La serie che andava oltre l’ultima frontiera ha rischiato di non vedere la luce
Gli amanti di Star Trek amano tutte le stagioni e i vari comandanti, ma il primo amore non si scorda mai.

Siamo tutti affezionati al capitano James T. Kirk e al parrucchino del suo primo interprete, William Shatner e non sarebbe immaginabile un’Enterprise senza Spock, che avrà per sempre le sembianze di Leonard Nimoy.
E’ stata una serie che ha rivoluzionato, per quanto si potesse fare nella bigotta America degli anni Sessanta, l’andamento tipico delle serie tv. Uno dei primi baci interrazziali sono stati “prodotti” proprio tra Kirk e Uhura, ma tutta la serie è stato un baluardo delle diversità. Tra i suoi ufficiali c’erano esponenti di diverse provenienze geografiche (oltre che aliene).
Ma non fu una passeggiata.
La coscienza di Star Trek
Gli anni Sessanta sono stati anni complicati, durante i quali la questione della parità dei diritti era lontana dall’essere risolta. Certe abitudini, certi modi di pensare sono così automatici che c’è bisogno di qualcuno dal pensiero libero in grado di far riflettere.
Nichelle Nichols, il tenente Uhura, veniva pagata meno dei suoi co-protagonisti maschi. Quando Leonard Nimoy lo venne a sapere si impegnò in prima persona. Walter Koenig (Chekov) ha ricordato: “Quando il cast si accorse che c’era una disparità di retribuzione, in quanto io e George ricevevamo la stessa retribuzione, ma Nichelle non riceveva altrettanto, lo feci presente a Leonard e lui lo fece presente al front-office, che intervenne”.
Un’azione che Spock fu costretto a ripetere quando andò in onda la serie animata di Star Trek. La produzione voleva prendere dei doppiatori per i personaggi non protagonisti. Ancora una volta Nimoy usò il “vulcanian nerve pinch” nei confronti dei capi affinché Nichelle Nichols e George Takei fossero assunti per dare voce ai loro personaggi.
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L’impegno di Nimoy è stato costante, tanto che Gene Roddenberry, il creatore della serie, iniziò a riferirsi a Nimoy come “la coscienza di Star Trek ”.
Il primo episodio
Eppure i viaggi dell’astronave Enterprise alla ricerca di nuovi mondi hanno rischiato seriamente di rimanere incagliati al volo inaugurale. Insomma un Titanic del futuro.
Gene Roddenberry aveva ideato questa serie ispirandosi un po’ ai Viaggi di Gulliver di Swift, ai romanzi con protagonista il capitano Hornblower, un po’ al film Il pianeta proibito, un film di fantascienza del 1956, mescolando il tutto con un pizzico dello show televisivo western Carovane verso il west (Wagon Train).
Star Trek, nelle intenzioni del suo ideatore doveva funzionare su due livelli differenti: proporre avventure emozionanti e suscitare domande in ambito sociale.
Fu quindi girato l’episodio pilota, dal titolo The Cage. Il Capitano dell’USS Enterprise è Christopher Pike, interpretato da Jeffrey Hunter. Nel corso dell’episodio l’equipaggio riceve un segnale di soccorso da Talos IV, dove trovano i sopravvissuti di una spedizione scomparsa diciotto anni prima. In realtà è una trappola dei Talosiani, una razza aliena telepatica. Costoro hanno intenzione di ripopolare il loro pianeta con una razza di schiavi umani generati dall’unione di Pike con tale Vina.
Al di là della trama un po’ pruriginosa, ci sono delle evidenti assenze. Manca Kirk e, come primo ufficiale c’è una donna, identificata come Number One, interpretata da Majel Barrett. Era un passo avanti enorme nella storia dell’umanità televisiva, una donna in ruolo di comando. O almeno lo sarebbe stato.
Completato il pilota, fu presentato ai vertici della NBC per l’approvazione. Il punto è che venne rifiutato. La rete ritenne la serie “troppo intellettuale” e ordinò un secondo episodio pilota con cambiamenti significativi. Uno dei punti dolenti fu proprio il ruolo di Number One.
I tempi non erano maturi, i dirigenti della NBC non si sentivano a proprio agio con l’idea di una donna in una posizione di alto livello su una nave spaziale. In più, il test effettuato con il pubblico aveva trovato Number One troppo “fredda” e poco emotiva.
Lo studio decise quindi di rinnovare l’intero concept, mantenendo solo il personaggio di Spock dell’episodio pilota originale.
Number One fu sostituito da, nientepopodimeno che, William Shatner nel ruolo del Capitano James T. Kirk, che divenne il nuovo protagonista. Spock, interpretato da Nimoy, assunse il ruolo di primo ufficiale nella serie rivisitata.
Quanto girato fu “cannibalizzato” ed usato parzialmente nel doppio episodio L’ammutinamento, della prima stagione di Star Trek. Venne trasmesso, così come era stato concepito, solo molti anni dopo, nel 1988.
E Majel Barrett? Non finì su una strada. Sposò Gene Roddenberry e continuò ad entrar ed uscire dalla serie interpretando ruoli diversi. E’ lei l’infermiera Christine Chapel, sua la voce dei sistemi informatici della Flotta Stellare in diverse serie e film della saga e fu ancora lei ad interpretare Lwaxana Troi nelle serie successive di Star Trek, The Next Generation e Deep Space Nine.
Il suo contributo al franchise è andato ben oltre la sola recitazione. Dopo la morte di Roddenberry ha continuato a lavorare per mantenere viva la sua eredità visionaria.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®


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