Storia di una nonna, una candeggina e uno STRAP: quando il bucato diventa un’avventura da brividi anni ’80
Devo essere diventata un meme ambulante, quella grumpy old lady con i capelli spettinati che ne ha una per tutti. Non che ci voglia molto impegno a dir la verità, il momento storico non aiuta.

Sarà per questo che mi trovo a simpatizzare con chi è in grado di leggere e scrivere in corsivo, che mangia senza fare fotografie dello splendido impiattamento o che quando si fa una fotografia (se proprio deve, eh…) evita di atteggiare la bocca a posteriore avicolo.
Anche la memoria sta diventando selettiva, mi ritornano in mente personaggi che una volta ritenevo “vecchi” e che oggi definirei in altro modo.
Signore pubblicità
Dopo aver indagato sulla signora che arrivava presto, finiva presto e di solito non puliva il water (perché nel water metteva una schiuma attiva eh, mica lo lasciava sporco…), mi sono scoperta a rievocaare l’immagine di un’altra signora, dall’apparenza meno Rottermeier, ma altrettanto decisa nei suoi consigli: la nonna della candeggina.
Siamo già oltre l’era di Carosello. Il contenitore di storie con il “codino” dedicato alla reclame aveva dato la buonanotte ai bambini per l’ultima volta il primo gennaio del 1977. Si apriva un’altra era, quella in cui lo spot era costruito in toto per vendere un prodotto, come è logico che sia.
Come mi ha raccontato il mio socio e sodale, Antonio Pintér, che il mondo della pubblicità, della “Milano da bere”, lo ha conosciuto dall’interno, i pubblicitari, i creativi si dividevano in due distinte categorie: gli intellettuali, che con il loro acume, il loro genio creavano campagne belle da vedere (che facessero vendere il prodotto non era l’obiettivo principale) e quelli che misuravano il successo del loro lavoro su quanto avevano fatto incrementare le vendite.
In questo secondo caso non si potevano usare troppi voli pindarici, un semplice causa-effetto, magari ben presentato era l’optimum.
Non un pubblicitario in senso filologico, ma uno che sapeva vendere è stato Mike Bongiorno. Come testimonial è stato tra i più apprezzati dalle aziende, quando parlava del prodotto lui dava l’impressione di credere a ciò che stava dicendo. C’era bisogno di personaggi di questo tipo, capaci di infondere sicurezza nel consumatore indossando i panni dell’esperto.
E chi poteva infondere più sicurezza di una solida ed inoffensiva nonnina alle prese con il bucato?
Semplice ed efficace
Come per la signora Luisa, la ricerca del chi e come non è stata priva di difficoltà. Non esiste un database efficace che tenga traccia di spot e commercial.
Lo spot era semplice, la nonnina intenta a fare una qualsivoglia faccenda domestica con nipote a caso, la/lo redarguisce malamente quando le/gli si strappa un capo, facilmente una camicia. Il tormentone era più o meno: “Tu sbagli candeggio…io uso ACE, perché ACE smacchia a fondo senza ssstrap”.
A parte il fatto che camicette, magliette, tovaglie si usurano, mi sono sempre chiesta perché lo strappo avvenisse sempre ad altezza ascella. Non sarà stato che la camicia era troppo piccola? Che avesse preso qualche chiletto?
Forse la/il nipote aveva usato troppa candeggina sotto le ascelle per togliere le macchie di sudore? Un interrogativo rimasto senza risposta.
Per risalire all’agenzia a cui la pubblicità fu affidata dalla Procter & Gamble mi sono nuovamente affidata alla memoria del buon Pintér. Si trattava della Grey. Una delle agenzie del secondo tipo, una di quelle che alla pubblicità chiedeva di vendere e non di essere qualcosa solo da ammirare.
Ma il busillis è l’identità delle nonne che si sono succedute nel consigliare il NaCIO, l’ipoclorito di sodio, la candeggina insomma.
Dalla rete sono venuti fuori due nomi, che vi prego di prendere con il beneficio del dubbio.
La prima ad indossare la candida ed impeccabile camicia sarebbe stata Olga Romanelli. Di lei non si hanno che poche informazioni. È stata attrice caratterista nel cinema italiano, apparendo in diversi film tra gli anni ’60 e ’80. Era la madre dell’attrice e cantante Ria De Simone e dell’attrice Lily Romanelli.
A Olga è succeduta Carla Monti nella seconda metà degli anni ’80, mantenendo il ruolo fino alla prima metà degli anni ’90. Anche Monti era una caratterista che aveva cominciato a calcare le scene come soubrette nelle riviste, per poi passare alla prosa seria. Come spesso accade però, nonostante tanto teatro, cinema e televisione il suo volto rimane legato ad uno spot.
Nota a margine. Entrambe le attrici erano doppiate, la voce amabile ma decisa della nonna che non sbaglia candeggio era di una grandissima doppiatrice e attrice, Liliana Feldmann.
Oggi il testimone del testimonial (non mi sono saputa esimere dalla battuta) è passato a personaggi meno tipizzati, via la nonna, benvenuto Claudio Bisio, che, comunque l’età per essere nonno ce l’ha.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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