Non era una scienziata, ma la pillola anticoncezionale è nata grazie a lei. Dietro c’è una storia incredibile che merita di essere raccontata. Ne farete quello che volete.
Ci sono cose che abbiamo dato per scontate per troppo tempo. Il risultato è prevedibile: nel mondo i diritti civili arretrano invece di avanzare, e spesso con la collaborazione di chi questi diritti li ha ricevuti e si suppone che voglia difenderli.

Molti di questi passi indietro avvengono perché, curiosamente, una specie di corto circuito logico dai risultati devastanti, ha scoperto la tolleranza, o forse anche peggio, il diritto all’integralismo. Si assiste con stupore e sgomento a una nuova forma di attivismo che marcia con entusiasmo insieme a chi opprime le donne, le bastona, le stupra e le costringe alla maternità forzata con benedizione religiosa. E per non lasciare nulla al caso, getta dai tetti e impicca gay e lesbiche, mentre femministe e attivisti LGBTQ+ sembrano del tutto ignari, e talvolta simpatizzano con questo genere di organizzazioni e regimi. Il mondo è decisamente cambiato da quando il diritto di essere liberi di procreare è stato conquistato, con tutti i tormenti morali del caso. Non è nostro compito decidere se sia cambiato per il verso giusto. Viviamo comunque nella speranza che una donna come Margaret Sanger Higgins, che si batté tutta la vita contro una società reazionaria ai limiti del grottesco, sarebbe stata meno suscettibile al fascino di certe sirene. Per dare al mondo la pillola anticoncezionale dovette emigrare più volte, sfidare condanne al carcere, prima di vincere una battaglia che ha davvero cambiato il mondo, solo pochi anni prima di morire.
La tragica storia di una madre
Margaret Higgins Sanger era irlandese, peggio era nata nell’Irlanda del 1879, in una società (quella sì) patriarcale e misogina. Era figlia di una madre che aveva vissuto nella sua carne la tragedia di un destino femminile oscuro, destinato alla riproduzione forzata e senza gioia. Anne Purcell Higgins, sopportò 18 gravidanze in 22 anni, dando alla luce 11 bambini vivi prima di morire all’età di 49 anni sfiancata nel fisico e stroncata da un tumore alla cervice. Margaret decise che non era questo il destino che le donne avrebbero dovuto subire. Che la maternità era una cosa bellissima, ma doveva e poteva essere responsabile. Introdusse il concetto rivoluzionario e insopportabile nella società del tempo di “controllo delle nascite”.
“Da bambina associavo la felicità alle famiglie piccole e l’infelicità alle famiglie numerose, dopo la mia esperienza personale e dopo aver visto le condizioni di vita dei poveri operai irlandesi che vivevano lungo il fiume a Corning”
–Margaret Higgins Sanger
Forse oggi possiamo discutere sul fatto che una famiglia numerosa sia necessariamente una disgrazia, ma è difficile non considerare che il tempo della Sanger era quello di famiglie povere che non erano in grado di assicurare un futuro ai loro figli, in una società doveva non esisteva nessuna protezione sociale, e dove l’ignoranza, la malattia e la morte si perpetuavano da una generazione all’altra come una maledizione. Le sue idee da sole erano sufficienti a renderla una pericolosa rivoluzionaria. E per questo dall’Irlanda dovette fuggire precipitosamente. In America, come infermiera, conobbe i drammi dell’aborto clandestino, le conseguenze di una piaga sociale che le donne pagavano con morti orribili. Si convinse che la strada era diffondere le informazioni e i metodi per il controllo delle nascite.
Il crimine della maternità responsabile
Ma il suo giornale che parlava di controllo delle nascite fu giudicato un’impresa criminale. Non solo non si poteva vendere al pubblico, era illegale anche distribuirlo per posta, in abbonamento.

La contraccezione era trattata alla pari della diffusione di “materiali osceni e immorali”. Eravamo già negli Stati Uniti del XX secolo, ma da lì la Sanger dovette fuggire un’altra volta, per evitare una condanna a cinque anni di carcere. Riparò in Inghilterra, sarebbe tornata negli Stati Uniti solo due anni dopo, quando caddero le accuse. E sarebbe tornata carica di preziosi oggetti di contrabbando, come i diaframmi, illegali e banditi in America. Uno dei primi strumenti a disposizione delle donne per limitare il rischio di gravidanze indesiderate. La Sanger, madre di tre figli, viveva una vita libera, all’altezza delle sue convinzioni. Ma sapeva che si doveva e poteva fare di più perché tutte le donne conquistassero la libertà di procreare quando lo desideravano, e non semplicemente quando accadeva. Si doveva fare di più, ma la scienza non era ancora all’altezza. Poco male, ci pensò lei che scienziata non era, raccogliendo fondi e finanziando ricerche per una nuova forma di contraccezione, questa volta orale. Una medicina di cui al tempo si poteva solo favoleggiare ma che divenne realtà quando alla fine degli anni ‘50 Margaret Sanger riuscì ad assicurarsi i finanziamenti di un’altra grande donna: Katharine McCormick. Insieme, i mezzi finanziari, la passione, e l’avanzamento delle conoscenze scientifiche produssero finalmente il miracolo. La prima pillola anticoncezionale fu approvata nel 1960 dalla Food and Drug administration. Si chiamava Enovid: sarebbe arrivata in Italia solo 11 anni dopo, dopo una lunga battaglia delle donne e del minuscolo Partito Radicale.
Com’è cambiata la vita delle donne
Non è esagerato dire che l’avvento della pillola ha restituito alle donne il diritto di vivere che prima non avevano mai avuto. Potevano pianificare una carriera, investire sulla propria educazione, senza il rischio che una gravidanza al momento sbagliato distruggesse tutto.

Se le donne hanno conquistato un ruolo ad ogni livello del mondo del lavoro è in grande parte a causa di quella minuscola pillola che le rese libere di concepire quando e come lo desideravano. Ed è stato merito di quella donna che per tutta la sua vita ha lottato contro tutto e contro tutti per realizzare questo diritto. Lottò letteralmente fino all’ultimo minuto della sua vita, perché solo nel 1965 la Corte Suprema americana rese invalide tutte le leggi che impedivano l’uso della pillola alle coppie sposate. Un diritto chesarebbe stato esteso a tutti, sposati e no, solo nel 1972. Margaret Sanger era morta sei anni prima, nel 1966. Ma aveva fatto in tempo di realizzare un sogno che avrebbe cambiato il destino delle donne per sempre. La mamma della pillola anticoncezionale ha lottato ogni giorno della sua vita per rendere possibile questo diritto, lo ha fatto con le unghie e con i denti, non solo per le donne, ma per un mondo più civile e più giusto per tutti. Se oggi qualcuno vuole tornare indietro, se nascondere volti e corpi sotto palandrane passa come una conquista anti “coloniale”, se la libertà sessuale viene sempre più considerata un pericolo e una minaccia, anche da alcune donne, è perché donne come Margaret Sanger hanno dato a tutti la possibilità di scegliere.
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Andare avanti o tornare indietro, è problema di altre generazioni. Hanno avuto la libertà, ne faranno quello che vorranno. Anche distruggerla, se credono, irridendo i “boomer” che l’hanno conquistata.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo©


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