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Kurt Cobain

Polly, il crimine che ha ispirato Kurt Cobain

Una canzone che è entrata nella storia, ma la cui storia è  molto diversa da quello che racconta

Diversamente dal mio sodale qui a Boomerissimo, ci ho messo un po’ a trovare musica che mi somigliasse. Sono un po’ onnivora dal punto di vista musicale, con le dovute eccezioni.

Kurt Cobain
Kurt Cobain e Polly – Boomerissimo.it

Di un paio di cose sono abbastanza certa, non ho mai ascoltato canzoni per bambini, anche in età molto verde ho sempre aborrito lo Zecchino d’oro e proprio non riesco a farmi “scendere” la trap o come si chiama. E’ sicuramente una questione generazionale. Del resto non faccio male a nessuno se degli esponenti di questa musica ne ignoro volti, note, canzoni e via discorrendo. Lasciate che io viva nella mia beata ignoranza.

Musica

In casa mia ognuno sentiva la “sua” musica. Mio nonno le canzoni napoletane classiche, la mia mamma Massimo Ranieri, Nicola Di Bari, Gianni Morandi, Milva, mia zia “piccola” i Dik Dik, i Camaleonti, Tom Jones, Santana, mia sorella ha cominciato con Venditti storico per arrivare agli Smiths e i Japan. E poi io, tra i tanti Clash, Police, U2, Michael Jackson primi album, Commodores, Sinatra. Insomma un mischione.

Quando ero già quasi fuori tempo massimo per appassionarmi a qualcun altro, vengo folgorata sulla via di Damasco da un gruppo che ha la forza e la disperazione per segnare l’ultimo solco nella storia del rock: i Nirvana. 

I Nirvana – Boomerissimo.it

In qualche modo, si percepiva che Kurt Cobain era un personaggio destinato a durare, ma non a sopravvivere a sé stesso, ad un dolore che si portava dentro e non riusciva a sublimare neanche con la musica. 

Ci sono persone che nascono infelici e sono destinate a rimanerlo.

Le sue canzoni sono espressione di rabbia e dolore, esacerbate dal disturbo bipolare e dall’uso di sostanze. Ma sono eterne.

Una di queste è Polly. La canzone che appare nell’album Nevermind, narra la storia di una ragazzina, rapita e stuprata. Quello che rende la canzone potente è la sua narrazione. Cobain la canta dal punto di vista del perpetratore del crimine. Una scelta coraggiosa e disturbante da parte dell’autore il cui intento era quello di costringere l’ascoltatore a confrontarsi con la mentalità del predatore e la brutalità del crimine.

Non è però mia intenzione fare la disamina di un brano così noto, così amato, che è stato sezionato parola per parola da persone che davvero ne capiscono. Io mi limiterò a raccontare la storia di quel crimine.

La vera storia di Polly

I media lasciarono circolare la storia che la canzone era ispirata dalla storia di una ragazzina, la quale, tornando da un concerto punk, viene rapita, stuprata ed infine riesce a fuggire dopo aver fatto credere al suo carnefice di aver provato piacere. La realtà è diversa. Cobain doveva veicolare un messaggio e si è aiutato con qualche licenza poetica.

Il 5 giugno del 1987 il quarantanovenne Gerald Friend adescò una quattordicenne sulla Lower Pacific Avenue di Tacoma, luogo allora noto per la presenza di prostitute. La ragazzina era una delle tante che scappano di casa.

L’uomo fermò il furgone, probabilmente un pick up  e la ragazzina salì. Friend, per conquistare la sua fiducia, la condusse al 1201 Division Avenue, al Frisko Freeze, storico drive-in aperto nel 1950. Il locale è ancora lì ed è un’icona della città.

Il Frisko Freeze di Tacoma – Boomerissimo.it

Friend non era della città, era nato e abitava a Lakewood. Scelse volontariamente un luogo di caccia diverso.

Dopo l’hamburger, costrinse la sua vittima, coltello alla gola, ad andare con lui nella sua roulotte.

Qui cominciarono le torture. La bendò e le fece indossare degli scarponi da sci e con questi la issò a testa in giù, con una carrucola, al soffitto. Ore che sembrano giorni. Friend fu “fantasioso” nei metodi per infliggere sofferenza. Utilizzò una fiamma ossidrica al propano, una frusta di cuoio, un rasoio, cera calda ed anche un arricciacapelli ovviamente rovente. La violentò ripetutamente e al mattino la fece salire di nuovo sul furgone. Mani legate con una cintura di cuoio, bocca chiusa con nastro adesivo, la gettò sul pavimento del sedile posteriore. Probabilmente voleva sbarazzarsi di una testimone. 

Ma lei non aveva perso la speranza e il desiderio di sopravvivere.

Mentre viaggiavano sulla fuori Tacoma, Friend è costretto a fermarsi per fare rifornimento.

Qui la ragazza tentò il tutto per tutto. Saltò fuori dall’auto e corse nell’ufficio della stazione di servizio, dove si nascose sotto la scrivania dell’impiegato, rannicchiandosi dietro le sue gambe. Friend fuggì abbandonando il veicolo in un parcheggio K-Mart a Lakewood.

La sua fuga però durò poco. Il giorno dopo fu arrestato a duecento km di distanza. Fermato per una semplice violazione stradale, venne riconosciuto e arrestato.

Chi era Gerald Friend?

Gerald Arthur Friend non avrebbe mai dovuto essere a Tacoma quella sera del 1987. Aveva precedenti penali tali che avrebbero dovuto impedirgli di essere libero. Nel luglio 1960, a ventidue anni, l’uomo commise il suo primo crimine documentato. 

The Spokesman-Review. Spokane, WA. July 20, 1960
Il primo stupro di Friend (The Spokesman-Review. Spokane, WA. July 20, 1960) – Boomerissimo.it

Friend si fermò per dare un passaggio a due ragazzini che facevano l’autostop nei pressi di Sumner sempre nello stato di Washington.

Erano due fratelli, una bambina di dodici anni anni e suo fratello leggermente più grande. Friend puntò una pistola contro il ragazzino, lo fece scendere e si dileguò con la sorella.

Quello che successe dopo è aberrante. Friend portò la bambina al Mount Rainier National Park. Qui la picchiò, la violentò e le tagliò i capelli. Usò i medesimi sistemi di tortura che avrebbe utilizzato ventisette anni dopo per “Polly”.

Polly e Kurt Cobain – Boomerissimo.it

Anche in questo caso, la vittima riuscì a fuggire. La bambina si gettò in un fiume, dove fu soccorsa da automobilisti di passaggio.

Friend nel timore di essere scoperto si nascose in un campo vicino alla casa di suo padre. Ma il padre, evidentemente con una forma mentis lontana dai genitori odierni, sapendo cosa aveva fatto e che lo stavano cercando, gli disse di costituirsi. 

Ma Friend non era della stessa opinione. Puntò la pistola contro suo padre, nella colluttazione che seguì si ferì. Fu quindi portato in ospedale e lì arrestato.

Il processo fu rapidissimo e Friend fu condannato per stupro e tortura ad un minimo di 75 anni. 

Curioso però che di questi tre quarti di secolo, Friend scontò solo 20 anni, nonostante due tentativi di evasione. Fu rilasciato sulla parola nel 1980.

Il Processo per “Polly”

Il secondo processo a carico di Friend si tenne presso la Pierce County Superior Court di Tacoma. 

Spokane Chronicle. Spokane, WA. September 16, 1988
La notizia della richiesta di risarcimento di Polly (Spokane Chronicle. Spokane, WA. September 16, 1988) – Boomerissimo.it

La vittima testimoniò durante il processo descrivendo le torture e le violenze subite. 

Il procuratore Tom Stratton chiese una condanna esemplare e lunga per l’imputato, considerando i suoi precedenti. Il 19 agosto 1987, Gerald Arthur Friend fu dichiarato colpevole di rapimento di primo grado, stupro di  primo grado e tortura.

Fu condannato a completare la sua sentenza originale del 1960, cioè i mancanti 55 anni, a cui si aggiunsero altri 75 anni per i crimini del 1987

Gerald Friend sta attualmente scontando la sua pena presso l’Airway Heights Corrections Center nello stato di Washington.

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Nel 1988, l’anno successivo alla condanna, la vittima intentò una causa civile contro lo Stato di Washington e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per aver rilasciato prematuramente Friend nel 1980, rendendosi complici di quanto le era accaduto.

Le parti raggiunsero un accordo extragiudiziale, i cui termini sono rimasti segreti, come l’identità della vittima. Polly, per sempre.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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