Jay Ohrberg è l’uomo delle auto più pazze di Hollywood, il genio che ha reso possibili anche i sogni automobilistici più assurdi. Ecco cosa ha fatto partendo dall’idea di una Ferrari F40
Se siete stati ragazzini anche voi avete tenuto il naso appiccicato alla vetria di qualche negozio di giocattoli per inseguire il sogno automobilismo che delle piccole auto in scatola rappresentavano.

Erano le Matchbox, erano una più affasciante dell’altra, con i loro colori metallizzati, i modelli modernisti e talvolta di fantasia.
Salendo e scendendo dalla spiaggia nelle mie lunghe stagioni a Monterosso, l’appuntamento col tabaccaio che le esponeva era fisso, sia in discesa che in salita. E per questo, se possibile, preferivo fare la strada da solo, per godermi la distesa della matchbox, vedere se fosse arrivato qualcosa di nuovo e non dovermi misurare con le strappate della mamma, decisamente meno interessata di me. Ma anche l’unica speranza di conquistarne, a lunghissimi intervalli, una.

Erano auto che ammiravamo, sognavamo, spesso disegnavamo, nelle loro più estreme ed assurde espressioni. Lunghissime, o potentissime, o futuribili. Io ne ho riempiti dei quaderni che forse erano destinati ai compiti, ma qualcuno (quando si dice la fortuna) auto così è riuscito a realizzarle davvero.
Il suo nome è Jay Ohrberg, un nome che se fosse più conosciuto sarebbe anche uno dei più invidiati della storia del cinema.
Tutte le follie da schermo di Jay Ohrberg
Non saprei descrivere quale sia l’auto più folle che ho mai tracciato sul mio quaderno. Difficilmente, comunque, avrebbe potuto competer con quella che diede notorietà a Jay Ohrberg: l’esperimento di debutto che lo avrebbe scareventato nel cielo delle stelle di Hollywood (benché quel tipo di geni conosciuto solo a chi frequenta i secret dietro lo schermo).
La folle caricatura Ferrari di Jay Ohrberg – Boomerissimo.it
La sua carriera cominciò come pilota di dragster. Negli anni ‘70 Ohrberg era già al volante di “The Spirit of America”, l’auto più veloce del mondo. Ma sognava di andare ancora più in là, di creare sogni (o deliri) automobilistici tutti suoi.
Si puà definire uno che ce l’ha fatta, perché a tutt’oggi ha oltre 100 film all’attivo e 500 automobili speciali create per il set.
Per ricordarne solo alcune: La DeLorean di “Ritorno al Futuro”, la Kitt di Knight Rider, (in molte versioni diverse) la Batmobile per “Batman Returns” di Tim Burton. Ohrberg è anche l’autore di una delle macchine più amate dai lettori di Boomerissimo®, il General Lee di Hazzard, oltre alla Ecto-1 di Ghostbustes, la Ford Gran Torino di Starsky e Hutch, e davvero tanto, tantissimo altro.
La Ferrari F40: sfregio o omaggio?
Il capolavoro assoluto di Ohrberg rimane “The American Dream”, la limousine più lunga del mondo certificata dal Guinness World Records. Basata su una Cadillac Eldorado del 1976. Le sue misure sono talmente pazzesche che è stato necessario dotarla di 26 ruote e per essere guidata richiede non uno, ma due autisti: uno all’anteriore e uno dietro.
La Ferrari F40 di Ohrberg – Boomerissimo.it
Forse auto-ispirato da questa follia oversize, nel 1987 Ohrberg puntò gli occhi sulla Ferrari F40, un’auto che i ferraristi considerano sacra (alcuni dei motivi li abbiamo raccontati in questo articolo). Ohrberg decise però di omaggiarla a mdo suo.
La Ferrari F40 Limousine di Ohrberg rappresenta una delle sue creazioni più audaci e controverse. Diciamo subito che non si tratta di una vera Ferrari ma di una “Fakerrari”, un po’ come molte di quelle guidate da Thomas Magnum nelle otto stagioni di Magnum P.I.
La ragione è presto detta: anche la Ferrari di Ohrberg, come quella di Magnum è basata su un “bidone” americano: quella Pontiac Fiero che non cessa di indispettire i nostri lettori, quando scoprono che era lei a correre, in realtà, sulle strade delle Haway (benché piuttosto ben camuffata da Ferrari 308 GTS).
La Ferrari di Ohrberg, al contrario, non cerca di ingannare nessuno: l’autore l’ha definita una “parodia fatta di lamiera e vernice rossa” euna “scultura su ruote”.
Come una scultura deve fare, la pazza F40 di Ohrberg impressiona e “ruba l’occhio”: lunga oltre 10 metri, si muove su 10 ruote dorate e trasporta 8 persone comodamente sedute.
Il telaio è quello della Pontiac Fiero, opportunamente ampliato e rinforzato. Il motore è quello “vero” della Fiero: un V6 centrale (che nel modello originale aveva mostrato una certa propensione ad andare a fuoco).
Esteticamente, la fakerari di Ohrberg si caratterizza per il classico colore rosso, uno spoiler massiccio in taglia XXL che ricorda la F40 originale e caratterizza la “parodia” e, last but not least, un cavallino rampante in formato gigante. La classica ciliegina sulla torta.
Ohrberg, che del “famolo strano” ha fatto un progetto di vita, oggi (a 76 anni) guida un museo personale fatto delle sue stesse vetture più pazzesche e assurde.
Un vero parco della fantasia dove tutto è possibile, dove anche il mito di una F40 diventa una fantasia un po’ allucinata. Insomma la realizzazione di tutto quello che abbiamo sognato da bambini, col naso schiacciato alla vetrina, e con una penna che rubava pagine preziose (e sacre) ai nostri quaderni di scuola.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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