La storia del cinema è fatta di attori che hanno rifiutato un ruolo e si sono pentiti. E’ anche vero il contrario però.
Si fa un gran parlare della magia della settima arte, anche se al momento non gode di ottima salute.

Il grande schermo che si illuminava su un sogno nel buio di una sala ha lasciato il posto al divano di casa e alle piattaforme streaming.
Il cinema è quasi morto e anche il resto non si sente tanto bene?
Il cinema come se lo ricordano alcune persone ha fatto il suo tempo. Ci si vestiva bene per andare a vedere un film. Ti poteva anche capitare di restare in piedi perché i posti rimasti erano random e nel buio non si vedeva una beata. Se eri ragazzino andavi di pomeriggio, quando eri un po’ più cresciutello andavi la sera, alle otto o alle dieci, dipendeva dai tuoi programmi per la serata.

Oggi, con tutti gli abbonamenti alle piattaforme streaming, vestirsi per andare alla multisala dove ristagna un indegno odore di popcorn stantio e pizze surgelate rianimate sul momento non arride a chi il cinema l’ha vissuto come un avvenimento. Ti capitava anche di chiedere alla cassiera/cassiere/* com’era il film e ti veniva risposto anche con una recensione, forse non del tutto disinteressata, ma era un modo per avvicinarsi alla proiezione. Tra il primo e il secondo tempo c’era il trailer del prossimo film e la pubblicità locale, in fermo fotogramma di solito.
Oggi nessuno ha voglia di spendere altri dieci euro oltre all’abbonamento ai vari flix o alla nebulosa varia di piattaforme che ti chiedono soldi promettendo meraviglie, che puntualmente (anche questa è una promessa), non arrivano.
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Si resta a casa, guardando una serie, un film a spizzichi e bocconi, tanto la puoi interrompere e riprendere quando ti pare. Nel frattempo, vai in bagno, giochi con il cel, prepari da mangiare. Di magia ne è rimasta poca.
Questo film non lo voglio fare
Non c’era gran che magia dall’altra parte della barricata, tra i cosiddetti “addetti ai lavori”. Noi vediamo il prodotto finito, “visto e piaciuto” e non sappiamo del lavoro anche sordido che c’è dietro. Produttori che tirano sul prezzo e sui giorni da girare, registi che vogliono John Wayne per la loro opera incommensurabile e si trovano a girare con Paolino Paperino.

Di esempi anche noi di Boomerissimo ne abbiamo raccontati. Sergio Leone che si è trovato Clint Eastwood in mancanza di meglio, Harrison Ford ha costruito una carriera con un ruolo pensato per Tom Selleck, Bruce Willis che ha dovuto ringraziare Schwarzenegger e Mel Gibson che rifiutando gli hanno praticamente servito Die Hard su un piatto d’argento. Ma la lista è davvero lunga.
Poi esiste un’altra categoria di attori che sono stati praticamente costretti a fare film per i quali non si sentivano adatti o semplicemente ritenevano delle ca**te mortali. E perché farli allora? Semplice, se sei sotto contratto con qualcuno per un certo numero di film, quelli devi fare, oppure puoi pagare una penale che ti porterà a vivere da Beverly Hills a Skid Row. La scelta è pressoché obbligata.
Agli inizi degli anni Ottanta il giovane Val Kilmer, futuro Jim Morrison e Batman sul grande schermo, aveva al suo attivo un ruolo in Top Secret e come protagonista in Scuola di geni. Niente che lo avesse fatto comparire sulle copertine di Variety.
Nel 1986 il suo agente gli propose un ruolo in un film d’azione ad alta tensione drammatica. Unica pecca, non sarebbe stato il protagonista. Per quello il nome c’era già, Tom Cruise. Kilmer non aveva nessuna intenzione di accettare un ruolo di secondo piano per di più all’ombra di un altro giovane attore. Rifiutò, o perlomeno ci provò, come ha lui stesso ricordato nel suo libro autobiografico. Non gli piaceva la storia e non voleva il ruolo di Iceman Kazansky.
Il suo agente dell’epoca, che era anche quello di Cruise, non era disposto a mollare e lo costrinse, dall’alto del suo ruolo ad incontrare il regista Tony Scott.
Fu praticamente obbligato a sostenere il provino, ma non si arrese senza combattere. Fece quanto in suo potere per non farsi scegliere. Ma non ci fu nulla da fare, Scott volle proprio lui.
E quel ruolo tanto odiato, persino di secondo piano gli regalò una enorme visibilità e diventò una star.
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Le vie del Signore sono infinite chioserebbe qualcuno, ma anche le botte di c**o hanno il loro perché.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it


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