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Dottor Satana, il fumo

Dr. Satana, tradito dal fumo: la Parigi nazista e il suo serial killer

Nell’orrore della Parigi occupata dai nazisti c’è un piccolo Satana che crea il suo inferno personale. A tradirlo sarà il fumo che non smette di produrre.

Qui su Boomerissimo trattiamo ogni tanto di serial killer e di mostri. Siamo gente che cerca. E come si può cercare nella bellezza o magari nella spiritualità il senso della nostra presenza nel mondo (ammesso che ci sia), a volte è necessario guardare in basso, verso l’abisso che l’uomo porta dentro di sé.

Dottor Satana, il fumo
Petiot e il fumo, l’arresto – Boomerissimo.it

E qui nasce una domanda. È più profondo il male che l’uomo in quanto tale nasconde al suo interno, oppure sono i regimi, le grandi tragedie storiche, i massacri di massa a rappresentare il peggio che l’umanità sia in grado di offrire?

Orrore nell’orrore

Il caso di Marcel Petiot, il “Dottor Satana” ha almeno il pregio di riconciliare questi due aspetti dell’orrore e farli marciare in perfetta sincronia. In un certo senso è un personaggio che mette d’accordo due estremi, perché li contiene tutti.

Dottor Satana, il fumo
(1) Spioncino che permette al dottor Petiot di vedere le sue vittime nella stanza adiacente (2) L’ingresso della casa del Dott Petiot – Fonds et collections du Musée et des Archives de la Préfecture – Boomerissimo.it

È un serial killer efferato come pochi ce ne sono stati, e la sua attività non sarebbe stata possibile senza un orrore ancora più grande, quello del regime nazista, che aveva trasformato Parigi in un circo grottesco e micidiale, dove le danze, la vita notturna apparivano continuare nella piena normalità, mentre SS e Gestapo rastrellavano la città, trasformandola in una stazione di partenza per i campi di sterminio. 

Alla fine della guerra, soltanto a Parigi, le vittime della Shoah saranno circa 25mila, di cui 13mila arrestati in seguito al terrificante rastrellamento del velodromo d’Hivier. Prima tappa di un viaggio verso i lager in cui vite, famiglie, affetti verranno trasformati in fumo denso che sale dal camino dei crematori, che appesta col suo odore di morte la vita di vicini che non forse non sanno e di sicuro non vogliono sapere. 

È in questa cornice di terrore e di orrore che si può dispiegare un orrore numericamente più piccolo, che sconvolge però per la sua personalità. Non è un orrore industrializzato e meccanizzato, ma è l’opera di un uomo che ha deciso di sfruttare la paura, e la sua posizione di medico, per darsi un ruolo di salvatore. Che nasconde però un killer sadico, una malvagità decisamente personale.  Dietro il fumo di Auschwitz sale il fumo della sua casetta di Rue le Suer. Entrambi hanno lo stesso odore, l’odore che finisce per smascherarlo. 

Parigi, 1944

Nel marzo del 1944 Parigi è una città terrorizzata e spettrale. Stretta nella mostra dell’occupazione nazista, è ancora lontana dalla speranza della liberazione, che comincerà a concretizzarsi solo in giugno, con l’operazione militare più audace mai tentata nella storia.

Dottor Satana, il fumo
La cantina del dottor Marcel Petiot, dove venivano conservate le sue vittime prima di essere cremate – Fonds et collections du Musée et des Archives de la Préfecture – Boomerissimo.it

Le strade continuano a simulare una specie di vivacità ma sono percorse da soldati tedeschi in uniforme grigia. I cittadini si muovevano furtivi, cercando di sopravvivere in un mondo capovolto dalla guerra. Il razionamento del cibo, il coprifuoco e le retate sono la normalità quotidiana di una città dove si fugge e si muore con agghiacciante facilità.

Ma c’è qualcosa di strano, persino per quella sconvolgente normalità, in Rue le Sueur, una tranquilla strada residenziale nel 16° arrondissement. Da tempo i residenti non possono fare a meno di notare un fumo denso e maleodorante che esce dal camino del civico 21. All’inizio è un fastidio, uno dei tanti disagi della vita durante l’occupazione. La vita è strana, tutti si arrangiano in modi che non avrebbero mai immaginato. All’inizio si pensa che quel dottore, così rispettabile sia costretto a scaldarsi bruciando rifiuti, o carbone recuperato chissà dove e chissà di quale qualità.

Ma quel fumo denso, persistente, quell’odore nauseabondo raccontano una storia che i vicini non vogliono conoscere, ma con cui alla fine saranno costretti a fare conti.

Fumo e orrore

Quell’odore sembra carne bruciata, ed è un odore che chi ha vissuto la guerra e i suoi orrori. i corpi carbonizzati dalle granate, i compagni bruciati nelle trincee e nei carri, conosce fin troppo bene.  L’11 marzo 1944, un gruppo di residenti esasperati si unisce, si fa forza e chiama finalmente la polizia.

Dottor Satana, il fumo
Cumulo di ceneri umane al 21 di Rue de la Sueur – Fonds et collections du Musée et des Archives de la Préfecture – Boomerissimo.it

Gli agenti che arrivano al civico 21, trovano la porta chiusa e uno strano biglietto fiermato dal proprietario, il dottor Marcel Petiot, che annuncia la sua assenza per un mese.  Nel frattempo Il fumo continua a uscire dal camino e l’odore è insopportabile. Gli agenti temono un incendio, si rivolgono ai pompieri e insieme a loro fanno irruzione nella casa.  

La casa degli orrori, la fuga

Ciò che i pompieri e gli agenti trovarono all’interno della casa non è facilmente descrivibile a parole e supera i peggiori incubi. Nel seminterrato, un fuoco arde in una stufa a carbone, alimentato da resti umani. In varie stanze della casa, sacchi di tela contengono arti umani smembrati. In un armadio, teschi e ossa sono impilati come trofei. Nel cortile, fosse riempite di calce cercano di digerire decine di corpi in decomposizione.

Dottor Satana, il fumo
Il Commissario Massu col Giudice Berri – (Screenshot Youtube) – Journal France Actuelité, 1944) – Boomerissimo.it

È chiaro anche all’investigatore meno scaltro che la scena non quella di un incendio, né tantomeno di un incidente. È un omicidio di massa di dimensioni inimmaginabili. Inimmaginabile almeno per chi non ha ancora fatto i conti con gli orrori che si nascondono a est, dietro il filo spinato.

Per gli agenti è come entrare nell’anticamera dell’inferno, un mattatoio umano, con un macellaio che ne ha perso il controllo. Ma le cose diventeranno presto ancora più paradossali. 

Il dottore è fuggito, probabilmente allertato da qualche contatto dentro la polizia, forse addirittura un complice dei suoi crimini. Pian piano, l’esame dei corpi e l’identificazione delle vittime mette gli investigatori di fronte a una scoperta sconcertante, e di cui non è ben chiaro cosa fare in quella Parigi ancora pienamente nazista. Le vittime sono quasi tutti ebrei, le indagini raccontano di un paziente lavoro che Petiot ha compiuto in giro per Parigi, attirando nella sua rete i disperati che fuggono dalla deportazione, specialmente quelli che promettono una buona disponibilità economica. 

Il Dr. Satana vende loro la speranza della fuga verso la libertà, racconta di essere al centro di una rete che li porterà oltremare, in Argentina. E nel frattempo li spoglia, li disinfetta, li uccide con una “vaccinazione” letale, li smembra, li brucia. Una macchina di orrore e di avidità di cui finisce per perdere il controllo. 

L’eroe della Resistenza

La meccanica è chiara, ma Petiot è sparito. A dargli la caccia, a inseguire il suo filo di fumo è il commissario Georges-Victor Massu, veterano della polizia parigina. È un’operazione complicata prima di tutto dalla confusione amministrativa. C’è la Gestapo, che ha già indagato Petiot nel 1943, l’ha arrestato e torturato sospettandolo di fare sparire ebrei dalla Francia, ma senza scoprire come, tanto che Petiot torna tranquillamente a casa sua a tendere la sua rete. 

Quando la Gestapo fugge e Parigi viene liberata, il caos aumenta ancora di più, complicato dall’astuzia di Petiot, che nella latitanza assume l’identita di capitano partigiano, si unisce alle forze dell’interno, raggiunge ruoli di responsabilità, interroga prigionieri, collaborazionisti. A un certo punto indaga persino su se stesso.

Dottor Satana, tradito dal fumo – Boomerissimo.it

Mentre Massu lo cerca in tutta la Francia, Petiot non si è mai mosso da Parigi, e da lì continua a confondere le acque per ben otto mesi, finché viene riconosciuto per caso in una stazione della metropolitana di Parigi. 

Ha con sé una pisola, una forte somma di denaro in contanti che protegge la sua latitanza e numerosi documenti di identità falsi, che cambia continuamente.

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Ma ormai il fumo che ha creato si è diradato, la strada verso la ghigliottina è aperta, e straordinariamente chiara.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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