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Sinatra e McCartney

Paul McCartney vs. Sinatra: un suicidio annunciato

Le collaborazioni tra artisti sono una consuetudine, ma sono quelle mancate che fanno notizia

Ormai, musicalmente parlando, le collaborazioni, i duetti, i โ€œfeaturingโ€ nella musica sono abbastanza normali. Una sorta di โ€œlโ€™unione fa la forzaโ€ ed anche il fatturato, per dirla alla maniera dellโ€™imbruttito.

Sinatra e McCartney
Paul e Frank, quella canzone no – Boomerissimo.it

Che sia una scelta artistica, la voglia di artisti di dar vita a qualcosa di diverso ci puรฒ anche stare, altre volte lโ€™operazione di cassetta, un modo per rinvigorire una carriera ed avere visibilitร  รจ fin troppo evidente.

Duetti e collaborazioni eccellenti

Ovviamente non per tutti รจ cosรฌ. Frank Sinatra e Paul McCartney, due che non devono dimostrare nulla a nessuno, hanno ospitato e sono stati a loro volta ospiti di artisti loro pari.

I miei coevi ricorderanno lโ€™ex Beatle cantare Ebony and Ivory con Stevie Wonder o Say, say, say con Michael Jackson, ma le sue collaborazioni sono innumerevoli. Tra le centinaia di canzoni che ha scritto, molte sono state anche โ€œregalateโ€ ad altri artisti.

Paul e Michael – Boomerissimo.it

Anche Frank si รจ prestato a cantare con altri. Sappiamo che Sinatra era un tipo piuttosto esigente e se cantava con qualcuno, questo qualcuno doveva essere alla sua altezza, se non addirittura superiore. Ha cantato con i suoi compari del Rat Pack, con Tony Bennett, ma lโ€™unica che gli faceva tremare le vene dei polsi era Ella Fitzgerald, cantare con Lady Ella era unโ€™impresa anche per una voce come la sua e per il suo ego.

In etร  da pensione, negli anni Novanta, Olโ€™Blue Eyes si cimentรฒ in un paio di album fatti solo di duetti, in cui rispolverava il suo catalogo, cantando con altri artisti, giovani e meno giovani.  Nomi di grande fama e indubbio richiamo si unirono a lui in questa impresa, tra cui Natalie Cole, Charles Aznavour, Barbra Streisand, Aretha Franklin, Luis Miguel, Jobim, Julio Iglesias, Carly Simon e Bono.

Ella e Frank – Boomerissimo.it

Lโ€™inghippo di tutta questa operazione รจ che ognuno registrรฒ la sua parte in solitaria e poi le voci vennero assemblate in post produzione. La spiegazione ufficiale era lโ€™impossibilitร  di riunire tutti questi grandi nomi in date certe e vincolate, ma la piรน probabile รจ che Sinatra non volesse aver nessuno intorno. Aveva quasi ottantโ€™anni allโ€™epoca, la sua voce non era piรน limpida e cristallina, che sia stato per quel sentimento diffuso negli anziani di irritarsi quando cโ€™รจ troppa gente (diventiamo tutti un poโ€™ grumpy) o forse per mostrare a costoro che, nonostante tutto, โ€œio sono io e voi non siete unโ€ฆโ€, questo non lo sapremo mai. Di alcuni suoi compagni di avventura, si disse, Sinatra non sapeva neanche chi fossero.

Sinatra – McCartney: la collaborazione mancata

Frank รจ stato un grandissimo interprete, ma non scriveva le sue canzoni. Certo non sono mancati i compositori desiderosi di scrivere per lui, ivi compreso un ragazzo di Liverpool di nome Paul McCartney.

La storia inizia nel 1956, quando un giovane McCartney, ispirato dalla musica di Sinatra, che idolatrava, compose una canzone dal titolo Suicide. A 14 anni, McCartney era fermamente convinto che Sinatra rappresentasse lโ€™apice della musica, il โ€œmassimo a cui si potesse aspirare.โ€ Compose la canzone avendo in mente le esibizioni del Rat Pack, con stacchi orchestrali drammatici e testi ironici. Mentre Sinatra cantava dโ€™amore e cuori infranti, lโ€™immaginazione adolescenziale di McCartney si spingeva verso qualcosa di piรน oscuro: una metafora sulla dipendenza emotiva.

Quella canzone rimase nel cassetto a lungo, uscendo di tanto in tanto solo in sessioni informali.

Negli anni Settanta, Paul, ormai leggenda egli stesso, ricevette una telefonata, quella che aveva atteso per anni. Frank Sinatra in persona, anzi in voce, voleva parlare con lui.

Sinatra McCartney
La telefonata – Boomerissimo.it

Sinatra aveva sentito parlare del talento compositivo di questo ragazzotto e voleva sapere se potesse scrivere una canzone per lui. La leggenda della musica era improvvisamente ritornato il ragazzino fan di Sinatra, era un sogno che si avverava, lโ€™occasione di scrivere per il suo idolo. Senza esitazione, gli offrรฌ quella canzone che nel lontano 1956, ancora adolescente, aveva scritto per lui: Suicide. Era certo che fosse perfetta per lo stile sofisticato di Sinatra.

McCartney gli inviรฒ un demo, ma la risposta non fu quella che aveva agognato. Tuttโ€™altro che entusiasta. Sinatra, pensรฒ che quella composizione fosse uno scherzo. โ€œQuesto tizio sta scherzando?โ€ avrebbe detto, confuso dal titolo e dal testo. Il re dei crooner, indignato. la rifiutรฒ.

Il testo era questo:

If when she tries to run away
And he calls her back, she comes
If there’s a next time, he’s okay
‘Cause she’s under both his thumbs

She limp along to his side
Singing a song of ruin, I’d
Bet he says nothin’ doin’
I’d call it suicide

Ruin, I’d, ruin, I’d
Suicide, suicide

Liriche che Sinatra non ritenne adatte nรฉ a lui nรฉ a nessun altro. Il testo che narrava della dipendenza emotiva in una relazione tossica era lontana dalla poetica sinatriana.

Sinatra e McCartney, una telefonata difficile – Boomerissimo.it

Anni dopo, McCartney ammise che forse Suicide non era proprio il suo capolavoro. โ€œRipensandoci ora sono abbastanza sollevato che lโ€™abbia rifiutata,โ€ disse ridendo. โ€œNon era una bella canzone; era solo un pensiero da adolescente.โ€  Col senno di poi, aggiunse, forse avrebbe potuto modificarla leggermente prima di inviarla a Frank.

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Resta un pezzo poco conosciuto. Un frammento della canzone appare nellโ€™ album solista del 1970 McCartney, nascosto alla fine di Glasses. Il brano completo fu pubblicato nella raccolta McCartney Archive Collection solo nel 2011.

The Voice si consolรฒ cantando, alla sua maniera, alcune canzoni dei Beatles. La sua preferita era Something, scritta da George Harrison.

La considerava “una delle migliori canzoni d’amore mai scritte negli ultimi 50 o 100 anni” e la introdusse spesso con questa frase durante i suoi concerti. La inserรฌ nel suo album Frank Sinatra’s Greatest Hits, Vol. 2 del 1972, trasformandola in uno standard jazz e divenne un punto fermo delle sue esibizioni dal vivo.Forse se McCartney gli avesse inviato When Iโ€™m Sixty-Four invece di Suicide, la storia avrebbe preso una piega diversa.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ยฎ 

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