Una puntata indimenticabile della serie tv più amata dalle famiglie nasconde un segreto: si ispira a due delle più terribili tragedie della storia americana. Un’operazione che sarebbe stata impossibile senza il genio di Michael Landon
Una delle cose che amiamo di “La Casa nella Prateria” è la sua volontà di trasportare gli spettatori nei drammi della vita reale. La serie non ignora la cattiveria, l’orrore, l’invidia, le ingiustizie, la morte.

Ci aiuta, e ha aiutato innumerevoli bambini nella sua lunghissima storia, a conoscerli, ad accettarne l’esistenza, e a elaborare delle strategie per superarli. Non è tutto zucchero e buoni sentimenti, quella di La Casa nella Prateria. È un piccolo (o grande) manuale che Landon ci ha lasciato, per misurarci con la durezza reale, e talvolta implacabile della vita.
Non è un caso che la più celebre puntata natalizia della serie, non si sperda in una celebrazione che potrebbe anche essere legittima, e piacevole da gustare, riuniti intorno del caminetto elettronico televisivo nei giorni delle Feste. No, la più celebre puntata natalizia della serie si intitola “La Tormenta” è la numero 11 della terza stagione, e si ispira a una storia terribilmente drammatica e realmente accaduta.
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L’inverno non è solo la stagione dell’albero acceso, del fuoco che scoppietta nel camino, del punch caldo e delle sciarpe e dei calzettoni. Fuori dal confort della vita moderna, l’inverno può essere una stagione cupa, pericolosa e spaventosa. Lo sapevano bene i pionieri americani, che dovevano affrontarlo senza ripari, senza tecnologia, senza previsioni del tempo. E lo sapeva bene Michael Landon quando decise di portare sullo schermo una delle storie più drammatiche mai raccontate nella serie “La Casa nella Prateria”.
La vera storia dietro la storia
Nel 1888 l’America fu colpita da due tormente spaventose. La prima, chiamata “La Tormenta dei Bambini”, si abbatté sulle Grandi Pianure tra il 12 e il 13 gennaio. La seconda, “La Grande Tormenta del 1888”, che devastò la costa est dal 11 al 14 marzo. Un’autentica catastrofe naturale, che oggi è difficilmente immaginabile: il freddo si portò via più di 600 vite. La “Tormenta dei Bambini” fu particolarmente straziante: decine di scolari persero la vita mentre tentavano di tornare a casa da scuola, sorpresi all’improvviso dalla neve, dal vento, morti assiderati.

È la storia che Michael Landon decise di far rivivere agli spettatori della “Prateria” nella puntata natalizia del 1977. Ma come ricreare in modo credibile l’atmosfera terrificante di una tormenta fi ghiaccio e di neve come quella, sotto il sole della California meridionale? L’idea era buona, ma Landon non era uomo facile ad accontentarsi e il rischio dell’imperfezione non era cosa che facesse parte del suo repertorio. per venirne fuori dovette entrare in gioco tutto il genio di un uomo che sui set cinematografici aveva ormai visto di tutto.
Come un farmacista della Prateria, che si deve accontentare di elementi e macchinari tutto sommato rudimentali per ottenere risultati perfetti e salvare (almeno si spera) la vita dei suoi pazienti, Landon trasformò uno dei più grandi studi della Paramount in un angolo del Minnesota invernale. Utilizzò una gigantesca vasca d’acqua, neve artificiale e – con un’intuizione che oggi ci fa sorridere – materiale isolante, qualcosa di simile al polistirolo. Il risultato fu come un quadro in movimento: la neve che turbinava sembrava vera, il freddo quasi si poteva sentire attraverso lo schermo.
L’inganno del cinema, creato alla perfezione con strumenti rudimentali. E rivedendo quelle scene non si può che rimanere ammirati di un realismo che nemmeno la computer grafica e gli effetti speciali digitali sono riusciti a superare. Il vecchio mondo analogico riesce ancora a tirare le sue zampate.
Un Natale di speranza
La puntata è ambientata, curiosamente, a scuola, la sera di Natale. Non è ben chiaro cosa i bambini stiano facendo lì la sera della vigilia, ma ci dimenticheremo presto di questa piccola incongruenza, voluta per rendere il clima più natalizio. Il cielo non promette nulla di buono, il vento comincia a soffiare minaccioso. La maestra Miss Beadle decide di mandare a casa i bambini prima del previsto, sperando che possano evitare la tormenta.
“The Blizzard” la puntata natalizia della Casa nella Prateria – Boomerissimo.it
Invece, è l’inizio di un incubo che ci tiene ancora con il fiato sospeso: i piccoli si perdono nella bufera, mentre Charles Ingalls e gli altri uomini della città rischiano la vita per cercarli. La scuola si trasforma in un ospedale improvvisato per i bambini che vengono recuperati, mezzi assiderati. Una tragedia che ha solo una visibile vittima: un uomo, il signor McGinnis, che muore cercando suo figlio nella tormenta. Il ragazzo sarà infine salvato, ma non lui, travolto dal freddo e dalla neve.
E’ l’accenno alla tragedia, vera, che ispira la puntata e che fu nella realtà molto più tragica. Ma alla fine, come in ogni grande storia di Natale, il calore della della speranza brilla più forte del gelo: Charles legge la storia della Natività a quei bimbi salvati per miracolo, mentre Walnut Grove si stringe attorno a loro.
È una storia che parla della fragilità. Ma in realtà ci mostra la forza del genio e della volontà inossidabile di un uomo che al suo show aveva dato tutto.
Forse non era quello il messaggio che Landon voleva trasmettere. Ma per chi sa, per chi ha letto per esempio questo articolo, e sa cosa ci sia dietro quella sorprendente puntata “La tormenta” è anche un messaggio così.
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Tutto è possibile se lo vuoi veramente. Non servono le tecnologie del terzo millennio per realizzare quello che poteva benissimo sembrare impossibile a tutti.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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