Una concept car tutta sovietica ispirata da una Lamborghini e finita in rosso Ferrari
Le grandi scoperte non sono fatte da predicatori e guardiani delle regole, ma da folli, visionari e sognatori. Chi pensa seguendo le regole non farร che riprodurre ciรฒ che giร esiste. Lo stesso vale per chi sogna in scala ridotta. Il moralismo intellettuale produce poco di buono.

Fortunatamente infrangere il muro del giร fatto ha affascinato e continua ad affascinare parte del genere umano.
Alexander Kulygin
Alexander Kulygin era un ingegnere elettrotecnico di Ukhta, nella repubblica dei Komi, in Russia. Ukhta รจ una cittร fondata sugli idrocarburi e cresciuta grazie al lavoro dei prigionieri nei gulag. Nonostante il contesto non propriamente allegro, Kulygin era un uomo con molti interessi.

Lavorava come elettriko e dirigeva un club tecnico al Palazzo della Gioventรน. In questo club i Giovani Pionieri (bambini tra i nove e i quattordici anni) partecipavano a vari progetti. Tutto questo era organizzato e supervisionato dal Komsomol (lโorganizzazione giovanile comunista), che supervisionava tutte le attivitร per i giovani in URSS. Fu qui che la sua idea divenne realtร . Stufo della tecnologia obsoleta sovietica, si ispirรฒ direttamente alla Lamborghini Countach per creare qualcosa di rivoluzionario nel suo paese. Coinvolse i Giovani Pionieri nella costruzione di una supercar, trasformando un progetto personale in un’esperienza educativa collettiva.
Pangolina 444GT
Il nome ci riporta alla mente la pandemia e tutto il bailamme accessorio. Un malriposto ottimismo teorizzava che quella tragedia avrebbe dato vita ad una umanitร rinnovata, ricolma di solidarietร e di โandrร tutto beneโ. Eโ risorta una umanitร ancora piรน egocentrica, complottista, dedita al mors tua vita mea, di super ricchi e di media che ne magnificano le gesta.
Il povero pangolino, dato per secondo colpevole del passaggio di specie, in quanto presunto ospite intermedio del virus, รจ stata scagionato in quanto mai รจ stata trovata โla pistola fumanteโ.
Questo รจ il nome che Kulygin scelse per il suo progetto, la sua concept car. La scelta del nome era probabilmente legata al design della vettura, che con la sua forma a cuneo e le linee taglienti ricordava le squame dello strano mammifero.
Il progetto della Pangolina iniziรฒ nel 1979 e fu completato nel 1980. Kulygin si ispirรฒ direttamente alla Lamborghini Countach del 1974 disegnata da Bertone, cercando di ricreare una supercar simile ma con un tocco sovietico.
La supercar aveva specifiche tecniche modeste ma innovative per l’epoca.
Il motore era un 4 cilindri in linea da 1.198 cmยณ derivato dalla Lada VAZ 2101 che erogava una potenza di 62 cavalli a 5600 giri/min e poteva arrivare ad una velocitร massima di 180 km/h. Il motore era montato molto indietro, praticamente incollato al cruscotto. Nel caso in cui fosse necessario dare unโocchiata al motore, bisognava smontare il cruscotto. Il cambio era manuale a quattro rapporti. La vettura pesava 950 kg.
La carrozzeria era in fibra di vetro montata su un telaio tubolare spaziale che utilizzava componenti della VAZ 21013, la versione sovietica della Fiat 124.
Una vita da star
La Pangolina raggiunse una notevole fama nell’Unione Sovietica. Divenne famosa grazie alla rivista “ะขะตั ะฝะธะบะฐ โ ะผะพะปะพะดะตะถะธ” (Tecnica per i giovani). Nel 1981, Kulygin la portรฒ a Mosca dove apparve in televisione e sui giornali.
Lโauto partecipรฒ alle riprese del videoclip del brano “Avtomobily” della band sovietica Bioconstructor, cantato da Olga Voskonyane e composto da Alexander Yakovlev. Ebbe anche una parte nel film sovietico “Puteshestvie budet priyatnym” (Il viaggio sarร piacevole) del 1982.
Partecipรฒ a vari rally automobilistici e fece un’apparizione internazionale all’Expo-85 a Plovdiv, Bulgaria. Tuttavia, per soddisfare i requisiti normativi, Kulygin dovette installare specchietti e fari standard, sostituendo il sistema periscopico originale.
Il successo della Pangolina portรฒ a Kulygin offerte di lavoro da importanti uffici di progettazione automobilistica, inclusa l’AZLK (Fabbrica Automobilistica di Mosca), dove lavorรฒ dalla fine degli anni ’80 alla metร degli anni ’90. Tuttavia, le sue idee innovative non furono ben accolte e tutti i suoi progetti rimasero su carta.
Nel 1995, Kulygin emigrรฒ negli Stati Uniti, dove avviรฒ una piccola azienda per la produzione di kit car basati sulla piattaforma Pontiac Fiero. Morรฌ in un incidente motociclistico il 13 dicembre 2004.
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La sua creazione esiste ancora anche se rimaneggiata e in pericolo. Per qualche anno รจ stata nella collezione del periodico automobilistico Avto-Review. Oggi si trova al Museo dei veicoli dโepoca di Rogozhsky Val, anche se molto rimaneggiata.
Dopo un incidente negli anni Novanta la celebre cupola idraulica andรฒ distrutta. Vennero montate portiere convenzionali e fu riverniciata in rosso Ferrari. Il complesso tergicristallo โpieghevoleโ fu rimpiazzato da un semplice tergi VAZ-2108. Lโinterno รจ stato โaggiornatoโ negli anni 2000 con sedili aftermarket e impianto audio. Il museo ha in animo di fare un restauro filologico ma non ha ancora avviato i lavori per mancanza di fondi.
Un destino incerto il suo, come quello dellโanimale da cui ha preso il nome.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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