Miss Marple ha avuto molti volti, ma il più amato è quello che Agatha Christie non sopportava
Difficile non aver incrociato nella propria vita un giallo di Agatha Christie.

Che sia grazie ad un tascabile o una trasposizione sullo schermo, Poirot e Miss Marple sono per tutti nomi noti.
Tanti volti per due detective
Vado a memoria. Poirot ha avuto, tra gli altri, i volti di Peter Ustinov, David Suchet e ultimo in ordine di tempo Kenneth Branagh.
Il Poirot di Ustinov è un uomo bonario, eccentrico e a tratti comico. Il suo detective è vanitoso, capriccioso, a volte scontroso, ma anche dotato di grande leggerezza e una vena di autoironia. Ustinov si prende la libertà di “umanizzare” molto il personaggio rispetto alla versione letteraria.
Il più fedele al testo è il Poirot di Suchet. L’attore ha creato il suo personaggio grazie allo studio maniacale dei dettagli. I gesti, l’accento, modo di camminare e persino il numero di cucchiaini di zucchero nel tè sono quelli che l’autrice ha descritto per Hercule. Suchet portava sempre con sé una lista di 93 particolarità di Poirot. L’attore ha esplorato anche i lati più malinconici del detective, la sua solitudine, la sua ossessione per l’ordine e la giustizia, mantenendo comunque un certo brio.
Branagh gli ha dato un taglio molto personale introducendo elementi inediti. Il Poirot di Branagh è più fisico, quasi action-hero, può usare una pistola anche se mantiene le ossessioni del personaggio.
Anche Miss Marple ha avuto tanti volti: Helen Hayes, Geraldine McEwan, Julia McKenzie ed anche, per una sola volta, Angela Lansbury. Personalmente la mia preferita però è Margaret Rutherford.
La Miss Marple di Margaret Rutherford
Margaret Rutherford era già un’attrice sulla settantina quando divenne famosa interpretando Miss Marple. Aveva iniziato a recitare a trentatrè anni negli anni Venti, ma la lunga militanza non le aveva dato la giusta popolarità.

Margaret aveva avuto una infanzia e gioventù a dir poco travagliata.
Suo padre aveva ucciso il nonno di Margaret, il reverendo Julius Benn, colpendolo con un vaso da notte, prima di tentare di tagliarsi la gola. La madre Florence, invece, si impiccò quando Margaret aveva appena tre anni. La piccola orfana fu tirata su dalla zia Bessie, la prima ad incoraggiarla a perseguire le sue inclinazioni artistiche.
L’attrice lottò tutta la vita contro la depressione. Era terrorizzata dall’idea di perdere la ragione come i suoi genitori. Il suo male richiese anche anche ricoveri in ospedali psichiatrici che furono tenuti nascosti alla stampa.
Margaret interpretò Miss Marple in quattro film diretti da George Pollock: Assassinio sul treno (1961), Assassinio al galoppatoio (1963), Assassinio sul palcoscenico (1964) e Assassinio a bordo (1964). E’ interessante notare che gli sceneggiatori adattarono i romanzi di Poirot per Miss Marple e come l’ultimo film sia stato creato ex novo, non basandosi su alcuna opera dell’autrice.
Il rapporto con Agatha Christie
Quando nel 1961 uscì il primo film con Margaret Rutherford nei panni di Miss Marple, la reazione di Agatha Christie fu tutt’altro che entusiasta. La scrittrice rimase “horrified at what they had done to her creation” e non nascose il suo disappunto per quella che percepiva come una distorsione del suo personaggio. Christie aveva concepito Miss Marple come una figura “tall, thin, demure” – alta, magra e riservata – caratterizzata da “quietness and sharpness”.
Margaret Rutherford, al contrario, aveva creato una Miss Marple completamente diversa: “stout, bold and eccentric” – robusta, audace ed eccentrica, che si lanciava nelle avventure “with amusing gusto”.
L’attrice insistette per indossare i propri vestiti quando interpretava Miss Marple. Questa scelta, unita alla sua fisicità, creò una Miss Marple completamente diversa da quella letteraria. Fu inoltre creato un personaggio apposta per permettere a suo marito di essere del cast, l’inseparabile Stringer.
La disapprovazione di Christie era giustificata anche dal fatto che i film si prendevano enormi libertà con le sue trame: solo il primo era effettivamente basato su un romanzo di Miss Marple, mentre gli altri due adattavano storie di Poirot e l’ultimo era completamente originale.
La frustrazione della scrittrice crebbe man mano che la serie cinematografica si sviluppava. Non solo il personaggio era stato stravolto, ma i produttori della MGM a suo dire non avevano rispetto per il personaggio da lei creato.
Christie aveva sempre apprezzato l’attrice per i suoi ruoli teatrali. Era il lavoro come Miss Marple che la disturbava, non Margaret Rutherford come persona o come attrice.
Tuttavia, qualcosa cambiò quando le due donne ebbero modo di conoscersi personalmente. Il successo commerciale dei film non poteva essere ignorato e Christie iniziò a riconoscere il valore professionale di Margaret Rutherford e dell’apporto che aveva dato al personaggio.
Nel novembre 1962, quando Christie pubblicò “The Mirror Crack’d from Side to Side”, incluse una dedica che sarebbe diventata storica: “To Margaret Rutherford in admiration”. Questa dedica era il riconoscimento pubblico del rispetto che l’attrice si era conquistata.
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Margaret creò un archetipo della detective dilettante che influenzò l’immaginario collettivo. La sua Miss Marple divenne il modello di riferimento per molte produzioni successive, tanto che il titolo originale del primo film “Murder She Said” ispirò il titolo della serie TV “Murder, She Wrote” con Angela Lansbury. Il cerchio si era chiuso.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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