Le Mans è un film dalla storia tormentata. Non meno complessa, e a tratti tragica è stata la vita delle splendide Porsche che ne sono state protagoniste.
Boomerissimo ha già raccontato ai suoi lettori la storia di un film che Steve McQueen aveva voluto ferocemente, e con cui voleva cambiare la storia di Hollywood. Le cose andarono diversamente: quello che era uno dei più celebri e pagati divi di Hollywood finì in bancarotta cercando di girare il “più costoso documentario della storia del cinema”.

Aspettative deluse, sogni infranti, incidenti: la carriera di McQueen ne uscì distrutta. Ma anche la vita delle 917K Gulf usate per le riprese è stata tormentosa, anche se almeno per una c’è stato un lieto fine.
Il sogno infranto di Steve McQueen
L’idea originale di McQueen era poco meno che folle: correre la 24 ore di Le Mans insieme a Jackie Ickx, riprendersi e realizzare un film che avrebbe segnato per sempre il mondo delle corse e quello del cinema, in un colpo solo.
Il colpo glielo diede prima di tutto Porsche. L’azienda di Stoccarda non rimase impressionata dall’idea: accettò di fornire alcune macchine per le riprese, a patto però che non le guidasse McQueen, né nessun altro a parte i suoi piloti e collaudatori di fiducia.
Le macchine erano dipinte nei colori del Team Gulf, che corse effettivamente quell’anno a Le Mans. Furono riprese e finirono nel film, ma nemmeno per un secondo fu permesso all’ambizioso divo, che pure aveva una certa esperienza sulla pista, di mettersi al volante. Ma nonostante questa cautela, una delle macchine fu purtroppo protagonista di un tragico incidente.
Dalla tragedia al trionfo
La 917-13 guidata da Daniel Piper si schiantò durante le riprese (non è l’incidente che si vede nel film, che coinvolge una Lola camuffata, realizzata apposta per essere distrutta).
È difficile stabilire se la confusione della sceneggiatura inconclusa e continuamente cambiata anche a riprese in corso, la necessità di girare e rigirare all’infinito le scene di corsa per adattarsi alle mutevoli idee di McQueen, sia stata una causa diretta o solo una componente del dramma di Piper. Resta il fatto che durante uno dei rifacimenti uno dei suoi pneumatici esplose e la macchina si schiantò in un incidente raccapricciante, che la spaccò letteralmente in due. Ad avere la peggio fu una delle gambe di Piper, che dopo un decorso infelice fece infezione e finì amputata.
La Porsche spezzata in due, letteralmente distrutta, fu restituita a Porsche, che fece il miracolo che non era riuscito ai chirurghi di Piper: la macchina venne ricostruita da capo, e tornò persino in pista nel 1971.
Cinquant’anni dopo, abbandonata in un magazzino Porsche, sarebbe stata ritrovata e acquistata da un appassionato, ancora nelle sue condizioni originali.
Le 917 di Le Mans
Durante Le Mans 1970, l’edizione ripresa nel film scesero in pista ben otto Porsche 917: tre di loro sono protagoniste della pellicola. Quella che ha avuto la storia più interessante anche dopo è la Porsche 917-22.
A Steve McQueen sono rimaste le scene in primo piano nelle quali finge di guidare. I piloti del bolide che vediamo nel film furono in realtà solo i professionisti di fiducia del cavallino tedesco, tra cui Jo Siffert e Brian Redman
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Finite le riprese quella 917-22 fu venduta al collaudatore Porsche, Willi Kauhsen, e corse in Europa durante la stagione 1971, come la sua “collega” ricostruita, cogliendo anche qualche successo. Esaurita la sua carriera sulla pista fu acquistata da un danaroso appassionato tedesco: Reinhold Joest.
Un destino da star
Proprio la 917-22 è stata quella che ha avuto la carriera più luminosa, anche dopo la sua gioventù in pista. I proprietari sono stati molti, soprattutto ex piloti diventati collezionisti. Forse gli unici con il coraggio e l’abilità necessarie a domare quella che è una delle più potenti e brutali macchine da corsa di tutti i tempi, e certamente la più vincente nella sua categoria. Tra i suoi proprietari ci sono stati Joest Kauhsen, Brian Redman e Richard Attwood.

Ma il destino di questa macchina era il cinema, e così è stato alla fine. Restaurata nel 2000 e restituita ai suoi colori originali del team Gulf, la macchina è finita da un rivenditore di Los Angeles, dopo un’asta miliardaria.
A pochi passi da Hollywood, quel luogo che Le Mans doveva cambiare per sempre, la Porsche 917-22 è partita per la sua ultima corsa, almeno per ora.
A notarla è stato un comico e produttore che, per una fortunata coincidenza, possiede anche una delle più grandi collezioni di Porsche del pianeta: Jerry Seinfeld.
La trattativa per entrare in possesso di questa macchina mitica da molti punti di vista è stata estenuante. Uno psicodramma non troppo dissimile dalla realizzazione del film da cui tutto è partito. Dopo una settimana di contrattazioni, in cui Steinfeld ha dato il meglio di sé sia come uomo d’affari che come comico e attore, un assegno di entità sconosciuta è stato infine firmato e l’auto è passata di mano.
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Cinquant’anni fa, Porsche negò a Steve McQueen l’emozione di guidarla. Jerry Steinfeld è molto più fortunato e non avrà questo problema. È una soddisfazione che gli è costata cara, ma adesso la leggenda è tutta sua.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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