x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Filo Sganga

Il mistero di Filo Sganga, il dandy Disney che divide da decenni

Di Filo Sganga sappiamo per certo che è un dandy ambizioso dal successo intermittente. Intorno a lui c’è un mistero, che interroga tutti dal lontano 1961.

C’è stato un tempo in cui al centro della mia vita c’erano le scarpe artigianali americane, le giacche color banana, i farfallini colorati e le camicie di seta.

Filo Sganga
Filo Sganga, l’ispiratore – Boomerissimo.it

Eravamo giovani, vivevano in una nuvola nauseabonda di Lagerfeld, facevamo della scrittura un mestiere e vivamo tra lussi apparenti e stenti reali ai primi gradini del magico mondo della pubblicità.

Quella degli ani ‘80, quando i soldi giravano per davvero e nelle loro misteriose evoluzioni, qualche banconota finiva talvolta in tasca anche a noi. 

Il mio migliore amico di quel tempo era un pazzo toscano spiccicato ad Alberto Sordi. Stesse balorde idee imprenditoriali, stessa convinzione (malriposta) che si sarebbe rapidamente arricchito grazie al frutto della sua intraprendenza, in un mondo che (questo era vero) offriva infinite opportunità al geniale e all’ambizioso. 

Filo Sganga, gallo o tacchino? – Boomerissimo.it

La cosa buffa è che lui, che lo era profondamente, aveva affibbiato a me il soprannome di Filo Sganga, al cui al massimo potevo assomigliare esteticamente, per la varietà di colori e le loro combinazioni. Di Filo Sganga andai quindi a ripercorrere qualche avventura, che ricordavo vagamente dal mio passato di divoratore di Topolino Disney. 

Filo Sganga, enigma italiano

Filo Sganga – per qualcuno gallo, per altri tacchino – è stato il più elegante dei “traffichini” disneyani: bombetta nera, giacca verde, pantaloni rossi, cravattino tono su tono e immancabili basettoni (che io, nella mia scarsa tricosità gli ho sempre invidiato, come invidiavo la “mosca” di Dizzy Gillespie). 

Romano Scarpa – Boomerissimo.it

L’aveva creato da Romano Scarpa, grande grandissimo autore del Topolino di casa mondadori, nel 1961. Un genio vero, forse uno dei più grandi autori Disney di tutti i tempi, nonché un buon amico di mio padre, che lavorava a qualche ufficio di distanza. Spesso a cena papà mi ripeteva qualche frase di Scarpa, con un accento che non sapeva imitare per niente.

Ti piace Boomerissimo? Sostienmilo con una piccola offerta a questo link

Grazie alla joint venture tra genitore e autore, in breve mi trovai abbonato a prezzo di favore a tutto ciò che Mondadori stampava di DIsney, e non era poco, comprese le occasionali avventure di questo personaggio minore, ma che ha lasciato a suo modo il segno perché incarna, in forma caricaturale, l’italiano del boom economico: ambizioso, vanitoso, sempre pronto a lanciarsi in “affari” perlopiù disastrosi.

Le origini e il look

Scarpa fa esordire Filo su Topolino 272, 12 febbraio 1961, nella storia “Zio Paperone e il ratto di Brigitta”. Un rivale in affari e in amore, nella storia mai coronata tra il vecchio affarista e la bionda.

Tanto quanto Paperone era arcigno ed esotico, Filo Sganga doveva essere “italiano”. Scarpa si ispirò ai trafficoni della commedia all’italiana di Totò o Sordi. Il nome “Sganga” deriva da sgangherato, chiave per capire il personaggio. Fu rapidamente esportato (con successo molto maggiore dei suoi modelli) e in  inglese venne ribattezzato “Jubal Pomp”.

Dal punto di vista estetico, che è quello fondamentale per la mia identificazione forzato col personaggio,  Filo è un alter ego rovesciato di Zio Paperone. Se Paperone sfoggia basette sobrie, Filo le porta esagerate; se lo Zione preferisce il cilindro fuori moda, il gentlemen appariscente preferisce una più giovanile bombetta. Il suo motto è “Gli affari sono affari!” e lo ripete come un mantra.

Ma entusiasmo e vanità non sempre si sposano con la competenza, e le sue avventure sono quelle di un imprenditore fallito, che continua a sognare nonostante le smentite della realtà, che premia il suo solido e ben munito rivale. 

L’enigma zoologico

La forma del becco e le penne sul collo dividono i lettori da decenni: gallo per i più, tacchino per altri. Scarpa non chiarì mai la questione, alimentando il “mystery” che rende Filo memorabile. Il contrasto con il becco da papero di Paperone accentua l’idea di aspirazione frustrata: un “gallo” che vorrebbe essere cigno ma che resterà per sempre un onesto, al più, volatile da cortile.

Brigitta, Paperone e Filo Sganga: menage a trois a Paperopoli – Boomerissimo.it

Evoluzione narrativa

L’episodio di debutto è una commedia degli equivoci, tra rapimenti simulati e veri, per scoprire il segreto di Paperone. Spoiler: Sganga non lo scoprirà mai, e resterà l’eterno perdente di questo questo dualismo

Filo Sganga
Filo Sganga e Brigitta – Boomerissimo.it

Dopo il cameo iniziale, Filo ottiene la prima storia da assoluto protagonista “Filo Sganga concorrente industriale”, pubblicata su Topolino 566 il 2 ottobre 1966. Scopriremo in questa avventura il suo “mini-deposito” ai piedi della Collina Ammazzamotori. Una parodia povera del fort Knox di Paperone, confermando il suo status di emulo in miniatura.

Dopo molti anni di insuccesso, finalmente, nel 2002, avviene la svolta (quando ormai Topolino avevavo smesso di leggerlo da tempo, ed era passato anche il mio tempo da Filo Sganga. Con la serie “Premiata Ditta Filo & Brigitta”, ma solo grazie all’intuito di Brigitta, i due lanciano imprese bizzarre ma a tratti vincenti, come il gelato “Cuordimiliardo” o la linea di profumi “Essenza di Dollaroni”.

Ossessione Filo Sganga – Boomerissimo.it

Una storia, almeno in parte, a lieto fine, a differenza dei mille imprenditori falliti ai quali Scarpa si era originariamente ispirato. 

Anche nella storia Disney, Filo Sganga è rimasto un personaggio dal successo moderato, quindi. Però non del tutto fallito. Aveva sognato di diventare Paperone, è diventato solo una specie di franchiser di successo. Il che non è comunque poco. 

Ti piace Boomerissimo? Sostienmilo con una piccola offerta a questo link

Imparare la gioia della normalità è una bella cosa, anzi può essere il successo più grande di tutti. Vale per uomini, galli, tacchini e paperi, senza eccezioni.

Antonio Pintér – Boomerissmo.it

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

0

)

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere