L’astronave Enterprise viaggiava oltre la velocità della luce, andando alla ricerca di nuovi mondi. Ma è sulla Terra che ha sgretolato un tabù.
Spazio: ultima frontiera, così recitava la voce fuori campo all’inizio di ogni episodio di Star Trek. L’Enterprise vagava per lo spazio intergalattico alla ricerca di nuovi mondi e civiltà. Erano dei pionieri, con la volontà di conoscere e non colonizzare, stabilire relazioni, non imporre il proprio modo di vivere.

Per quanto da collocare nel contesto storico, negli anni Sessanta degli Stati Uniti, era davvero innovativa.
Una serie “avanti”
Ci sono molti motivi per cui Star Trek è una serie all’avanguardia. Molti degli oggetti e delle funzioni tecnologiche presentate, come telefoni cellulari, tricorder (sensori portatili), Phaser (armi a energia diretta) sono diventati realtà. Per il teletrasporto stiamo ancora aspettando, quello davvero sarebbe la soluzione al problema dell’inquinamento da traffico…
La serie aveva una visione ottimistica e inclusiva del futuro dell’umanità. Nella “Federazione” persone di ogni razza, genere e provenienza lavoravano insieme in pace. Utopia o speranza? Non per nulla si tratta di fiction. La fantascienza, lo spazio sono stati per gli autori un filtro attraverso il quale parlare di questioni sociali contemporanee come il razzismo, il sessismo, la guerra del Vietnam e la guerra fredda. Gli episodi fungevano da parabole, da fiabe con la morale che promuovevano l’uguaglianza e ideali antixenofobici.
Un bacio spartiacque
L’equipaggio dell’Enterprise vedeva lavorare insieme persone di diverse origini. Oltre a Spock, mezzo vulcaniano e mezzo umano, ma tutto d’un pezzo, a coadiuvare il capitano Kirk c’erano ufficiali di origine asiatica, europea (compresa l’allora nemica Russia) ed africana.
Correva l’anno 1968 e nel decimo episodio della terza stagione della serie, dal titolo Plato’s stepchildren (Umiliati per forza maggiore, il titolo italiano) l’inclusività, l’antirazzismo della serie raggiunge uno dei suoi momenti più alti. In quella puntata l’astronave comandata da Kirk risponde a una chiamata di soccorso proveniente da un pianeta abitato dai Platoniani, una razza simile a quella umana con poteri psicocinetici. I Platoniani hanno fondato la loro civiltà sui principi dell’antica Grecia. Ma costoro, per tutta una serie di complessi motivi, usano i loro poteri per umiliare e controllare l’equipaggio dell’Enterprise per il loro divertimento. Spock è costretto a ballare e il Capitano Kirk e il Tenente Uhura sono costretti a baciarsi, pur lottando per non farlo. Il bacio, dal punto di vista della volontà di entrambi, si può pertanto considerare non consensuale.

Seppur avvenuto sotto costrizione, si è trattato se non del primo in assoluto, di certo uno dei primi baci interrazziali della storia della televisione. Da notare che avvenne a distanza di un anno dalla storica decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Loving vs Virginia, che sanciva l’incostituzionalità delle leggi che proibivano i matrimoni interrazziali.
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Diversamente da quanto si possa pensare, le reazioni della maggior parte dei fan della serie fu positiva. Tra le lettere che arrivarono alla rete a commento dell’episodio, la maggior parte era di apprezzamento. Le maggiori resistenze per quel bacio erano arrivate dalla rete, la NBC. I dirigenti erano preoccupati di come avrebbero preso il bacio soprattutto i telespettatori del sud, dove i tabù interrazziali erano ancora molto forti. Spinsero affinché venisse girata una versione alternativa di quell’episodio, ma William Shatner (Kirk) e Nichelle Nichols (Uhura) resero deliberatamente inutilizzabili le riprese, assicurandosi che la versione del bacio fosse l’unica da trasmettere. Nichelle Nichols è stata un’attivista per i diritti delle minoranze sin da tempi non sospetti. Dopo la prima stagione di Star Trek avrebbe voluto lasciare, ma fu Martin Luther King a persuaderla a rimanere. La sua partecipazione alla serie in un ruolo che non era quello convenzionale della donna nera al cinema e in TV avrebbe aiutato il pubblico a cambiare idea sugli afroamericani. Quella volta la fantascienza aprì la porta ad una nuova e più libera realtà.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it


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