Jimmy si fa attendere. Dopo la dipartita del monoespressivo Daniel Craig, il quale ci ha tenuto a lasciarci con un colpo di scena assurdo (inguardabile, aggiungerei), il mondo freme e teme l’arrivo del nuovo interprete della saga.

Tutti vogliamo sapere chi sarà il nuovo e tutti, ugualmente, saremo pronti a criticare la scelta. Non sarà mai come Sean, Roger, Pierce, Timothy e Daniel (negli ultimi due casi per fortuna), ma è evidente che non si possa accontentare tutti.
Jimmy non se la passa troppo bene di questi tempi. Nell’onda del revisionismo totale alla ricerca assurda del politicamente corretto, Bond rischia di essere cassato o di diventare vegano, astemio e guidare una Prius ibrida. Eh no. Lasciateci i sogni e la fantasia. In fin dei conti la spia al servizio di Sua Maestà è figlio del passato, attualizzare va bene, ma stravolgerlo non avrebbe senso. Meglio mandarlo in pensione o seppellirlo con la sua Aston Martin.
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Chissà cosa penserebbe Ian Fleming a vedere la sua creatura completamente stravolta… Ma nulla si salva dall’assolutismo dell’ipercorrettismo, non Biancaneve, non Via col vento, non i libri di Roald Dahl. Una dittatura violenta e falsamente libertaria ci opprime.
Ci tocca pure questa.
Fedeli all’originale
Noi rimarremo fedeli all’originale, semper fidelis, a quella spia molto sopra le righe, elegante in ogni occasione, che per essere un uomo che deve agire nell’ombra si presenta sempre con cognome e nome, che ha una donna per ogni avventura. Del resto non è colpa sua, è stato disegnato così. Siamo noi che leggiamo e guardiamo a dover fare la tara, prenderlo per quello che è, un fumettone, un divertissement, a tratti più noir, ma ben lontano dalla realtà.

E con questo spirito possiamo guardare le sue imprese senza offenderci o, se la cosa ci disturba, non leggerlo e non guardare i film.
Bond girls e Bond pets
I film dell’agente doppio zero (come la farina) sono stati a lungo popolari per le splendide attrici che vi hanno preso parte. Da semplice elemento di contorno, fino a quelle con ruoli più strutturati, costituiscono un elemento importante del successo della saga. Fare un elenco completo non è possibile, ma è comunque piacevole ricordarne qualcuna: Ursula Andress, Sophie Marceau, Jane Seymour, Barbara Bach, Halle Berry, Grace Jones, Léa Seydoux e le italiane Monica Bellucci e Maria Grazia Cucinotta.
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Ma non solo di belle donne sono popolati i film di 007, ma anche di animali, i quali, al pari delle donne che incappano nel bel Jimmy, vanno incontro talvolta ad una sorte avversa.
Una breve carrellata? Ma sì, proviamo.

Il primo da citare è sicuramente il gatto bianco di Blofeld, personaggio ricorrente nella saga. Da tutti indicato come persiano, potrebbe in realtà non essere tale. Secondo alcune fonti sarebbe un angora turco. Ad ogni modo è apprezzabile la calma olimpica del felino in braccio al suo malvagio padrone. Inutile dire che Bond è un abile cavaliere, come dimostra in A view to a kill, ma ha anche viaggiato a dorso d’elefante e combattuto con tigri.
Si è salvato dai coccodrilli camminandoci sopra e dai serpenti dandogli fuoco. Insomma, decisamente uno da segnalare alle associazioni di protezione degli animali.
Ma con gli squali ha un rapporto decisamente complesso. Non solo gli è toccato avere a che fare con quelli pinnati, ma anche con quelli dotati di una dentatura d’acciaio. Come dimenticare i combattimenti tra Roger Moore/Bond e Richard Kiel/Squalo in Moonraker e The Spy Who Loved Me?

Il gigantesco attore (2.18 m) ha spesso ricordato come la protesi metallica fosse particolarmente scomoda. La indossava solo per pochi minuti, il tempo necessario per l’inquadratura. Kiel non aveva molte batture nei film, anzi a dir la verità ne ha pronunciata una sola: “Well, here’s to us”, aprendo una bottiglia di champagne, ovviamente con i denti.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it


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