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Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero

Ringo Starr: lo spot è un mistero giapponese

A volte i problemi difficilissimi hanno soluzioni semplici, inaspettate. A volte non servono matematici e geni, serve uno come Ringo Starr.

Boomerissimo è un sito leggero. che racconta il mondo di ieri e di oggi con un sorriso. Ma la vita è fatta anche di cose serie, e non intendiamo ignorare i grandi misteri che hanno tormentato l’uomo fino a oggi, specialmente quando possiamo facilmente risolverli. 

Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero
Ringo Starr e lo spot che finalmente chiarisce uno dei più grandi misteri dell’uomo (Screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Uno di questi è sicuramente la paradossale struttura della lingua giapponese, scritta in tre alfabeti che perlopiù nemmeno i giapponesi capiscono. Tenetevi forte perché qui saliremo sulle montagne russe della linguistica, partendo da uno degli oggetti più semplici, che non a caso fu la prima tentazione dell’uomo: la mela

Il mistero della mela giapponese

Mela in giapponese si dice “Ringo” (e vedrete tra poco un’autorevole lezione in materia) e si scrive  (林檎), nell’alfabeto kanji (esistono anche i più semplici hiragana e katakana).

Fin qui tutto molto chiaro. Dove le cose diventano interessanti e particolarmente sfidanti per la precisa mentalità giapponese è che “Ringo” non significa solo “mela”, ma anche “mele”. Singolare e plurale hanno la stessa grafia e pronuncia. Allarme. Roba da fondere i calcolatori del centro di calcolo dell’università di Kyoto. 

Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero
La mela, la tentazione più antica dell’uomo e il più paradossale mistero della lingua giapponese (Screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Ma c’è molto di più. In giapponese Ringo si usa anche come simpatico nomignolo, il che moltiplica le variabili. Se incontrate qualcuno che i giapponesi chiamano Ringo e lo chiamate così, lo state anche chiamando “mela” o “mele”. Una cosa che i giapponesi trovano divertentissima. 

Ma parliamone, dell’umorismo giapponese, e delle battute e giochi di parole che questo popolo, noto per la sua elasticità e flessibilità, ama utilizzare, come delicati ricami che abbelliscono le conversazioni, e le rendono spassosissime. Se avete mai visto un gruppo di giapponesi esplodere contemporaneamente in una risatina incontrollabile, lacrime agli occhi e mano sulla bocca, è proprio a causa di queste battute, in giapponese “dajare” (駄洒落). Giochetti che utilizzano i multipli significati delle parole per produrre risultati di umorismo assoluto tipo: “Perché il pomodoro è diventato rosso? Perché ha visto il condimento dell’insalata”. I nippoparlanti potranno sbellicarsi leggendolo in originale giapponese (e per favore non chiedeteci in che alfabeto sia scritto): (トマトが赤くなったのはなぜですか? ドレッシングが見ていたから!).

Un’altra forma linguistica che causa pericolose esplosioni di ilarità è detto Shirtori, qui i parlanti si dilettano a pronunciare parole che iniziano con la stessa sillaba con cui finisce la precedente parola. Una specie di incrocio tra cubo di Rubik e alfabeto farfallino, che in Estremo Oriente viene considerato tanto divertente quanto per noi può esserlo un monologo di Totò.

A questo punto dovrebbe essere chiaro come il giapponese sia da un lato un meraviglioso giardino di doppi sensi e umorismo, dall’altro un complesso campo minato in cui urtare la sensibilità del proprio interlocutore è tremendamente facile e può produrre risultati devastanti

Ripartire da Ringo

A cercare di districare questa matassa, che possiamo considerare uno dei più angosciosi misteri con cui si misuri l’umanità, è stato chiamato qualcuno che malignamente potremmo definire non particolarmente acuto. Come dire, se ci riesce lui, deve essere facile…

The Beatles, con Ringo Starr – Boomerissimo.it

Ed ecco che nel 1996, quando la fabbrica giapponese di succhi Ringo, si trovò a dipanare il secolare conflitto tra “Mela”, “Mele” e “Ringo”, pensò di affidarsi alla mano sicura di Ringo Starr.

Lo spot in video

Ringo, Ringo o Rìngo Starr? – Boomerissimo.it

Di questo spot divertentissimo, pur avendo passato una trentina d’anni a inventarne, confessiamo di non avere capito quasi nulla. Lo stesso ci permettiamo di sospettare sia successo a Ringo Starr. 

Ma come diceva un altro orientale piuttosto noto “Non importa di che colore sia il gatto, purché acchiappi i topi”. E se le giovani giapponesi se la ridono alla grande significa che la macchina creativa-produttiva che ha concepito quest’opera mirabile ha raggiunto il suo obiettivo. O almeno così si sforza di mostrare, dopo mesi e mesi di analisi, riunioni, ricerche-pre e ricerche-post che non possono certamente andare sprecate

Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero
Ringo Starr e le risate delle giovani giapponesi (Screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Ma la vera chicca è il teaser

A testimonianza del tormento che deve avere accompagnato cliente e agenzia, creativi e uomini di marketing, attraverso questo progetto, che prendeva di mira uno dei grandi misteri dell’uomo, e sicuramente della lingua giapponese, c’è il teaser.

Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero
Arrivano gli UFO (Screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Dicesi teaser quel filmato che ancora non svela il contenuto della comunicazione (sia essa campagna pubblicitaria per un prodotto, un film o un politico), ma crea attesa e tensione su quell’incredibile “qualcosa” che sta per succedere.

E se molti hanno prima o poi visto le evoluzioni di Ringo intorno al succo di mela, solo i più attenti (e dunque da oggi i lettori di Boomerissimo) conoscono la suspence che venne creata in Giappone, per preparare il lancio della campagna

Ringo Starr: lo spot chiarisce il mistero
Ringo Starr, il portatore di Simple Life (Screenshot Youtube) – Boomerissimo.it

Una nave spaziale technovintage, dal look meraviglioso,  che atterra in qualche luogo del Giappone, pronta a portare al mondo “Simple Life”. Non sappiamo ancora di cosa si tratti, ma sappiamo che dalla nave spaziale, un UFO che stavolta porta il bene, esce proprio lui: Ringo Starr.

Il video del teaser

Ringo Starr, porta al mondo (o quantomeno al Giappone) “Simple Life”

Un trionfo davanti al quale non esitiamo a gridare al capolavoro

Con ciò finisce il nostro piccolo excursus, che con l’aiuto del Beatle più strampalato e simpatico di tutti ha rimosso un problema che forse anche voi adesso trovate tormentoso. 

Ora la vita è più semplice. Ora non dimenticatevi che se in Giappone incontrate qualcuno che si chiama Ringo potete (o dovete) chiamarlo “Mela” (o Mele?). 

Da Boomerissimo è tutto, a voi studio.

Antonio Pintér

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Comments (

4

)

  1. Uno spot straordinario racconta la grande rivoluzione degli anni ’90 – Boomerissimo

    […] di chili di solida plastica e metallo (e stucco gommoso, non dimentichiamolo). Sì, ci sono davvero spot che cambiano la storia del mondo. E non sempre perché sono molto belli, anche un brutto spot può annunciare una nuova […]

  2. Marginal

    grazie! articolo capolavoro

    1. Antonio Pintér

      Grazie, più mettevo insieme i pezzi più mi faceva ridere 🙂

  3. 2001: Boomerissimo nello spazio – Boomerissimo

    […] levate ai titoli di testa. Fellini si complimentò con Kubrick, John Lennon, nume tutelare dei Beatles, affermò di guardarlo almeno una volta a settimana, altri lo definirono un capriccio. Insomma è […]

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