Un varietà nuovo, un sistema nuovo e un “vecchio” che ha messo i puntini sulle i
Il varietà televisivo, quello classico con corpo di ballo, soubrette, ospiti ed “ecco a voi”, ha fatto il suo tempo. Ma prima che tirasse le cuoia, imbolsito, malato terminale, sostituito da osceni reality, ha conosciuto numerosi tentativi di rianimazione. Per un po’ si sono cercate soluzioni nuove, conduttori nuovi, carrambate o edizioni evento che si basassero su un nome.

Purtroppo non c’è stata la possibilità di trovargli una veste nuova, ha quindi dovuto cedere il posto al nuovo che avanzava. Formule più semplici, meno dispendiose e più adatte al cambiamento culturale.
Dopo Canzonissima, Fantastico
Il varietà televisivo del sabato sera in Italia comincia, in modo conclamato, con il Musichiere di Mario Riva, che poi è finito come abbiamo raccontato qui.
Seguirono gli anni gloriosi di Canzonissima con gli storici presentatori Corrado, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Walter Chiari, Mina e poi Studio Uno, Milleluci. L’altra serie fortunata e lunga è stata quella di Fantastico. Il primo è quello che ricordiamo tutti con Loretta Goggi, Beppe Grillo, Heather Parisi con Disco Bambina. Del secondo non ne ho memoria, ma gli annali mi dicono che era con Claudio Cecchetto, Walter Chiari, Oriella Dorella, Romina Power, Memo Remigi, Gigi Sabani, Heather Parisi. Una folla. Ricordo il successivo con Corrado, Raffaella Carrà, Gigi Sabani, Renato Zero e Viva la Rai. Anche il 4 non lo ricordo affatto e mi affido alle cronache del tempo. Protagonisti erano Gigi Proietti, Heather Parisi, Teresa De Sio. Poi cominciò l’era Baudo per il 5, 6 e 7. E arriviamo all’8. Celentano e i suoi silenzi.
Fantastico 8
Dopo l’ultima puntata di Fantastico 7, il presidente RAI Enrico Manca definì i programmi di Baudo con la frase che scatenò lo tsunami: “nazionalpopolari… e non è un complimento”. Baudo rispose in diretta, offeso, e poche settimane dopo fu la fuga delle stelle RAI. Raffaella Carrà Pippo Baudo ed Enrica Bonaccorti passarono alle reti di Berlusconi. La RAI perse i suoi tre volti più popolari in un mese.

Era necessario trovare idee e conduttore per la nuova edizione. Si pensò a Celentano. C’è una disputa su chi ebbe l’idea. Due e contrastanti sono le versioni. Secondo Mario Maffucci, allora capostruttura RAI, fu lui a proporre Celentano al direttore di Rai1 Emmanuele Milano: «Il direttore Emmanuele Milano mi convocò nel suo ufficio: “Che facciamo?”. Risposi “Prendiamo Celentano”. Serviva un personaggio carismatico come Baudo, ma fuori dallo schema televisivo. E in quel momento Adriano era campione di incassi. Il direttore generale Biagio Agnes osservò: “Ma non sa fare tv”. “Glielo insegno io”». Quindi secondo Maffucci lui propose l’idea che Biagio Agnes fece propria. Nel gennaio 2025, Lucrezia Agnes, figlia di Biagio, smentì pubblicamente Maffucci con una lettera al Corriere: «L’intuizione venne a mio padre, Biagio Agnes, il giorno stesso in cui Baudo annunciò il suo addio. Conosceva bene Celentano con cui c’erano incontri frequenti ad Asiago nel periodo di Natale. Tra loro si era instaurato un rapporto di stima e simpatia… Il capostruttura venne coinvolto soltanto in un secondo momento». Quello che è certo è che Celentano ebbe dalla RAI (soldi pubblici) tre miliardi di lire più un compenso il cui ammontare non è certo dallo sponsor Procter & Gamble. Da tenere presente, che tale emolumento cozzava non poco con il credo ecologista di Celentano. Negli anni ’80 e ’90, Procter & Gamble era uno dei principali bersagli delle campagne animaliste per la sperimentazione sugli animali. La PETA lanciò nel 1999 una campagna di boicottaggio contro P&G l’uso di animali per test sui prodotti, ma le proteste erano iniziate anni prima. Solo nel 1999 smise di testare sugli animali. A mia madre piaceva tanto Celentano e quindi eravamo costretti a vederlo. Io non riuscivo a guardarlo più del necessario (il tempo della cena) e poi tornavo alle mie occupazioni. Era nato evidentemente per fare polemica, si sa “male o bene, purché se ne parli”. Ad affiancare il “molleggiato”, in quel contesto silente, c’erano Heather Parisi, Marisa Laurito, Massimo Boldi e Maurizio Micheli. E che dio ci aiuti. L’edizione ebbe ascolti altissimi, ma fu molto criticata dagli addetti ai lavori per le lunghe e inesplicabili pause del conduttore e i suoi assurdi sermoni.
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Tra i momenti più controversi c’è la messa in onda di un filmato di Greenpeace sul massacro dei cuccioli di foca in Canada e quando invitò gli spettatori ad andare a votare per un referendum e scrivere sulla scheda: «La caccia è contro l’amore» (senza accento).

Celentano versione santone probabilmente non era stato informato che i referendum sulla caccia erano stati già dichiarati inammissibili e che scrivere qualsiasi cosa sulla scheda la rende nulla; è quindi una forma di istigazione a invalidare il voto.La RAI gli inflisse una multa di 200 milioni di lire e Celentano annunciò che avrebbe donato altri 200 milioni alla ricerca contro l’AIDS. Non esistono però prove documentate che la donazione sia stata effettivamente realizzata. La Procura di Roma aprì un procedimento per violazione della legge elettorale e turbativa del diritto di voto, coinvolgendo Celentano e due dirigenti RAI (Rossini e Maffucci).
In un’altra puntata, Celentano invitò i telespettatori a cambiare canale e andare su Canale 5. E ancora Adriano si spinse oltre e chiese alla folla televisiva, priva di discernimento, di spegnere il televisore per cinque minuti. Controllo delle masse in piena regola.
Albertone vs Adriano
Quando due artisti si incontrano se ne vedono delle belle. E’ il caso dell’ospitata di Alberto Sordi alla quarta puntata di Fantastico 8. Sfondo: Teatro delle Vittorie, Roma. Sordi arrivò come ospite per promuovere il suo ultimo film Un tassinaro a New York. Non era il primo e non sarà neanche l’ultimo. C’è sempre qualcuno con un film, un libro o uno spettacolo in uscita che va in giro a promuovere il suo artefatto. Marchetta contro presenza importante. Secondo la prassi televisiva, quando un ospite promuove un proprio prodotto (film, libro, disco), non viene pagato o riceve solo un gettone simbolico.
E’ la pubblicità il suo corrispettivo. Celentano accolse l’ospite con un allegro siparietto:
Celentano: “Perché sei venuto qui?”
Sordi: “Non indovini? Per vederti dal vivo… Per guardarti da vicino, rendermi conto de ‘sti silenzi che fai. Ma che so’? ‘Sti silenzi? ‘Ste riflessioni? A me me n’viti a nozze! A me non me va de fa’ niente!”
Celentano: “Tu sei interessato, sei venuto qui a pubblicizzare il tuo film…”
Sordi: “Lo dici proprio a me? E tu che prendi i miliardi dalla Rai pe’ fa’ i silenzi?” (segue applauso del pubblico)
Celentano (provando a ribattere): “Ma io…”
Sordi: “Io queste cose che fai tu le facevo già 40 anni fa!”
Celentano: “Oh ma tu sei strano…”
Sordi: “Ma perché, tu che sei normale?”
Sordi attaccò il “metodo Celentano”: lunghi silenzi, pause drammatiche, riflessioni interminabili che riempivano il tempo televisivo. Se è certo che Sordi fosse lì per un tornaconto in pubblicità, Celentano non era lì gratis. In fin dei conti se voleva Sordi come ospite “non promozionale”, bastava pagarlo, come era lui. Che fosse uno sketch improvvisato o pianificato non lo sappiamo, ma Sordi non si lasciò “mettere in saccoccia” da Adriano. Roma – Milano, 1 -0. E palla al centro.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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