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Poirot

Poirot, bolide col trucco: l’Alfa Romeo più ricca del mondo

Da perfetto ed infallibile investigatore Hercule Poirot ha saputo ritrovare dei veri gioielli di automobile

Quando ero ragazzina avevo un’amica un po’ singolare. Eravamo adolescenti e lei indossava solo gonne lunghe scozzesi e in tweed, scarpe e borse rigorosamente marroni (borsa Gucci) e non aveva i nostri stessi interessi. Millantava frequentazioni altolocate e titolate e noi ci credevamo.

Poirot
Poirot, Hastings e l’Alfa Romeo – Boomerissimo.it

Non che non potesse essere vero, lei e suo padre erano quello che si potrebbe definire latifondisti. Avevano terreni a perdita d’occhio e vivevano di quello che ne ricavavano. Non credo che lei si sia mai sentita una ragazzina. Parlava dei prezzi del grano, portava solo orecchini a lobi ovviamente in oro ed era una fanatica di Agatha Christie. Leggeva solo quelli, quando andavamo alla Standa (c’era ancora) controllava sempre se ci fosse qualche titolo non ancora in suo possesso. Per inciso, anni dopo ho scoperto che, alla vigilia della sua laurea, la ragazza non aveva mai dato un esame. Ma è grazie a lei che ho conosciuto Hercule Poirot.

Poirot sullo schermo

L’investigatore belga è un personaggio ghiotto per il pubblico cinematografico e televisivo. L’idea per Poirot nacque durante la Prima guerra mondiale, quando Agatha Christie iniziò a scrivere The Mysterious Affair at Styles, mentre lavorava come infermiera e aveva contatti diretti con soldati e rifugiati belgi. Furono loro che le fecero venire in mente l’idea di un detective straniero in Inghilterra.​

Austin Trevor, il primo Poirot sullo schermo – Boomerissimo.it

Poirot diventò il suo personaggio più longevo: appare in 33 romanzi, oltre 50 racconti e alcune opere teatrali, dal 1920 fino al 1975, quando uscì postumo Sipario, l’ultima avventura di Poirot, dove Christie ne raccontò la morte.​ Il rapporto di Christie con l’investigatore belga, però, è stato ambivalente. Col tempo, arrivò a dichiarare di trovarlo insopportabile, definendolo un “egocentric creep”. Continuò a scrivere di lui perché il pubblico lo adorava. Miss Marple, introdotta nel 1930 con La morte nel villaggio, le era più congeniale. Christie dichiarò che non avrebbe mai fatto collaborare i due perché Poirot non avrebbe tollerato suggerimenti da una “anziana zitella”. Per lei Miss Marple rappresentava una forma di osservazione umana più sottile e, in un certo senso, più vicina alla propria sensibilità. Il personaggio di Hercule Poirot ha attraversato quasi un secolo di adattamenti cinematografici e televisivi, con interpretazioni che riflettono il gusto di ogni epoca. La prima incarnazione cinematografica fu Austin Trevor, che interpretò il belga in tre film britannici. Il suo era un approccio teatrale e poco fedele al personaggio originale. Dopo un lungo silenzio, Peter Ustinov divenne il volto di Poirot per il grande pubblico internazionale, con sei film TV e cinematografici caratterizzati da un’interpretazione bonaria e scanzonata, non filologica, ma apprezzata dal pubblico.​ La svolta arrivò con David Suchet, la cui interpretazione in 70 episodi per la  ITV è considerata la versione definitiva. Suchet lesse tutti i romanzi, creò un “dossier Poirot” di 93 pagine e incarnò per 25 anni ogni sfumatura del detective, dalla fissazione per l’ordine alla profonda fede cattolica. La sua dedizione fece di quella serie un capolavoro di fedeltà letteraria e design visivo Art Déco.​ Nel nuovo millennio, Alfred Molina interpretò un Poirot contemporaneo nel TV movie Murder on the Orient Express, mentre Kenneth Branagh ha lanciato la sua versione cinematografica con tre film caratterizzati da un Poirot più tormentato, stile blockbuster hollywoodiano. Fra le interpretazioni minori, c’è quella di Tony Randall in Poirot e il caso Amanda una parodia che l’autrice disprezzò.​

Le auto da sogno

In mancanza di qualcosa di nuovo ed interessante da vedere, Poirot con David Suchet rappresenta una garanzia. Non nego che un elemento del mio piacere è costituito dalla visione di macchine d’epoca meravigliose. Poirot non guida, non ama la velocità, è un altro il personaggio al volante di lussuose autovetture per cui nutre una reale passione, il capitano Hastings interpretato da Hugh Fraser. 

Poirot (David Suchet) e il capitano Hastings (Hugh Fraser) – Boomerissimo.it

Quinta stagione, quinto episodio, nella bruma sottile che sale dal mare di Bosham, una sagoma blu sbuca da una curva troppo stretta. Il capitano ha fra le mani qualcosa di completamente diverso. L’auto scatta in avanti come se avesse deciso da sola, il retrotreno scarta, Hugh Fraser sbianca. L’episodio in questione è La disavventura di un nobile italiano. Quell’“Eliso Freccia” inventata dagli sceneggiatori è in realtà una vera Alfa Romeo 8C 2900A Spider del 1936. Hastings tradisce brevemente la sua abituale Lagonda e si innamora di una sportiva italiana, la fittizia “Eliso Freccia”, appunto. La sequenza clou è il celebre inseguimento, dove l’Eliso insegue la Vauxhall Light Six del maggiordomo Graves.​ IMCDb identifica l’auto come Alfa Romeo 8C 2900A / 8C 2900 Spider, targa DLY 163, con carrozzeria Alfa Romeo e poi Touring, e rimanda a un approfondimento su Motor Sport. ​ Si tratta, per la precisione, di una Alfa Romeo 8C 2900 a passo corto (2.9 litri, 8 cilindri, doppio compressore), uno dei modelli più rari e preziosi del periodo prebellico.​ È stata restaurata e posseduta per molti anni da Simon Moore, lo storico autore del volume The Immortal 2.9 Alfa Romeo 8C 2900.​

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Per l’episodio, Moore presta la sua auto alla produzione, ma con una clausola chiara: nessuno poteva guidarla… salvo poi cedere quando il regista gli chiese di far partire Hugh Fraser per un’inquadratura di continuità. Fraser, abituato alla lenta Lagonda, diede troppo gas, la 8C partì a razzo verso un muro, e si fermò solo grazie a una frenata disperata. Alla fine l’attore scese bianco come un cencio, stupefatto di quanto potesse accelerare un’automobile degli anni 30.​ Per il finto incidente contro la Vauxhall, ovviamente la vera Alfa non fu danneggiata.Le due auto furono parcheggiate paraurti contro paraurti e poi allontanate. Il filmato, mandato al contrario, fu usato per  simulare l’urto. La Alfa ammaccata era in realtà un “mulo” costruito sul pianale di un maggiolino Volkswagen, con muso e passaruota copiati dalla 8C di Moore e poi martellati ad arte.​

Spider 2900 coachwork by Alfa Romeo
L’auto nell’episodio di Poirot (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it

L’Alfa Romeo 8C 2900A Spider che Hugh Fraser guida in Poirot è un capolavoro industriale che oggi vale probabilmente tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Per dare un’idea della rarità, basti pensare che nelle aste internazionali di alto livello, Gooding & Company, RM Sotheby’s a Pebble Beach, esemplari simili (sempre Spider o Berlinetta originali della famiglia 8C 2900) hanno toccato quotazioni tra 14 e quasi 20 milioni di dollari, con una 8C 2900B Lungo Spider aggiudicata a circa 14 milioni e una Berlinetta Touring oltre i 18.​  Ne rimangono pochissime. Le 8C 2900A “pure” da corsa‑stradale erano circa una decina al mondo: Alfa costruì circa 10 telai tra il 1935 e il 1936, gran parte pensati come vetture per la Mille Miglia, quelle famose carozzerie “Botticella”. Se allarghiamo lo sguardo all’intera famiglia 8C 2900 si parla di forse 30-40 vetture costruite in tutto, ma oggi ne sopravvivono circa una ventina. Significa che ogni singola 8C 2900 autentica è un unicum assoluto, con una propria storia di gare, proprietari e destini.​ Nata come arma da corsa pura, fu disegnata dall’ingegnere Vittorio Jano per conquistare le gare di durata più dure al mondo, la Mille Miglia soprattutto, ma anche le 24 Ore di Le Mans. La 2900A è tecnicamente una derivazione stradale delle Alfa da Grand Prix dell’epoca: motore a 8 cilindri in linea da 2,9 litri con doppio compressore volumetrico, oltre 220 cavalli, sospensioni indipendenti su quattro ruote. Le Spider come quella di Simon Moore erano ex vetture Scuderia Ferrari, che all’epoca gestiva ufficialmente le Alfa da corsa. Successivamente furono ricarrozzate per uso stradale. Erano auto pensate per clienti estremamente facoltosi che volevano il brivido di guidare su strada qualcosa di molto vicino alle macchine che vincevano la Mille Miglia. Quella guidata con terrore dal capitano Hastings è l’unico esemplare superstite con carrozzeria originale tra le Spider 2.9; auto restaurata, portata alla Mille Miglia storica e poi mostrata a Pebble Beach in livrea rosso/crema.​

Un’ Alfa Romeo col trucco per Hercule Poirot – Boomerissimo.it®

Simon Moore l’ha poi venduta ad un collezionista statunitense, che ha voluto rimanere anonimo. Non è possibile vederla dal vivo, ma se volete rifarvi gli occhi c’è sempre l’episodio di Poirot.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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