Lo spirito libero di Janis Joplin continua a viaggiare, non solo grazie alla sua musica, ma alla sua auto. Comprata, rubata, ritrovata e infine restaurata. E no, non era una Mercedes Benz.
Janis Joplin appartiene al triste club dei ventisette, quegli artisti morti appunto all’età di ventisette anni, una lista che include Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse, Brian Jones, Jean Michel Basquiat.

Per anni si è speculato su una sorta di maledizione, ma cercare un disegno, un piano è decisamente roba da complottisti spinti.
Janis Joplin: un’artista libera
Janis Joplin nasce in Texas in una normalissima famiglia borghese. I genitori cominciano presto però a preoccuparsi per lei. La ragazza ama il blues e il folk, vuole cantare, ha una voce da mezzosoprano e frequenta un gruppo di gente ai loro occhi, poco raccomandabile.
Al liceo non è una ragazza popolare. Pesantemente bullizzata per il suo sovrappeso su cui si innesta l’acne, viene soprannominata dai compagni “pig” o anche “ni**er lover”. In Texas, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, sono argomenti su cui non si scherza. Si iscrive all’Università di Austin, dove scrivono un articolo su di lei sul giornale del campus. Il suo modo di vestire, la musica che ama, la rendono “famosa”. Il titolo dell’articolo è “She Dares to Be Different.” Uno dei suoi miti è Bessie Smith, l’imperatrice del Blues, a cui noi di Boomerissimo abbiamo dedicato un articolo. Una donna che agli albori del secolo scorso era già libera. Cantava la sua sessualità, anche non “ortodossa” con gioia, priva di quello che una volta si chiamava ritegno. Alla sua morte, avvenuta per un incidente, fu sepolta senza una lapide, non c’erano soldi. Fu proprio Janis, nel 1970, a finanziare la lapide per la cantante che l’aveva ispirata.
Mercedes Benz? No!
Una delle canzoni più famose di Joplin è Mercedes-Benz. La compone nell’agosto 1970 in un bar chiamato Vahsen’s a Port Chester, New York, mentre era lì a bere con gli amici Bob Neuwirth, Geraldine Page e Rip Torn, prima di esibirsi al Capitol Theater. Canzone che canta quella sera stessa.
Ma Janis non guida una Mercedes. Nel 1968 ha comprato una Porsche 356 C Cabriolet del 1964 usata, dal concessionario Estes-Zipper di Beverly Hills per soli 3.500 dollari.
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Nel 1964 la casa di Stoccarda sostituisce la 356 B con la 356 C. E’ disponibile in due allestimenti per il motore 1600, la 356 C con 75 CV e la 356 SC con 95 CV, mentre la 356 C 2000 GS Carrera raggiunge una potenza di 130 CV. La sua è una 1600 cc, 95 CV, grigia, Dolphin Grey per la precisione. Ma il grigio non è il colore giusto per un’artista come lei. Janis ha in mente di rendere unica la sua auto e commisiona al suo roadie, Dave Richards, un restyling completo. Cosa che farà anche John Lennon con la sua Rolls Royce. Per soli 500 dollari, Richards trasforma l’auto in un’opera d’arte dal titolo “La storia dell’universo”. Sull’auto compaiono ritratti della Joplin e della sua band, i Big Brother and the Holding Company, alcuni paesaggi della California, l’occhio di Dio, farfalle e funghi. Al termine, Richards, passa sulle immagini un’abbondante mano di vernice trasparente.
Nel 1969 l’auto viene rubata a San Francisco. La prima cosa che fa il ladro è tentare di riverniciarla, così è troppo riconoscibile. Fortunatamente viene arrestato prima di completare l’opera e grazie alla vernice protettiva, presto torna come prima. Dopo la sua morte, la Porsche passa al suo manager, Albert Grossman. La renderà ai fratelli della cantante solo nel 1975. Michael Joplin allora rifà il motore e rivernicia (sacrilegio!) l’auto nel suo colore originale, il triste Dolphin Grey. Solo negli anni ’90 viene deciso di ricreare il disegno, affidando l’opera alle artiste Jana Mitchell e Amber Owen. Dopo il restauro è rimasta esposta al Rock and Roll Hall of Fame and Museum di Cleveland per circa vent’anni. Nel 2015, la Porsche è stata messa all’asta da Sotheby a New York. Pare che se la sia aggiudicata, per oltre un milione e mezzo di dollari, una donna del Michigan, che l’ha acquistata come autoregalo per il suo 60° compleanno. Da allora l’auto è esposta al Gilmore Car Museum del Michigan.
“Oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz; My friends all drive Porsches, I must make amends…”
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®


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