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Eduardo De Filippo

Natale in Casa Cupiello, l’ossessione del presepe

Natale in casa Cupiello ha quasi 100 anni, ma nasce da una storia vera. Eduardo la rese immortale

Natale รจ il momento dei tormentoni. Non solo quelli musicali. Eโ€™ giร  un problema districarsi tra Bing Crosby, Frank Sinatra, Mariah Carey, Michael Bublรจ e gli Wham, il dramma intestino di scegliere tra pandoro e panettone e come addobbare la casa.

Eduardo De Filippo
Eduardo De Filippo – Boomerissimo.it

Presepio o albero? O entrambi? E lโ€™albero in quale colore? Argento e blu o rosso e oro? Mamma ho perso lโ€™aereo o una Poltrona per due? Le mie risposte sono nellโ€™ordine: Frank, panettone classico, niente e Mamma ho perso lโ€™aereo.

Quando il Natale era semplice

Quando ero piccina e il Natale era ancora qualcosa di atteso e non unโ€™immane seccatura, non cโ€™erano decisioni da prendere, era tutto rigidamente codificato. Potrร  sembrare strano oggi, ma per me il panettone รจ una tradizione recente. Ai tempi in cui vivevo ad una latitudine diversa, i dolci natalizi da me conosciuti erano le cartellate e le mandorle atterrate.

La complessitร  di un antico presepe napoletano – Boomerissimo.it

Entrambe di preparazione laboriosa, per cui si cominciava a farle ai principi di dicembre. Ne venivano preparate in grandi quantitร  e poi suddivise tra le varie zie. Ognuna aveva la sua ricetta segreta che si guardava bene da condividere con le altre. Per me, le piรน buone erano quelle che faceva la mia mamma. Alla colonna sonora pensavano gli zampognari che a partire da dicembre giravano per le strade e se li chiamavi venivano a suonare in casa. Vi assicuro che il volume di una zampogna รจ di parecchi decibel. Tra albero e presepe non cโ€™era partita. Presepe. Lโ€™albero non veniva preso in considerazione, tra le altre cose non era in linea con la tradizione religiosa. Non immaginate perรฒ un presepe con personaggi in plastica, nativitร , Re Magi e quattro pastori qua e lร . No, a casa nostra, per merito (?) di mio nonno, la rappresentazione di Betlemme era degna della scenografia del Gattopardo, Visconti non avrebbe potuto fare di piรน.  Avevamo i pupi di terracotta, a decine, di diverse dimensioni, tra personaggi principali e semplici figuranti. Non mancava poi il bestiame, mandrie, greggi e cani. Il tutto occupava un tavolo ed una cassapanca su cui venivano montate montagne, deserti, grotte e cittร . Dimenticavo il fiume. Ma cโ€™รจ un fiume a Betlemme? Insomma era un vero spettacolo. Uno spettacolo che impiegava giorni per essere allestito e giorni per essere smontato, con mia madre che bofonchiava e pulivaโ€ฆ Ogni volta che le casse con i pupi venivano riportate a luce, ce nโ€™era sempre qualcuno che aveva bisogno di qualche intervento. Chi aveva il braccio staccato, chi la testa, chi la gamba. Il primario di chirurgia dโ€™urgenza era mio nonno e il suo aiuto mio padre che, armati di ceralacca e di una candela, rappezzavano i malcapitati. Ricordo ancora lโ€™odore della ceralacca fusa. Lo spettacolo doveva essere pronto per l’Immacolata. Macauley Culkin non era ancora nato e la poltrona per due dovevano ancora costruirla, per cui alla televisione era di prammatica guardare Natale in casa Cupiello.

Te piace ‘o presepe?

Natale in casa Cupiello non รจ una semplice opera teatrale ed รจ sicuramente limitativo definire commedia. Eโ€™ come la vita, dove i momenti comici sono misti alle miserie di tutti i giorni. Lโ€™opera teatrale, di fatto, rappresenta cinque giorni a partire dallโ€™antivigilia di Natale. Siamo a Napoli, Luca Cupiello, amabilmente chiamato Lucariello, vuole solo costruire il suo presepe, continuando a chiedere come un mantra: Te piace ‘o presepe?. Intorno a lui, il caos: il figlio Tommasino (Nennillo) รจ un ladruncolo che vuole vendersi tutto; il fratello Pasqualino รจ uno scapolo parassita che litiga sempre con il nipote; la figlia Ninuccia ha deciso di lasciare il ricco marito Nicolino per scappare con l’amante Vittorio.
Il dramma esplode durante il pranzo della Vigilia, quando i due rivali (marito e amante di Ninuccia) si trovano seduti alla stessa tavola per un malinteso creato dall’ingenuo Lucariello. Il capofamiglia, messo davanti alle pochezze della sua famiglia, ha un ictus.
Nel terzo atto, morente, ha le allucinazioni e vede un mondo pacificato che non esiste. Chiede a Tommasino per l’ultima volta: “Te piace ‘o presepe?”. E il figlio, per pietร , risponde “Sรฌ”.

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Lโ€™opera nacque come atto unico e venne portata in scena  per la prima volta il giorno di Natale del 1931 al Teatro Kursaal di Napoli.  La compagnia dei fratelli De Filippo (Eduardo, Peppino e Titina) portรฒ in scena unโ€™opera scritta in fretta e furia per chiudere la serata.

La prima edizione di Natale in casa Cupiello – Boomerissimo.it

Quello che videro quella sera corrispondeva, grosso modo, all’attuale secondo atto (il pranzo della Vigilia). Era una farsa divertente ma crudele, incentrata sul disastroso incontro tra il marito di Ninuccia e il suo amante. Eduardo aveva 31 anni e l’urgenza di chi deve dimostrare di non essere solo “il figlio di Scarpetta”. Il successo fu immediato, ma De Filippo sentiva che mancava qualcosa. Mancava il prima e mancava il dopo. Come Lucariello che non smette mai di aggiungere pastori, Eduardo continuรฒ a lavorare sul testo per anni.  Nel 1932, scrisse quello che oggi รจ il primo atto: il risveglio freddo alle 9 del mattino del 23 dicembre, (Lucariรฉ, Lucariรฉ… scรฉtate songh’ ‘e nnove!), il caffรจ disgustoso (che bella schifezza e cafรจ c’hai fatto, Cuncรจ), la colla da sciogliere, il conflitto perenne con la moglie Concetta. Tenta anche di recuperare con Concetta: “Tu sei permalosa, sei diventata permalosa, Non ti pigliร  collera, Conceโ€™. Tu sei una
donna di casa e sai fare tante cose, come si deve. Pasta e faggioli, โ€˜a frittata cโ€™ โ€™a
cipolla, sei maestra, sei la reginetta della frittata cโ€™aโ€™ cipolla, come la fai tu non la sa
fare nessuno. Ma โ€˜o ccafรจ non รจ cosa per te.

Solo nel 1934, a Milano (o nel 1943 secondo alcune ricostruzioni critiche piรน recenti che citano il completamento definitivo), Eduardo aggiunse il terzo atto. Fu l’aggiunta decisiva, quella che trasformรฒ una commedia degli equivoci in una tragedia umana. L’ictus di Luca, il delirio finale, quel “sรฌ” strappato al figlio Tommasino sul letto di morte che non รจ una riconciliazione, ma una pietosa bugia.

Natale in casa Cupiello – Boomerissimo.it

Per noi bambini di ritorno, La versione, quella che abbiamo stampata nella mente, รจ, probabilmente, quella televisiva del 1977.
Fu registrata a colori per la Rai, per il ciclo “Il Teatro di Eduardo”. Lรฌ Eduardo รจ ormai anziano, fragile, perfetto per il ruolo. Sua moglie Concetta รจ una monumentale Pupella Maggio, e il figlio ribelle Tommasino (“Nennillo”) รจ interpretato dal vero figlio di Eduardo, Luca.
Nella prima storica versione teatrale del 1931, il ruolo del figlio scapestrato e ladruncolo era interpretato dal fratello Peppino De Filippo, che aveva quasi 30 anni. Potenza del teatro. 

Lucariello, quello vero

Luca Cupiello รจ un personaggio universale, certo. Rappresenta l’uomo che si rifiuta di vedere la realtร  (la figlia fedifraga, la disgregazione della famiglia, la povertร ) e si rifugia in un mondo perfetto in miniatura.

Eduardo ormai anziano – Boomerissimo.it

Ma Luca Cupiello pare esistesse davvero. Esiste una dichiarazione di Sandro Petti, nipote di una famiglia Colucci di Ischia, che ha sostenuto in un’intervista che Eduardo si fosse ispirato al nonno e alla loro famiglia (dove i De Filippo erano ospiti), ma questa rimane una testimonianza di parte. Comunque per amore di completezza citiamo quanto detto da costui. Lโ€™uomo era noto per tormentare i familiari con la sua passione divorante per il presepe. Questo signore si alienava completamente dalla vita domestica, perseguitando chiunque con domande sui dettagli della sua opera. Eduardo avrebbe prese quella “follia” innocua per farne la metafora dell’isolamento.

Un Natale travagliato – Boomerissimo.itยฎ

Oggi la Rai non trasmette piรน il capolavoro di Eduardo, ma รจ disponibile su RaiPlay. Un clic e siete di nuovo nel 1977. Un salto allโ€™indietro che vale un presepe.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ

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