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Il Ballo del qua qua

Il Ballo del Qua Qua: genealogia improbabile di un successo devastante

Non è una canzone, è un comando vocale ante-litteram. Parte Fantastico 2 e un Paese intero scopre che può “ballare” senza saper ballare

Tutti coloro che hanno avuto pargoli hanno cantato almeno una volta due canzoni, Il coccodrillo come fa e Il ballo del qua qua. Volenti o nolenti pur di accontentare il virgulto (o quanto meno tenerlo tranquillo per un po’) abbiamo acconsentito a ridurci a starnazzante pennuto.

Il Ballo del qua qua
Il ballo del qua qua – Boomerissimo.it®

Dobbiamo questo ineffabile dono a Fantastico 2 e alla voce amabile di Romina Power. Due starnazzi, un “qua qua” e un sorriso che arriva o prima ancora del ricordo. Il ballo del qua qua grazie alla televisione generalista, ha raggiunto lo status di “patrimonio immateriale”. Sperando che sia alienabile.

1981: Fantastico 2

In Italia esplose nel 1981 con Romina Power,a Fantastico 2, un contenitore che in quegli anni “unificava” il Paese nello stesso gesto, alla stessa ora, davanti allo stesso schermo. Che una canzone nasca lì, in quel punto di massima amplificazione, spiega perché non resti un singolo di stagione ma diventi un’abitudine culturale.

Il cast di Fantastico 2Boomerissimo.it®

Quell’anno lo show del sabato sera non aveva un solo conduttore, c’era una folla di personaggi a condurre il carrozzone, Walter Chiari, Heather Parisi, Romina Power, Memo Remigi, Gigi Sabani e Claudio Cecchetto. Una conduzione ad ampio spettro in modo che ogni spettatore trovasse il suo angolo. Al solito la mia memoria mi tradisce e ricordo poco, qualche alzata di gamba di Heather Parisi e…il ballo del qua qua. Dell’una non riuscivo a capire come diamine facesse a tenerla così su e rimanere sana, dell’altro come fosse possibile che una tale assurdità trovasse posto al sabato sera. 

Der Ententanz

Tutti noi, ignoranti, abbiamo spesso percepito la danza pennuta come italianissima. E invece no. Questo vertice di armonia è nato in Svizzera. Der Ententanz, questo il suo vero nome, fu composto dal fisarmonicista svizzero Werner Thomas nel 1957.

Der Ententanz e il suo creatore Boomerissimo.it®

Pare che l’idea di proporlo nello show collegato alla Lotteria Nazionale sia stato proprio di Mrs. Power, dopo aver visto la gente scatenarsi a una festa su una versione in spagnolo, El baile del pajarito. Ne esistono innumerevoli versioni in quasi ogni idioma conosciuto: nei paesi anglofoni diventa The Chicken Dance; in area francofona La Danse des canards, in Sveziadiventa Fågeldansen e in Finlandia, Tiputanssi. Il titolo varia nella natura dei volatili, anatra, uccelli o pulcini. Tanto tutti sbattono le ali.

Una fortuna discografica

Come è stato possibile che una canzone che sembra adatta solo ad una giostrina old style sia diventata così popolare? Quel che conta, in questi tormentoni, non è solo la musica, sono le istruzioni per l’uso. Un ballo imitativo, non difficile, è “democratico”. Non richiede abilità, non stile, non prevede figuracce definitive. Ti dà una scusa per muoverti male insieme agli altri.

Il 45 giri originaleBoomerissimo.it®

Non tutte le cover di Der Ententanz hanno avuto fortuna. Una delle ragioni per cui quella italiana si pianta nell’immaginario sono gli starnazzi collocati come firma all’inizio e alla fine. E’ una canzone “da fare” che ha avuto nella televisione il suo massimo amplificatore. Non serve che qualcuno ti spieghi come si balla, basta imitare. È un modello da villaggio turistico, serve solo partecipare. E quando la partecipazione è più importante della performance, la canzone non invecchia: si tramanda. Forse la sua fortuna è anche in come è stata costruita.

Il ballo del qua qua – Boomerissimo.it®

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Non paghi del successo televisivo fu anche fatto uscire come singolo. Il ballo del qua qua fu pubblicato nel 1981 versione 45 giri dalla Baby Records. Sul lato A c’era Il ballo del qua qua, sul lato B Paolino Maialino, già edito nel 1975, quindi scelto come mero riempitivo.​ Il brano scalò le classifiche. HitParadeItalia scrisse che Il ballo del qua qua aveva venduto in “due mesi scarsi” circa 400.000 copie.​ Rolling Stone Italia lo ha incluso tra i 20 singoli più venduti in Italia nel 1982. E scusate se è poco.La durata indicata sul disco è 2:52, nella lista crediti compaiono, oltre a Werner Thomas, Lorenzo Raggi come adattatore per la versione italiana. Il brano è breve, compatto, progettata per restare in testa, ideale per radio, tv, feste, un “ballo di gruppo”, una sorta di Hully Gully, che vive di iterazione più che di ascolto contemplativo. Perché se ti fermassi ad ascoltarla, potresti anche rinsavire.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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