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Crujiff e Beckenbauer

Crujiff e Beckenbauer, un’amicizia obbligata: “nessuno sa”

Beckenbauer e Cruijff, due nomi, che non necessariamente in quest’ordine hanno marcato il calcio del ventesimo secolo

Il calcio mi tocca solo tangenzialmente. Non sono un’appassionata, non ho una squadra del cuore, certe espressioni di fanatismo mi lasciano alquanto basita. Ho incanalato la mia passione altrove.

Crujiff e Beckenbauer
Crujiff e Beckenbauer – Boomerissimo.it

Lo sport, per quanto poco, mi piace fatto, non guardato.

Il calcio in tv

Mi fa specie oggi, ascoltare tanti bambini e bambinetti che vanno a scuola calcio. Quando avevo io la loro età, i miei compagni giocavano per strada, o in qualche campo rimediato e i genitori si interessavano poco e nulla di quanto tra queste squadre rimediate succedeva.

Il televisore ai miei tempi – Boomerissimo.it

Le bambine, di solito si interessavano ad altro. Giocavano con le Barbie o altre bambole, qualcuna con le pentoline (non io, a tutt’oggi la cucina non mi appassiona). I calciatori non erano idoli delle folle, o meglio, erano idoli degli appassionati, ma come poteva esserlo uno sportivo, avevano mogli normali. Era l’epoca pre-veline.

In casa mia si seguiva la tradizione, senza particolari fanatismi. Mio padre affermava di essere andato allo stadio una volta sola e non gli era piaciuto, preferiva godersi le partite dal divano di casa. Mai saputo quale fosse la sua squadra del cuore, le partite le guardava tutte.

Mio nonno, dittatore indiscusso in casa, detentore del potere assoluto in ogni ambito, compreso quello sulla televisione non era gran che appassionato di calcio. Guardava con sufficienza e distrattamente le partite delle squadre a lui affini geograficamente, Nocerina e Napoli, ma senza che la cosa lo tangesse più del dovuto.

La noia mortale di quelle partite trasmesse dal televisore in bianco e nero poteva trasformarsi in una tragedia sanguinaria degna di Tito Andronico se osavi chiedere di cambiare canale. Mio nonno, classe ’99, di nobile lignaggio borbonico ampiamente decaduto, era in grado di distruggerti con le onde d’urto delle sue offese urlate, ricercate e colorite se solo osavi mettere in dubbio la sua supremazia.  

Il livello della sua attenzione nei confronti delle partite di calcio aumentava durante le competizioni internazionali. E’ abbastanza ovvio che tenesse per l’Italia per una questione campanilistica, ma i suoi calciatori preferiti non erano del Bel Paese, anzi erano due esponenti del calcio del nord Europa: Franz Beckenbauer e Johann Cruijff. Quando sapeva che giocava la Germania e l’Olanda, prendeva la sedia (mai visto in poltrona) e la collocava strategicamente a un metro e mezzo dalla tv. E zitti tutti.

Franz e Johann

Mai saputo perché ne fosse così ammirato, se fosse una questione di tecnica calcistica di cui non credo che fosse un gran conoscitore, ma la loro provenienza geografica, per mio nonno, era garanzia di genio e affidabilità. Del resto per sancire la bontà di un prodotto, nella sua visione, bastava dire che era tedesco.

Non che la sua scelta fosse peregrina, Beckenbauer e Cruijff hanno dato lustro al calcio del ventesimo secolo.

Un assaggio dei due campioni – Boomerissimo.it

La loro carriera si è svolta in parallelo per vent’anni, dal 1964 ai primi anni Ottanta. I loro ruoli erano diversi, se il tedesco è catalogato come “difensore, libero”, l’olandese è incasellato come “ attaccante, centrocampista”.

Kaiser Franz rivoluzionò il ruolo di libero, trasformandolo da una posizione puramente difensiva a una di regia e costruzione del gioco. Molto elegante in campo, dotato di potenza fisica, aveva una grande capacità di leggere il gioco ed era abile sia in fase difensiva che offensiva. Era in grado anticipare le mosse degli avversari con uno straordinario tempismo negli interventi difensivi. Ma allo stesso tempo sapeva rendersi disponibile in fase offensiva partendo dalla difesa.

Cruijff, “l’olandese volante” era un giocatore estremamente versatile, con la capacità di ricoprire più ruoli tra centrocampo e attacco. Dotato di una tecnica sopraffina e grande creatività, era velocissimo in campo e il suo dribbling essenziale era praticamente inarrestabile. Fu l’interprete più emblematico del “calcio totale”.

Oltre alle caratteristiche tecniche eccezionali, aveva un grande carisma che lo rendeva un leader naturale.

Erano anche ottimi amici. I due campioni si incontravano spesso durante le vacanze invernali a Kitzbühel, in Austria, dove Beckenbauer viveva. Lì,  trascorrevano molto tempo insieme sciando e chiacchierando.

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Alla rivista 11Freunde l’olandese confidò: “Non posso dire esattamente quando siamo diventati amici. Ma anche quando giocavamo, istintivamente avevamo un grande rispetto l’uno per l’altro e questo si è trasformato organicamente in amicizia”. Aggiunse poi: “A parte forse Pelé e Diego Maradona, nessuno può immaginare cosa significhi essere Johan Cruijff o Franz Beckenbauer. ‘Entrambi sappiamo che la vita al vertice è solitaria.”

Il primo a venire a mancare è stato Cruijff nel 2016. Di lui Kaiser Franz disse: «È stato, senza alcun dubbio, il miglior giocatore che il calcio europeo abbia mai prodotto… Non era solo un buon amico. Per me, era come un fratello» 

Il migliore

 Impossibile decidere chi dei due sia stato il migliore e neanche si deve. E’ pessimo costume soppesare i meriti, soprattutto dei grandi.

I due campioni – Boomerissimo.it

Entrambi sono universalmente considerati tra i più grandi calciatori di tutti i tempi. Il tedesco è stato inserito al 3° posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo dell’IFFHS, mentre l’olandese è stato votato come miglior giocatore europeo del XX secolo. Entrambi hanno vinto  il Pallone d’Oro (Beckenbauer nel 1972 e 1976, Cruijff nel 1971, 1973 e 1974).

Entrambi hanno dimostrato che il calcio può essere molto più di un semplice sport: può essere un’arte, una scienza, una filosofia.  La loro amicizia fuori dal campo, nonostante la rivalità sportiva, è testimonianza della grandezza di questi due uomini. Hanno compreso, forse meglio di chiunque altro, la solitudine del vertice e il peso della gloria.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it® 

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