La fine drammatica di una storia magica. Le ragioni, le tensioni, gli sgarbi che hanno portato alla cancellazione. E la reazione dei protagonisti.
Per molti di noi “La Casa nella Prateria” è stata più di una serie tra le tante. È diventata una specie di seconda famiglia, e una tradizione da passare di generazione in generazione (spesso soprattutto di madre in figlia).

Come è stato possibile catturare in modo così intenso le passione e le speranze di tanti spettatori e spettatrici diversi, in tutto il mondo, e per così tanti anni? È importante notare che “La Casa nella Prateria” è, almeno a nostra conoscenza, l’unico show al mondo che dalla sua prima messa in onda non sia rimasto fuori programmazione nemmeno per un anno. Abbiamo provato a spiegare le ragioni di questo immenso successo, raccontando che cosa questa serie è stata per Michael Landon, quali passioni e quali speranze ci aveva messo dentro, con la sua proverbiale energia e con tutto il perfezionismo per cui era conosciuto in tutti gli studios. Michael Landon aveva con il suo pubblico un rapporto quasi telepatico, e la sua passione è diventata quasi inevitabilmente la passione più grande di una immensa famiglia che attraversa confini e decenni. La serie è infatti stata trasmessa per la prima volta il 30 marzo 1974 e ha concluso la sua programmazione originale il 21 marzo 1983. Nel corso della sua messa in onda, “La casa nella prateria” ha abbracciato nove stagioni e un totale di 204 episodi, insieme a diversi film speciali post-serie che hanno concluso le storie dei personaggi, dopo la fine dello show vero e proprio. Una fine che arrivò all’improvviso come una mazzata, sia per gli spettatori che per il cast. E specialmente per Melissa Gilbert, intorno a cui ruotava la nona stagione “Un nuovo inizio” si intitolava, e invece fu una drammatica fine.
Le prime otto stagioni
La Casa nella Prateria era partita come una serie rivelazione nel 1974. Un tuffo indietro nei sentimenti e nei valori di cui anni turbolenti come quelli avevano evidentemente un disperato bisogno. Le prime stagioni erano storie di lotta, per costruire una casa, coltivare la terra, diventare parte di una comunità grazie alla propria forza morale. Man mano che gli anni passavano e i bambini crescevano anche i temi diventarono più complessi e ricchi di conflitti: difficoltà economiche e persino dipendenza, razzismo, le sfide della disabilità.

La “Casa nella Prateria” si svolgeva nel passato ma affrontava con coraggio temi modernissimi, senza accontentarsi di uno sguardo nostalgico sui bei tempi andati. Anche questa capacità di interpretare le difficoltà quotidiane della sua grande famiglia mondiale ha aiutato la “Prateria” a durare nel tempo, continuando a mandare il suo messaggio.
La stagione fatale e la crisi di Melissa Gilbert
Dopo otto stagioni in cui la sua famiglia era cresciuta, Landon si trovò di fronte alla difficile scelta di passare a una nuova generazione. Laura era diventata grande, era ormai sposata con Almanzo. L’uomo che aveva creato la saga della famiglia Ingalls decise di fare un passo indietro sia dalla recitazione che dalla regia. Sarebbe rimasto una presenza rassicurante ma episodica in quella che era ormai la storia di una famiglia nuova. Al centro della scena c’era adesso Laura, la figlia che Charles Ingalls aveva cresciuto. Landon decise di lasciarla camminare senza la sua pressione alle spalle. Era sua la vita che avrebbe vissuto da ora in poi, e il pubblico doveva viverla con lei. Come talvolta succede, le cose non andarono a finire nel modo che i genitori speravano.
Le ragioni della fine
Contrariamente a quanto si è spesso scritto, anche nella nona stagione “Un nuovo inizio” gli ascolti continuarono a essere più che soddisfacenti. Ma qualcosa di estremamente corrosivo stava bollendo in pentola, e a mostrarlo erano i dati delle ricerche Nielsen. Gli stessi sondaggi che rivelano la popolarità dei prodotti che troviamo al supermercato, o il gradimento dei politici presso gli elettori.

Gli ascolti andavano bene, ma il gradimento cominciò a flettere. Senza Landon il pubblico aveva perso il suo centro di gravità, e non solo. Anni di conflitti, inevitabili quando a condurre la barca c’è un personaggio di carattere come Michael Landon cominciarono a farsi sentire. Il successo cominciava a smettere di essere quel collante potentissimo che mette tutti d’accordo. Gelosie, tensioni, dispetti tra la produzione e la rete televisiva NBC cominciarono ad affiorare. Michael Landon era ormai impegnato in nuovo show, NBC cominciava a guardare oltre. In mezzo era rimasta Melissa Gilbert e il suo “nuovo inizio”. Michael Landon e la rete TV non si parlavano praticamente più, ma in assenza di comunicazioni da parte dei vertici della rete e con i numeri che tenevano ancora, tutti pensavano che il futuro non fosse in discussione. Si sbagliavano.
Una tragica scoperta
Laura diventò sempre più nervosa e, come ha raccontato nella sua autobiografia “Prairie Tale” cominciò a tempestare di telefonate quello che ormai non era più il deus ex machina della serie, ma rimaneva un punto di riferimento per tutti, e l’uomo che parlava direttamente con i vertici della TV a cui aveva fatto guadagnare milioni di dollari.
Landon sentiva che le cose stavano sfuggendo definitivamente di mano. Il silenzio diventava minaccioso, ma continuò a rassicurare Melissa, dicendole che nessuno lo aveva chiamato per annunciargli la chiusura della serie. Erano le parole di un padre che, per una volta, allontanava il problema invece che affrontarlo di petto. Nessuno lo aveva chiamato, ma un giorno, passeggiando per i corridoi della NBC, Landon venne a sapere che la Prateria non era presente nella programmazione della prossima stagione, e dovette parlare con Melissa. Era la fine di un sogno, la saga di Walnut Grove non sarebbe passata alla generazione successiva. Per Melissa Gilbert fu una tragedia professionale e professionale. Dopo otto stagioni di successi, NBC non vedeva più in futuro nella serie. E forse non lo vedeva più nemmeno Landon, che richiesto di una spiegazione sulla fine della sua creatura più simbolica, raccontò quella che a tutti appariva una evidente, anche se amara, verità.
“Non pensavo che una donna sposata dovesse ancora chiedere consigli a suo padre. Quando abbiamo iniziato questo show, non avremmo mai immaginato che sarebbe durato così a lungo”.
–Michael Landon nel 1984
La storia non funzionava più. Melissa dovette prendere atto del suo terribile fallimento. Non era così, ma al mondo poteva anche apparire che fosse stata lei ad uccidere la serie.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link
La tragedia si era consumata, ormai era chiaro a tutti. Ma i vertici della rete continuarono a non chiamare Landon. Uno sgarbo che creò conseguenze durature, scatenando in Landon la decisione di reagire in un modo che il suo pubblico non avrebbe mai potuto dimenticare. Ve lo racconteremo in uno dei prossimi articoli di Boomerissimo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


Rispondi