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Keith Moon degli Who

Keith Moon e la maledizione della casa di Nilsson

La storia del rock è piena di storie da raccontare, qualcuna vera, qualcuna presunta, qualcuna spinta nella leggenda.

Prima che artisti e cantanti si ponessero come esempio di buone pratiche e di fitness, pena l’essere bannati dai social e dai circuiti di visibilità, c’è stata la stagione del sex and drugs and rock and roll.

Keith Moon degli Who
Harry Nilsson e Keith Moon – Boomerissimo.it

Intendiamoci, nessuno rimpiange il periodo di eccessi, ma è un dato di fatto. Alcuni che hanno sperimentato quel periodo sono ancora tra noi per raccontarlo, vedi i Rolling Stones o Elton John (e qui ci sarebbe da organizzare uno studio serio, sulla resistenza della loro tempra praticamente a tutto). Altri, purtroppo, non sono mai arrivati alla maturità, giovani per sempre, ma morti.

Il club dei 27

La storia è nota. Fanno parte del club quegli artisti che per propria mano o circostanze avverse hanno chiuso la loro esistenza terrena a ventisette anni. Tra di loro ci sono alcuni dei talenti più celebrati del secolo scorso. Senza voler essere esaustivi, ecco un breve elenco.

Il club dei 27 - rockstar morte
Il club dei 27 (@song4thedeaf) Boomerissimo.it

Andando a ritroso, nel 2011 Amy Winehouse si è spenta dopo aver bevuto vodka fino a morire. Nel suo sangue fu ritrovata una percentuale di alcool cinque volte superiore al consentito. Nella settimana precedente la fine era svenuta tre volte per lo stesso motivo.

Nel 1994 Kurt Cobain si sparò in faccia. Nessuno era riuscito ad intervenire con successo nella sua dipendenza da sostanze. Da sempre depresso, oppresso da disturbi psichici e da una fatale mancanza d’amore, Kurt si suicida lasciando una lettera delirante.

Nel 1971 Jim Morrison, leader dei Doors, venne trovato morto nella vasca da bagno dell’appartamento che occupava a Parigi con la fidanzata. Le cause? Ognuno ha detto la sua, overdose di eroina, abuso d’alcol, innestato su un fisico minato da anni di eccessi. E poi la leggenda metropolitana: è ancora vivo!

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Nel 1970, Janis Joplin morì dopo essersi iniettata eroina. Secondo una recente ipotesi pare che Janis non sia morta per le conseguenze dirette dell’eroina, ma che ormai fatta, sia inciampata sbattendo il volto e annegando nel suo sangue.

Sempre nel 1970, perse la vita annegando nel proprio vomito dopo un’overdose di barbiturici e alcool, il sommo chitarrista Jimi Hendrix.

Nel 1969 Brian Jones fu ritrovato morto nella piscina di casa. Archiviata la morte come annegamento accidentale, le cause non sono mai state del tutto chiarite. Molte delle sue cose sparirono dalla villa quella stessa notte.

La casa infestata

La storia dei “27” è quindi rinomata. Nel corso degli anni poi si sono aggiunti ricami e svolazzi per rendere le circostanze più macabre. Il famigerato patto con il diavolo che alcuni artisti avrebbero stretto con il demonio in cambio della loro arte a partire dal bluesman Robert Johnson, morto nel 1938 in circostanze misteriose e, ovviamente, a 27 anni. Ipotesi suggestiva, ma ovviamente priva di fondamento.

Se una cifra ricorrente c’è nelle morti di questi artisti è da ricercare nel loro disagio e nella loro sofferenza.

Una storia meno nota, ma che si presta ad altrettante illazioni e presunte maledizioni è quella che lega Mama Cass dei Mamas and Papas e Keith Moon, il batterista degli Who.

Keith Moon e la casa dei fantasmi
Keith Mooon e Cass Elliott – Boomerissimo.it

Mama Cass, il cui vero nome era Ellen Naomi Cohen, dopo aver lasciato il gruppo aveva continuato la sua carriera come solista. Fu trovata morta il 29 luglio 1974, all’età di 32 anni nel suo appartamento a Curzon Place a Londra, appartamento che era di proprietà del cantautore Harry Nilsson (quello di Everybody’s talkin’). La causa della morte è stata un’insufficienza cardiaca, dovuta all’obesità. Ci furono voci che si fosse soffocata con un sandwich, ma in realtà il sandwich fu trovato intatto vicino al letto.

Keith Moon e la fidanzata Annette Walter-Lax – Boomerissimo.it

Per una strana coincidenza, Keith Moon, il batterista dei The Who, morì in quella stessa casa il 7 settembre 1978, anche lui all’età di 32 anni. Quella sera Moon era uscito con la sua ragazza, erano andati ad una festa e poi al cinema. Moon aveva fatto il pieno di cocaina e, tornati a casa, mangiò una bistecca e prese le sue pillole di heminevrin per combattere la dipendenza dall’alcol. Poi andò a dormire. Le intenzioni erano le migliori, ma Moon non si attenne al giusto dosaggio. Morì nel sonno.

La casa dove morì Keith Moon
La casa infestata a Londra (Di Egghead06 – Opera propria, wikimedia commons) Boomerissimo.it

Dopo le loro morti, l’appartamento è diventato noto come “l’appartamento maledetto”, Nilsson, pensando che fosse infestato, decise di venderlo..

L’appartamento è stato successivamente ristrutturato ed è attualmente di proprietà di un privato. Non è aperto al pubblico, ma rimane parte della storia della musica.

Antonietta Terraglia

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