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L'affondamento del Balilla 1916

Balilla, il sottomarino perduto: il fratello che non tornò mai

Un sommergibile dimenticato che sfida il mare da un secolo: la storia vera che nessuno ha mai cercato

Appartengo, forse, ad una delle ultime generazioni che trascorreva del tempo ad ascoltare racconti. Certe sere, quando ero bambina, a casa si formava un consesso di adulti che raccontava vecchie storie. Quelle più in auge riguardavano la guerra (la seconda), di cui tutti, allora, avevano ricordi di prima mano. 

Racconti di guerra

Non è strano che la maggior parte degli aneddoti riguardasse il cibo, principalmente come procurarlo. Dopo il 1943, la faccenda divenne meno complicata (facile mai). Mio nonno e i figli (maschi), più grandi andavano al campo degli americani e si industriavano per ottenere lavoretti pagati in prodotti di prima necessità.

L'affondamento del Balilla 1916
Il sommergibile Balilla, Grande Guerra – Boomerissimo.it®

Mio zio, futuro professore di disegno, raggranellava AM lire disegnando, sue testuali parole, pin-up sul retro dei giubbotti degli aviatori. Ci si industriava, la fame instillava creatività. Non saprei dire quale fosse la proporzione di verità e romanzo in questi racconti. Certo è che un fondo di realtà c’era, anche, se per così dire, migliorata. Massimo artista di questo arricchimento di dettagli ad effetto erano mio nonno e il suo primogenito. Persone con indubbie qualità e difetti odiosi, che te li facevano adorare in certi momenti e detestare ferocemente in altri. Di una cosa potevi essere sicuro, che al centro dei loro pensieri, delle loro cure, c’era sempre il loro ego. Mio nonno, nato nel 1899, a volte narrava anche della sua famiglia di origine. Nato con tanto di blasone (era barone), non ne aveva goduto. Suo padre, dotato di baffoni a manubrio, si era mangiato terre e denari con le donne, pare. Non so quando, ma a moglie ormai defunta, anche i figli erano stati dispersi tra vari parenti per potere avere vitto e alloggio.

stemma nobiliare
Stemma della famiglia del nonno, ricordato a memoriaBoomerissimo.it®

Non ricordo quanti fratelli fossero, ma ci fu una vera e propria diaspora di quel ramo della famiglia. Due finirono a Roma, una rimase nel luogo di origine e mio nonno finì a Foggia, sotto l’egida di uno zio colonnello. Nel conteggio manca un fratello. Il mio avo raccontava di questo fratello perduto, giovane uomo, affondato con il sommergibile nel quale era imbarcato durante la prima guerra mondiale. Questa storia mi è ritornata in mente grazie a Boomerissimo. A furia di fare ricerche su eventi storici, ho pensato che avrei potuto finalmente chiarire quanto di vero ci fosse in questa narrazione. E, per una volta, mi sono dovuta ricredere su mio nonno. La storia è vera, anche nei dettagli.

Sommergibile Balilla 

Il sommergibile in questione si chiamava Balilla. Niente a che vedere con il fascismo.  Il Balilla nacque come U-42 della Kaiserliche Marine tedesca. Fu progettato dall’ingegnere navale italiano Cesare Laurenti come unità di media crociera sperimentale, in contrasto con i limiti di autonomia degli U-Boot dell’epoca. Il Balilla non era un sommergibile “costiero” come la maggior parte degli U-Boot tedeschi del 1913-1915.

Il BalillaBoomerissimo.it®

Gli U-Boot dell’epoca (soprattutto i primi tipi U-1 fino a U-30 circa) avevano un’autonomia molto limitata. Erano in grado di navigare in superficie solo poche centinaia di miglia prima di dover rientrare per rifornimento, e in immersione ancora meno. Erano pensati soprattutto per la difesa costiera o per brevi incursioni nel Mare del Nord o nel Baltico. Il Balilla invece fu concepito con  “caratteristiche oceaniche”. Aveva maggiore autonomia in superficie (fino a 3.500 miglia nautiche a 10 nodi); migliore tenuta del mare in condizioni di onde alte e maltempo; aveva una doppia propulsione diesel-elettrica; doppio scafo per maggiore robustezza e profondità operativa.  La Marina tedesca sentiva di avere bisogno di un mezzo subacqueo da impiegare in una possibile guerra contro la Gran Bretagna. Per la progettazione si rivolse a Laurenti.  Quando scoppiò la prima guerra mondiale il sommergibile tedesco era ancora in costruzione nel cantiere del Muggiano. L’8 agosto 1915 fu requisito, varato e incorporato nella Regia Marina con il nome Balilla (in onore di Giovan Battista Perasso, il ragazzo genovese simbolo della rivolta contro gli austriaci nel 1746). Fu classificato come “torpediniera sommergibile”. Prove e collaudi si protrassero fino a febbraio del 1916.  Comandante designato fu il Capitano di corvetta Paolo Tolosetto Farinati degli Uberti che aveva ai suoi comandi un equipaggio di 38 uomini, di cui quattro erano ufficiali. Tra quei 38 c’era Pietro, anni 23, il fratello di mio nonno.

L’ultima missione

Quello stesso febbraio il Balilla raggiunse la base di Brindisi e fu assegnato alla IV Squadriglia Sommergibili. Le missioni che gli furono assegnate erano sia difensive (protezione delle coste italiane) che offensive (agguati vicino alle basi austro-ungariche nell’Adriatico). La sua vita operativa fu brevissima.

Torpediniere I guerra mondiale
Un torpediniere della classe Kaiman (Von Unbekannter Fotograf – http://www.mateinfo.hu/Torpedoboats.pdf (archive), Gemeinfrei, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57846735)- Boomerissimo.it®

Il 13 luglio 1916 il sommergibile Balilla lasciò Brindisi per la sua seconda missione offensiva. L’ordine era chiaro: tendere un’imboscata a unità nemiche al largo dell’isola di Lissa, in territorio austro-ungarico. Il rientro era previsto per il 17. Nella notte tra il 14 e il 15 luglio, poco dopo le 22:45, lo scontro cominciò a circa dieci miglia a nord di Lissa, presso Capo Planka, nel Medio Adriatico. Due torpediniere austro-ungariche di classe Kaiman, la T 65, comandata dal capitano Joseph Halleperth, e la T 66, avevano ricevuto l’allarme dalla stazione segnali di Lissa dopo aver avvistato il Balilla in superficie mentre ricaricava le batterie. 

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Il Balilla si immerse immediatamente e lanciò due siluri contro la T 65. Non raggiunsero l’obiettivo. Nella manovra evasiva la torpediniera fece esplodere una mina che stava rimorchiando. La detonazione danneggiò gravemente lo scafo del sommergibile. Il Balilla riemerse e sparò un terzo siluro, anch’esso schivato. La T 65 aprì il fuoco con l’artiglieria e centrò il timone, immobilizzando l’unità italiana. La T 66, fino a quel momento nascosta dal buio, entrò in azione. Il sommergibile italiano tentò due volte di immergersi, ma i danni che aveva subito lo impedirono. Nonostante l’inferiorità schiacciante, l’equipaggio continuò a combattere in superficie. Alle 23:20 la T 66 lanciò due siluri. Uno colpì la torretta. Il sommergibile si spezzò in due e affondò rapidamente. Tutti gli uomini a bordo morirono. Il comandante Paolo Tolosetto Farinati degli Uberti fu decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria; altri ufficiali e marinai ricevettero medaglie d’Argento e di Bronzo, declinate sui gradi. Lo stesso nemico riconobbe il valore dell’equipaggio.  Le prime notizie frammentarie arrivarono il 20 luglio da intercettazioni radio austro-ungariche. La conferma definitiva giunse a fine agosto dai naufraghi del sommergibile nemico U-16 e, dopo la guerra, dagli archivi della K.u.K. Marine (Kaiserlich und Königlich Kriegsmarine). 

Il relitto

Il relitto non è mai stato ritrovato. Anzi, per essere precisi, non è mai stato cercato in modo mirato o tantomeno individuato.

Balilla
Il sottomarino è ancora lì Boomerissimo.it®

Non esistono segnalazioni storiche, subacquee o scientifiche di spedizioni sonar, ROV o immersioni tecniche dedicate alla sua ricerca. La posizione approssimativa (circa 10 miglia a nord di Lissa/Vis, presso Capo Planka, coordinate indicative 43°10’N / 16°10’E) è nota solo dai rapporti austro-ungarici del 1916, ma è rimasta imprecisa. Nonostante nell’Adriatico centrale siano stati localizzati e fotografati numerosi relitti di sommergibili della Grande Guerra e della Seconda, del Balilla non c’è traccia né in letteratura navale, né nei database di wreck diving, né in archivi di spedizioni recenti. L’area dell’affondamento si trova nel Medio Adriatico, a nord dell’isola di Vis (Dalmazia croata). Non è molto profondo rispetto agli standard oceanici o al massimo dell’Adriatico (1.233 m). Di certo è impegnativo. Dovrebbe trovarsi ad una profondità stimata di 100-150 metri. È una profondità da immersione tecnica avanzata con un fondale prevalentemente fangoso o sabbioso con sedimenti fini.  In una tomba di metallo, mai cercato, giace l’intero equipaggio o quel che ne resta. Lì si trova anche Pietro, di Oreste, nato il 1° agosto 1893, anni 23, sottocapo torpediniere C.R.E.M. decorato con la medaglia di bronzo al valor militare per “lungo e strenuo combattimento notturno contro siluranti nemiche”. 

Balilla, sommergibile scomparso – Boomerissimo.it®

Oggi ho chiuso un cerchio. La storia che mio nonno raccontava tra un bicchiere e l’altro, quella del fratello perduto in mare durante la Grande Guerra, era vera fin nei dettagli. Pietro non è mai tornato. Il Balilla nemmeno. Il relitto resta dov’è finito nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1916, in una posizione approssimativa che nessuno ha mai sentito il bisogno di controllare. Solo carte d’archivio e un nome in più negli elenchi dei caduti. Quel tempo è finito da un pezzo,  solo i racconti restano nella memoria. 

Sommergibile Balilla (1915)
Impostazione: 18 agosto 1913 nei cantieri FIAT-San Giorgio di Muggiano (La Spezia, Italia).
Tipo: Sommergibile Laurenti a doppio scafo, unico della sua classe.
Caratteristiche tecniche (confermate da fonti navali):
Dislocamento: 728 t in superficie, 875 t in immersione.
Dimensioni: 65 m di lunghezza, 6,05 m di larghezza, 4,17 m di pescaggio.
Propulsione: 2 motori diesel FIAT da 2.600 CV totali (superficie, 14 nodi); 2 motori elettrici Savigliano da 900 CV (immersione, 9 nodi).
Autonomia: 3.500 mn a 10 nodi in emersione; 85 mn a 3 nodi in immersione.
Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 450 mm (2 a prua, 2 a poppa); 2 cannoni da 76/30 mm.
Equipaggio: 38 uomini (4 ufficiali + 34 sottufficiali e marinai). Profondità operativa: 50 m.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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