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Fiorello Sanremo

1995, Fiorello a Sanremo: l’insostenibile pesantezza affondò gli 883

Un festival che poteva cambiare tutto e che forse lo fece. Una canzone leggera, diventata un mattone, cadde proprio sui piedi di Fiorello

Con Fiorello ho avuto qualche leggera frequentazione. Era nel pieno degli anni bui, inaugurati forse dalla storia che racconteremo in questo pezzo. Era un Fiorello in disgrazia e in disarmo, e solo per questo riuscimmo a permettercelo per uno spot di promozioni Citroën che doveva costare poco.

Fiorello Sanremo
Fiorello 1995, una strana performance a Sanremo – Boomerissimo.uit

Scoprii un ragazzo in gamba, un professionista serio, disponibile (anche se circondato da una corte un po’ troppo vorace). Doveva far cantare delle macchine, come aveva fatto al Karaoke, il suo spettacolo.  Quello spettacolo facile e bello, che aveva lasciato per cercare di diventare un cantante vero, infrangendosi contro un non successo imbarazzante.

Chi ha scritto quella canzone terribile?

Fiorello è un ragazzo resistente, e dallo schermo non è mai scomparso del tutto. A un certo punto degli anni ‘90 finì semplicemente in ombra, ed era difficile (per noi che non leggevamo gossip e non sapevamo tutto) tenere separato questo appanamento dal ricordo di una terribile performance sanremese. Era il 1995, e avrebbe potuto essere l’anno perfetto per Fiorello. Il Karaoke l’aveva lanciato nella statosfera, il clan di Radio Dejay (o almeno così suppongo oggi) lo stava spingendo verso una conquista delle classifiche che fosse tutta sua. Non più da esecutore improvvisato, ma da interprete vero. Come ha giustamente fatto notare la mia compagna di merende qui, Antonietta Terraglia, io Sanremo lo seguo, certi anni più di altri. Non solo e non  sempre per amore del trash, ma proprio per autentica curiosità antropologica. Mi incuriosiscono e talvolta mi piacciono i tipi di Sanremo. Per le canzoni sono più lento, mi sembrano tutte brutte come a Ennio Flaiano, sul momento. Se sono belle (e talvolta succede) me ne accorgo dieci anni dopo. Quella che Fiorello portò a Sanremo nel 1995 era, sfortunatamente, una delle più terribili. Pesantona, pretenziosa, piena di un sinfonismo ingiustificato, massacrata oltretutto da una performance che aveva voluto dare tutto senza portare a casa niente. Davvero imbarazzante. Più di tutto l’orrore si incentrava su un testo sgraziato come pochi, appesantito da una metafora scombiccherata, di quelle che nemmeno ChatGPT al suo peggio riesce a creare impunemente.

“Cadono, dall’orologio i battiti”

Ogni tanto succede si sentire ripassare l’infelice “Finalmente Tu”, Fiorello ormai ne ride e se lo può permettere. Quello che mi chiedo io ogni volta che qualcuno me la riporta alla mente è “Ma come si fa scrivere un testo così brutto, così infelice come “cadono, dall’orologio i battiti”. Una metafora sbilenca che non coglie nulla, nessuna tensione, né il senso dell’orologio. Non entro nel dettaglio di tutto quello che non funziona perché non coglierebbe a sufficienza la cretineria complessiva di questo verso. Forse il più brutto della storia di Sanremo, certamente quello che mi ha tormentato di più. 

Finalmente tu, Fiorello a Sanremo 1995 – Boomerissimo.it

Per anni mi sono chiesto chi fosse l’asino privo di talento che aveva messo insieme così male le parole (per tacer della musica). Che Fiorello, tutto sommato uno bravo, fosse talmente intronato dalla sua impresa sanremese da trovare promettente un testo orrendo ci poteva stare. Ma quello che non si poteva ammettere era che qualcuno, che di mestiere scrive canzoni, potesse essere tanto incapace da buttare insieme a casaccio parole come quelle.  Il mistero l’ho chiarito con una indagine a quattro mani insieme alla mia compara che Sanremo non lo vede più, ma ne scrive. È stato inaspettato, sconvoIgente. I colpevoli sono nientemeno che Repetto e Max Pezzali: gli 883. Roba da non credere. E io non ne sapevo niente.

Una canzone massacrata

Repetto e Pezzali non li stimavo molto ai loro tempi: saltare al ritmo delle loro musichette non era già da tempo roba mia (tipo dalla prima media) ma retrospettivamente gli riconosco che sono due elementi di valore. 

Finalmente tu, la versione degli 883 – Boomerissimo.it

Hanno persino portato in giro con leggerezza una loro poetica, che poi non è lontana da quella dei miei anni giovanili in Val Padana, arenato in una cittadina di provincia, tra birrete e biliardini, con le scarpe da ginnastica brutte, a sentire il mais che cresce, con una leggera puzza di maiale in sottofondo.  Repetto e Pezzali li stimo anche se non sono cosa mia, per cui ho immediatamente sospettato che la loro canzone fosse stata oggetto di violenza inaudita. Una cosa di cui ho avuto la certezza riascoltando, sempre nell’ambito della nostre indagine in ritardo di una trentina d’anni, la versione di Finalmentte Tu incisa dagli 883 stessi, un paio di anni dopo. E maliziosamente suppongo per riparare il danno fatto da Fiorello con la sua versione ampollosa.  Cantata dagli 883 la canzone non sarà un capolavoro, ma è carina. Una cosetta leggera, che ti fa scivolare giù persino quel verso da ritiro della licenza di paroliere. Un’attesa senza senso, in un posto senza senso, con stacchetti senza senso in sottofondo. Messa così ci può pure stare. 

Il flop e la svolta

Sotto gli occhi preoccupati e partecipi di Anna Falchi, Fiorello si incartò sera dopo sera in una performance che voleva essere alla Claudio Villa e che invece faceva più ridere del suo karaoke.  La canzone massacrata in quel modo allucinante passo di misura alla finale, tra il sospiro di sollievo di tutti e poi si fermò a un mediocre (e secondo me immeritato) quinto posto. Tutto l’amore per il personaggio-Fiorello non aveva potuto fare di più.

Giosuè Carducci, San Martino in versione Fiorello – Boomerissimo.it

L’incongruo bardotto Villa-883 non fu, come dicevo, dimenticato e continua da allora a perseguitarci. Deve avere perseguitato pure Fiorello che, nell’ansia di diventare interprete serio, finì per sbroccare del tutto. I parolieri Pezzali e Repetto furono messi da parte per arrampicarsi addirittura su Giosuè Carducci, a cui si deve il testo di un “capolavoro” successivo come San Martino. Un altro pezzo orribile ma che almeno siamo riusciti a dimenticare. In confronto alla performance sanremese non è pregio da poco.  Dai cieli della lirica e dal buio dei suoi anni peggiori, Fiorello è alla fine riuscito a tornare, riscoprendo la leggerezza.

Fiorello, una brutta canzone a Sanremo – Boomerissimo.it®

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Quella leggerezza perduta all’Ariston ancora ci pesa e forse ci peserà per sempre. Ma è stata quantomeno un monito efficace per una carriera che, abbandonate certe zavorre micidiali, ha saputo rialzarsi con stile.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

Rispondi

Comments (

2

)

  1. Anonimo

    colgo numerose inesattezze, sicuramente funzionali ala scrittura del “dramma” ma davvero poco attinenti alla realta’. Fiorello nel 95 era cosi’ popolare che avrebbe potuto cantare di tutto. Non occorreva certo una indagine speleologica a quattro mani per risalire ai colpevoli, dato che fin dalle anticipazioni pre sanremesi su “sorrisi” (e la stampa tutta) era di dominio pubblico la paternita del testo (si, proprio loro, gli 883, forse anche piu popolari di fiorello). Anche perché sarebbero poi bastati solo 10 secondi per vedere lo stesso filmato dell’esibizione per leggere il nome degli autori. Altra inesattezza, “finalmente tu” non supero’ alcuna eliminatoria, semplicemente perché Fiorello era parte del cast “campioni” (cioe’ big) e come tale era immune da eliminazione. Sì, la canzone era veramente brutta ma, nei sanremo dell’era baudo, era quasi una regola tranne poche “perle” di quell’edizione (giorgia, bocelli, mango, grignani). E la canzone “San Martino” non fu successiva al flop di finalmente tu, ma fu pubblicata nel 1993, vale a dire due anni prima.

    1. Antonio Pintér

      Ti ringrazio. Le opinioni (legittime) te le lascio, per i fatti evidentemente ricordavo male la data di quell’altra mostruosità. Se servisse o meno un’indagine speleologica, dipende. Io ho vissuto una trentina d’anni senza saperlo e l’ho scoperto giusto facendo qualche ricerca per l’articolo. Non sono certamente l’uomo più attento e informato del mondo sulle vicende della canzone italiana. Ma penso di non essere nemmeno il più bestia. Mi sono pure sorbito lo sceneggiato degli 883 di recente, per rieducarmi un po’ ma ugualmente sono rimasto all’oscuro. Si potrebbe irganizzare una ricerca demoscopica per appurare quanto questa notizia sia nota ai più. A me ha meravigliato.

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