x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Michael Landon e Ed Friendly

Michael Landon, i soldi non sono tutto: cacciò dal set il suo produttore

Un conflitto dietro le quinte della celebre serie TV “La casa nella prateria” rivela il valore che Micheal Landon aveva dato alla sua storia. Non era solo una questione di soldi.

Il cinema e la televisione non sono un pranzo di gala. Sono un’impresa commerciale, che costa molti soldi, dà lavoro a molte persone e alla fine funziona se tutto il sistema riesce a guadagnare. 

Michael Landon e Ed Friendly
Michael Landon e Ed Friendly – Boomerissimo.it

Abbiamo parlato spesso dei conflitti tra Landon e il suo cast, e perfino della sua “tirchieria”. Per lui il suo show era tutto, era un grande messaggio da lanciare al mondo. Ma sarebbe stato possibile farlo solo se la macchina economica avesse funzionato, se gli spettatori fossero stati con lui, se il conto economico, alla fine fosse risultato vantaggioso e interessante per la NBC, che produceva e mandava in onda. 

Soldi e idea, due mondi in conflitto

Questa è la macchina del cinema, un’arte certamente. Ma anche un’industria; un sistema complesso che deve tenere conto di entrambi gli aspetti, specialmente quando va in onda tutte le settimane e deve competere con una concorrenza agguerrita. Il fatto che Landon sia riuscito a tenere La Casa nella Prateria in testa alle classifiche di ascolto per ben otto anni, e il fatto che dal 1974 la serie continui ad andare in onda senza interruzioni, sono la testimonianza che Landon sapeva fare bene il suo lavoro di regista e produttore, anche dal punto di vista economico. 

Kent McCray racconta la relazione tra Michael Landon e Ed Friendly – Boomerissimo.it

La Casa nella Prateria non era solo una bella favola.  L’immagine idilliaca della famiglia Ingalls sullo schermo nasceva dalle tensioni e dagli scontri dietro le quinte di qualsiasi grande produzione E non poteva che essere così. Michael Landon, star e produttore esecutivo della serie, gestiva il set con pugno di ferro, controllando ogni aspetto della produzione. Con la famiglia che guidava puntata dopo puntata era un padre amorevole ma anche deciso e talvolta autoritario, lo abbiamo ricordato anche in altri articoli.  Ma era con la produzione, la tv e specialmente con il suo co-produttore Ed Friendly che Landon ebbe gli scontri più duri. I rapporti tra i due degradarono al punto che Landon arrivò a bandire completamente Friendly dal set. Non fu una situazione facile, fu uno di quei momenti in cui l’aspetto creativo e quello finanziario arrivano a un conflitto insanabile, ed occorre fare una scelta definitiva. La grandezza di Landon fu quella di scegliere la sua storia, la sua saga, sopra gli aspetti economici e finanziari. Senza questo immenso rischio, non saremmo qui a riguardare le repliche di quella che per molti è la serie più grande di sempre.

Michael Landon, un padrone assoluto

Michael Landon non era solo il volto della serie nei panni di Charles Ingalls, ma ne era anche la mente creativa e il leader indiscusso. Come produttore esecutivo, Landon aveva il controllo totale su ogni aspetto della produzione, dalle sceneggiature al casting. Era la sua storia, la sua impresa della vita, sapeva che il successo o il fallimento della serie avrebbe avuto un impatto enorme sulla sua carriera.

Michael Landon e Melissa Sue Anderson – Boomerissimo.it

Melissa Sue Anderson, che interpretava Mary Ingalls, nel suo libro di memorie “The Way I See It” è quella che più di altre ha saputo rendere l’impegno e il dominio assoluto di Landon sul “suo” set. Era un padre, anche nella produzione. Si sentiva responsabile della sua famiglia e del suo successo. Melissa ci racconta un Landon “controllante” e persino “cattivo” sul lavoro, capace di prendere di mira e tormentare pubblicamente la sua troupe, se non rispondeva ai suoi comandi, se ostacolava la realizzazione della sua idea.  Aveva idee chiare e decise. Era quasi impossibile fargli cambiare idea su come doveva girare una scena. Era capace di grande umanità, ma la sua visione artistica era legge, e raramente accettava suggerimenti o rimetteva in discussione un progetto, una volta che l’aveva concepito. Mary (o Melissa, che dir si voglia) ha anche una sua teoria su un momento decisivo della serie, che vi abbiamo raccontato in questo articolo. Racconta di come la decisione di far esplodere la città di Walnut Grove nel finale della serie fu presa principalmente per impedire che altri potessero riutilizzare i set in futuro. Una versione che Landon ha sempre negato, ma che resta forse la più verosimile.

Lo scontro con Ed Friendly e la rottura definitiva

Il conflitto più duro di tutti fu quello che oppose Landon a Ed Friendly. Friendly era l’uomo che aveva reso possibile La Casa nella Prateria, aveva trovato il libro della Ingalls, ne aveva acquistato i diritti, aveva pensato a Landon, l’ex Little Joe di Bonanza per il ruolo di protagonista. Era dunque una parte importante, decisiva, della produzione. E credeva in Michael Landon al punto da finanziare completamente, di tasca sua, la realizzazione del pilota che finì per convincere la NBC della bontà dell’idea. Ma Friendly era “solo” un produttore. Nel suo equilibrio, l’aspetto finanziario veniva prima e ben presto cominciò a scontrarsi con il suo padre-padrone su come portare avanti il progetto.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link

La scintilla che fece esplodere il conflitto fu apparentemente banale: Friendly voleva che i bambini attori apparissero sempre sporchi e scalzi, per ricreare l’atmosfera autentica del periodo storico. Landon si opponeva fermamente. La ragione era molto concreta: pensava fosse poco pratico far girare i giovani attori a piedi nudi nel caldo della Simi Valley dove si svolgevano le riprese. Ma c’era forse qualcosa di più, un’idea della “pulizia” della storia, un disegno, se vogliamo chiamarlo così, morale che Landon riteneva importante.  Intorno ai piedi scalzi e sporchi dei bambini, al realismo contro una visione idealizzata dell’ambiente, si giocò una partita durissima. Sembrava un disaccordo minore, invece fu la goccia che fece traboccare il vaso. O meglio lo fece esplodere. Kent McCray, altro produttore della serie, racconta come Landon si rivolse direttamente alla NBC dichiarando che la situazione era diventata insostenibile. Si era rotto qualcosa, la collaborazione era diventata impossibile.

 “O lo faccio io o lo fa lui”
—Michael Landon

Landon pose alla NBC un’alternativa secca: dovevano decidere chi dei due avrebbe portato avanti la serie. Sappiamo come è andata a finire. Nonostante Friendly possedesse i diritti dei libri originali, la rete si schierò intelligentemente dalla parte di Landon, che oltre ad essere l’anima dello show ne era anche il volto: era sotto contratto come attore.

Il set blindato

La decisione della NBC segnò la fine definitiva del rapporto tra Landon e Friendly. Un Landon trionfante e finalmente libero bandì completamente Friendly dal set. Il produttore che aveva dato il via all’intero progetto si ritrovò escluso dalla realizzazione della serie tratta dai libri di cui possedeva i diritti.

Ed Friendly, cacciato dal set – Boomerissimo.it

L’uomo con i diritti e che aveva messo i primi soldi aveva perso dall’uomo che ci metteva la faccia. Hollywood è un’industria molto strana che funziona così. Si può sopravvivere a una lite legale, ma non alla sparizione del protagonista che il pubblico ama.  I soldi non erano tutto per Landon, che rischiò per intero il suo progetto, su una divergenza solo apparentemente minore, ma che metteva in discussione tutta la sua visione creativa. I soldi erano invece tutto per la serie televisiva, che fu costretta a fare una scelta dolorosa ma necessaria. Occorreva buttare al vento un po’ di denaro subito, ed affrontare una lite per danni con Ed Friendly, per incassare molto di più dopo. Fu un conto ben fatto.  Ancora una volta il rapporto difficile tra economia e creatività aveva trovato il suo punto di equilibrio. La storia di Landon fu salvata, per il bene di tutti (in primis di noi appassionati) e anche la NBC a conti fatti non ci si trovò male. 

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo®

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

0

)

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere