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Herbie Hancock Shelby Cobra

Una Cobra per Herbie Hancock: l’auto prodigio di un ragazzo prodigio

Herbie Hancock, un genio che ha frequentato tutte le musiche, solo in fatto di auto ha trovato una invidiabile stabilità. Guida da 60 anni la stessa auto sportiva che un venditore di auto ha provato a non vendergli. Un’auto che oggi gli invidiano tutti. 

Quando volete deprimervi con le realizzazioni della vostra carriera, è a personaggi come Herbie Hancock che dovete pensare. 

Herbie Hancock Shelby Cobra
Herbie Hancock e la sua Shelby Cobra – Boomerissimo.it

Nato in una famiglia di piccolissima borghesia nera di Chicago, figlio di due onesti lavoratori salariati, che amavano da morire la musica “colta”, il piccolo Herbie cominciò a prendere lezioni di piano all’età di 7 anni. 4 anni dopo, a 11 anni, suonava già con la Chicago Symphony Orchestra. Oggi, dopo aver inventato musica che tutti, anche i meno appassionati di jazz, conoscono; dopo avere suonato con qualunque star musicale del pianeta, forse, Herbie, ormai abbondantemente ultraottantenne, può considerarsi arrivato. Beato lui. Eppure c’era in famiglia qualcuno di anche più bravo. Si dice che il vero genio musicale fosse la sorella più grande Jean, che suonava la chitarra e sarebbe diventata autrice di canzoni di successo. Insomma, una famigliola come tante. 

Herbie Hancock e le macchine: poche idee ma chiarissime

Il giovane Herbie, occupato al college nella laurea in studi musicali (per sicurezza ne prese anche una in ingegneria) non aveva forse molto tempo da dedicare alle macchine. In tutt’altre faccende affaccendato, mentre i suoi coetanei si dedicavano alle corse su Hot Wheels che abbiamo amato nei film americani degli anni ‘50 e ‘60, lui se ne andava in giro con una vecchia Dodge: una ciabattona rugginosa che non sembrava il mezzo adatto per un futuro amante di auto sportive. O meglio, di auto sportiva, come vedremo

Herbie Hancock Shelby Cobra
Herbie Hancock, la Shelby Cobra e i Blue Note years – Boomerissimo.it

Agli inizi degli anni ‘60 la carriera del giovane musicista-ingegnere cominciò però a decollare seriamente, alla sua maniera. Dopo un rapido debutto da sideman, tutto il mondo del jazz che contava cominciò a parlare di lui. La Blue Note, l’etichetta più desiderata del momento gli fece un contratto. Lui incise il primo LP: “Takin’ Off”, che includeva il singolo “Watermelon Man”. Un pezzo che esplose oltre le classifiche del jazz, raggiunse quelle della pop music e resta a tutt’oggi uno dei pezzi che tutti saprebbero fischiettare, anche perché, trattato da deejay e hiphoppers, si continua a suonare dopo oltre 60 anni in locali e discoteche, con immutato successo.

Molto altro avrebbe continuato a combinare Hancock, il ragazzo prodigio che prodigio è restato mentre gli anni passavano. Ma alla verde età di 23 anni, Herbie si trovava già con un problema di incassi di diritti d’autore da gestire. Un problema bello grosso. La sua idea, non nuova per un ragazzo americano, ma tardiva per un giovanotto di 23 anni, fu comprarsi una macchina. Le sue idee erano chiare, ereditate dal padre (un uomo con i piedi per terra che lavorava come ispettore della carne nel più grande mercato di generi alimentari del mondo). La macchina giusta per uno che aveva qualche soldo in più da spendere era una Station Wagon. Una scelta razionale, forse un po’ ingegneristica, ma corretta per uno che aveva da poco formato la sua prima band e aveva un sogno: portarsela in giro tutta con la sua automobile. A complicare le cose sarebbe arrivato il suo amico e trombettista Lee Morgan, uno che guidava Jaguar e non aveva nessuna intenzione di farsi portare a zonzo in una Station Wagon. 

“Prova una Cobra: Carrol Shelby è un ragazzo che prende a calci nel culo le Ferrari”
–Lee Morgan

Herbie Hancock, il cliente numero 6 di Carrol Shelby

Lee Morgan, uomo all’ultima moda che amava i bei vestiti, la bella vita e le macchine veloci, aveva inevitabilmente messo gli occhi su quella che nel 1963 era la macchina più glamour del mondo.

Herbie Hancock e la sua Shelby Cobra CSX 2006, dopo 60 anni – Boomerissimo.it

La Shelby Cobra, un po’ come “Watermelon Man” aveva fatto rapidamente sensazione (senza però sfiorare i record di vendita del pezzo di Hancock). Si trattava di un riuscito incrocio tra passione inglese e muscolatura motoristica americana. Carroll Shelby, un pilota americano in pensione, vide l’opportunità di creare un’auto sportiva ad alte prestazioni combinando il telaio della AC Ace (un’oscura vetturetta inglese che non aveva ancora trovato fortuna) con un potente motore americano V8. Gli inglesi si dimostrarono immediatamente entusiasti, specialmente quando Shelby riuscì a convincere Ford che competere con la neonata Chevrolet Corvette era possibile. Ford fornì a Shelby il suo motore V8 da 260 pollici cubi (4,3 L), che fu installato nel primo prototipo, CSX2000, nel 1962. L’auto fu costruita in meno di otto ore e iniziò subito i test su strada, attirando l’attenzione di un buongustaio come Lee Morgan: anche lei era una ragazza prodigio. Hancock si lasciò convincere ad acquistare quella potente novità. Non altrettanto convinto era il rivenditore da cui il giovane pianista si recò, per acquistare il gioiello sportivo che gli era stato raccomandato,  La macchina era un investimento importante, che avrebbe dovuto fare felice qualunque venditore. Evidentemente il giovane Herbie non aveva la fisionomia del pilota, forse in un sussulto di coscienza l’uomo temette che il bolide avrebbe fatto la fine di quelli acquistati e malamente distrutti da Miles Davis. Fatto sta che per firmare il contratto ci volle del bello e del buono. Ma alla fine il jazzista-popstar se ne venne fuori con la sua Shelby Cobra: la numero 6 mai prodotta. A tutt’oggi è l’uomo che possiede una Cobra da più tempo, secondo soltanto a Carrol Shelby (che però è morto novantenne nel 2011). 

Il miglior investimento mai fatto

Quell’auto, a parte la vecchia Dodge da studente, è rimasta l’unica macchina che Herbie Hancock abbia mai posseduto. Al contrario di molte sportive capricciose e sempre guaste, quel felice incrocio angloamericano era semplice e robusto, con un motore potente ma dalla solidità invidiabile e un indistruttibile impianto elettrico, basato su un generatore Lucas dalle inconfondibili radici britanniche.

Uno dei mille remix di Watermelon Man – Boomerissimo.it

Herbie Hancock ha guidato la sua Cobra tutti i giorni, come se fosse un’utilitaria qualsiasi. Il contachilometri ha fatto il giro talmente tante volte che nessuno riesce più a calcolare quanti chilometri abbia percorso la macchina.  Oggi Hancock, dopo oltre sessant’anni di utilizzo continuato, medita di passare la Cobra a suo nipote. C’è una logica: a oltre ottant’anni, la sua carriera di pilota si avvicina alla inevitabile conclusione e sarebbe bello che l’auto restasse in famiglia. 

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Ignoriamo se il nipote sia un altro ragazzo dalle doti prodigiose, come capita frequentemente nella famiglia Hancock, o sia un ragazzo normale nel vero senso della parola. Forse uno che si accontenta di essere ingegnere, o banchiere o agente di borsa. Di prodigioso gli resterebbe comunque il nonno, e ovviamente la sua macchina. Il che tutto sommato non è poco. 

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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